Il momento tanto atteso è finalmente arrivato, portando con sé l'ufficialità di un nome che ormai da diverso tempo gravitava con insistenza nell'ambiente rossonero. Marco Bernardini è a tutti gli effetti la nuova guida tecnica della Lucchese, una grandissima opportunità per il giovane allenatore romano che si affaccia a questa avventura dopo l'importante biennio vissuto sulla panchina del Trastevere.

Come sottolineato in un approfondimento dai colleghi di Gazzettalucchese, il mister non affronterà questa sfida da solo, dato che sarà supportato da quasi tutto il blocco di collaboratori che lo ha affiancato nella passata esperienza capitolina. All'interno dello staff tecnico figurano infatti il preparatore atletico Lorenzo Mariani, il collaboratore tecnico Matteo Longo, il match analyst Marco Malatesta e l'allenatore in seconda Andrea Cerquetani, mentre l'unica figura rimasta al proprio posto rispetto alla precedente gestione è quella del confermatissimo preparatore dei portieri Beppe De Masi.

«Colgo l'occasione per ringraziare la società per farmi lavorare in una grandissima piazza. Ci arrivo con grande senso di responsabilità: dentro di me ho la consapevolezza che non sono qui per i risultati delle ultime due stagioni, ma per i 17 anni totali, 15 nel settore giovanile a cominciare dai tornei parrocchiali. Mi sento addosso l'orgoglio per questo percorso» ha esordito con grande umiltà e determinazione il nuovo tecnico rossonero durante la sua presentazione ufficiale.

«Il compito sarà trasferire questo orgoglio ai calciatori che avrò a disposizione saremo avanti anni luce nella nostra tabella di marcia: il senso di appartenenza importante. È una appartenenza che è stata creata dalla società, dai giocatori e dal tecnico che mi ha preceduto. Faremo tutto quello che è possibile per rendere Lucca orgogliosa anche di questa stagione» ha proseguito Marco Bernardini, evidenziando l'assoluta necessità di creare un legame viscerale con l'ambiente e la città.

«I giovani? Vengo da una realtà dove non sono stato abituato a ragionare in ottica giovane o grande: se uno è bravo, gioca. Oggi mi misuro in una piazza diversa, ma non vuole dire che gli under debbano essere solo tre e confinati in alcune parti del campo. Potrebbero essere ce ne saranno di più. Non mi piace parlare di under e di over, mi piace parlare di Lucchese: il campo ci dirà chi giocherà» ha spiegato l'allenatore, chiarendo senza giri di parole la sua filosofia meritocratica che non guarderà in faccia alla carta d'identità dei singoli elementi in rosa.

«Che idea di calcio ho in mente? L'idea di calcio resta la stessa, Francesco D'Arrigo che mi ha dato tanto e che conoscete mi ha insegnato che si parte dai giocatori a disposizione e dalla situazione contingente, sicuramente arriverà anche una prima punta. Ho ricevuto tantissimi messaggi di incoraggiamento e non ho risposto solo per la mancanza di ufficialità: li ringrazio tutti» ha concluso il neo mister, svelando i suoi punti di riferimento tattici, preannunciando un prossimo innesto nel reparto offensivo e ringraziando l'intera tifoseria per l'affetto ricevuto.

Sezione: Serie D / Data: Gio 25 giugno 2026 alle 13:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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