La Roma si prepara a riappropriarsi definitivamente del suo centro sportivo. Dopo due decenni di leasing finanziario, la società capitolina ha avviato le procedure per riacquisire la piena proprietà del Centro Sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria, complesso che rappresenta il cuore pulsante dell'attività tecnica del club.
Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, nelle scorse settimane AS Roma Real Estate – la società creata appositamente per gestire l'operazione immobiliare – ha formalmente comunicato a Banco BPM la volontà di esercitare il diritto di riscatto sulla struttura. L'importo previsto per rilevare definitivamente l'impianto ammonta a 300mila euro, cifra significativamente inferiore rispetto ai valori originari dell'operazione.
La vicenda affonda le radici nel dicembre 2005, quando la Roma si trovò nella necessità di reperire liquidità urgente. Il 28 dicembre di quell'anno venne sottoscritto un contratto di leasing finanziario della durata di quindici anni con Banca Italease, istituto successivamente confluito in Banco BPM. L'accordo prevedeva la cessione temporanea della proprietà del centro sportivo in cambio di 30 milioni di euro.
Per strutturare l'operazione fu costituita AS Roma Real Estate, entità giuridica separata e non inclusa nel perimetro di consolidamento della società calcistica. La formula scelta consentì al club di ottenere risorse immediate in un momento finanziariamente critico. Secondo quanto emerso, una parte consistente dei proventi fu destinata al saldo di stipendi arretrati, operazione necessaria per evitare sanzioni da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
In cambio della disponibilità dell'immobile, la Roma ha corrisposto canoni annuali pari a 2,7 milioni di euro, garantendosi così l'utilizzo continuativo delle strutture di allenamento indispensabili per l'attività della prima squadra e del settore giovanile.
Il percorso verso la riappropriazione dell'asset non è stato lineare. La scadenza originaria del contratto, prevista per il 2020, ha subito diverse proroghe determinate da circostanze eccezionali e successive rinegoziazioni.
Il 5 maggio 2020, in piena emergenza sanitaria legata al Covid-19, le parti concordarono la sospensione dei pagamenti relativi alla quota capitale dei canoni per un periodo di undici mesi, dall'1 aprile 2020 all'1 marzo 2021. Questa moratoria comportò automaticamente uno slittamento del calendario di rimborso, con nuova scadenza fissata all'1 novembre 2021.
Pochi giorni prima della nuova deadline, il 25 novembre 2021, fu raggiunto un ulteriore accordo che spostò la conclusione del contratto all'1 dicembre 2022. La modifica prevedeva il versamento di dodici rate mensili aggiuntive e stabiliva un prezzo finale di riscatto pari a 5,9 milioni di euro.
Tuttavia, anche questa scadenza non rappresentò il termine definitivo dell'operazione. Il 30 novembre 2022 venne siglato un nuovo accordo che posticipò ulteriormente la data per l'esercizio del diritto di riscatto all'1 dicembre 2025, riducendo contemporaneamente l'importo finale a 300mila euro, cifra simbolica rispetto ai valori iniziali.
Proprio in corrispondenza della scadenza concordata, l'1 dicembre 2025, AS Roma Real Estate ha trasmesso a Banco BPM la comunicazione ufficiale di riscatto del complesso immobiliare. Il documento formalizza l'intenzione del club di riassumere la piena titolarità giuridica del Centro Sportivo Fulvio Bernardini.
La transazione, pur sostanzialmente definita nei suoi termini economici, resta subordinata alla definizione di alcuni aspetti procedurali. Le parti dovranno sottoscrivere un accordo quadro che regoli gli adempimenti tecnici necessari al perfezionamento della compravendita, le modalità di utilizzo dell'impianto nel periodo transitorio fino alla conclusione formale dell'operazione (il cosiddetto closing) e alcune questioni amministrative relative a tre particelle di terreno comprese nell'area del centro sportivo.
Nonostante questi passaggi burocratici ancora pendenti, l'obiettivo dichiarato dalla proprietà giallorossa appare chiaro e raggiungibile: ricondurre definitivamente Trigoria nel patrimonio societario, chiudendo un capitolo ventennale che ha visto il principale asset operativo del club formalmente di proprietà di un istituto bancario.
Il riacquisto del centro sportivo assume un valore non solo simbolico ma anche strategico per la Roma. Trigoria rappresenta infatti non soltanto il luogo dove si allena quotidianamente la squadra, ma anche il centro nevralgico per la formazione dei giovani calciatori e lo sviluppo dell'identità tecnica del club.
Rientrare in possesso dell'immobile significa per la società giallorossa rafforzare il proprio patrimonio e acquisire maggiore autonomia nella gestione e nell'eventuale valorizzazione futura della struttura. L'operazione si inserisce in un contesto più ampio di razionalizzazione degli asset societari e di consolidamento della posizione finanziaria del club.
Conclusa questa lunga parentesi iniziata nel 2005 per fronteggiare esigenze di cassa immediate, la Roma potrà finalmente considerare nuovamente Trigoria non più un bene in leasing, ma una proprietà piena e definitiva.
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