Come viene messo in luce da un dettagliato approfondimento della testata Il Secolo XIX, l'ondata di dissenso che attraversa l'ambiente della Sampdoria affonda le proprie radici in un passato non troppo recente.

Il clima di forte tensione si è riacceso con vigore all'indomani dell'ennesima manifestazione andata in scena a Bogliasco, dove la tifoseria organizzata ha manifestato apertamente la propria contrarietà verso i vertici del club.

L'ultimo episodio che ha scatenato la reazione dei sostenitori blucerchiati riguarda il lancio ufficiale dell'emblema pensato per i festeggiamenti dell'ottantesimo anniversario del sodalizio, che ricorrerà il prossimo 12 agosto.

Le principali critiche piovute sul club si concentrano sia sulla scelta dei tempi della presentazione, ritenuta del tutto inopportuna, sia sulla totale mancanza delle storiche tonalità cromatiche della squadra all'interno del simbolo grafico.

I cori e le storiche rivendicazioni sollevate durante i passati presidi di via Cavour riecheggiano ancora tra i tifosi, evidenziando una frattura che dura ormai da parecchio tempo e che ha vissuto tappe storiche drammatiche.

Dalla primavera del 2023, periodo in cui migliaia di appassionati si radunavano nei pressi della sede di Corte Lambruschini per scongiurare il fallimento, le proteste si sono via via dirette contro i vari esponenti della dirigenza che si sono succeduti.

Anche dopo il passaggio di proprietà e l'approdo ai playoff sotto la guida tecnica di Pirlo, i malumori non sono mai del tutto svaniti, riaccendendosi nei momenti più critici delle successive annate sportive.

Si ricordano infatti i momenti di fortissima tensione registrati in seguito ad alcune pesanti sconfitte interne, come quella contro il Frosinone, che portarono a contestazioni sul campo e persino al ritiro forzato della squadra a Coverciano.

Il malcontento ha poi investito anche le figure dei consulenti e dei responsabili dell'area tecnica, manifestandosi con striscioni e marce di protesta indirizzate verso i vari Manfredi, Tey, Walker e Fredberg.

L'iniziativa che avrebbe dovuto unire la piazza nel segno della celebrazione si è così tramutata nell'ennesimo terreno di scontro, con una pioggia di commenti negativi che ha sommerso i profili social della società.

I sostenitori hanno aspramente criticato l'aspetto estetico dello stemma, paragonato da molti a un annuncio funebre a causa dell'assenza dei quattro colori identitari che rendono unica la maglia doriana nel panorama calcistico.

Non sono mancate polemiche nemmeno per la campagna di marketing associata all'evento, basata sulla diffusione in città di alcuni codici digitali per sbloccare una schermata interattiva, un'idea giudicata poco vicina alla sensibilità popolare.

La dirigenza ha cercato di gettare acqua sul fuoco precisando che il nuovo marchio non andrà a sostituire quello storico sulle divise da gioco, ma sarà destinato soltanto a una linea specifica di prodotti commerciali.

Nonostante i tentativi compiuti dai vertici per ricucire il legame con la tifoseria, il momento resta estremamente complesso e ogni mossa societaria sembra produrre l'effetto opposto, alimentando un muro contro muro che non accenna a placarsi.

Sezione: Serie B / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 13:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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