Un giudizio che non lascia spazio a illusioni quello espresso da Pietro Maiellaro sulle prospettive di salvezza del Bari. L'ex attaccante biancorosso, intervenuto a margine delle celebrazioni per i cinquant'anni di radiocronache del giornalista Michele Salomone, ha dipinto un quadro fosco della stagione in corso, pur mantenendo viva una flebile speranza.
"La vedo dura, ma speriamo di essere smentiti. La speranza è l'ultima a morire: ci vuole una grazia", ha dichiarato Maiellaro ai microfoni di Tuttobari.com, sintetizzando con queste parole il momento critico attraversato dalla compagine pugliese. Una valutazione realistica che tiene conto dell'andamento complessivo di un campionato che ha riservato poche gioie ai tifosi baresi.
L'ex bomber non ha risparmiato considerazioni amare sull'intera annata sportiva: "Dobbiamo vedere quello che è successo, non è una cosa tranquilla e bella, è un'annata particolare, non ci sono soddisfazioni". Parole che evidenziano come le difficoltà non siano limitate a singoli episodi, ma rappresentino piuttosto una costante di una stagione deludente sotto molteplici aspetti.
Interrogato su quale messaggio rivolgerebbe ai calciatori attualmente impegnati nella lotta per la permanenza nella categoria, Maiellaro ha mostrato cautela nell'offrire ricette preconfezionate, riconoscendo i limiti di un intervento esterno: "Non so che tipo di appello potrei fare, non conosco le caratteristiche umorali della squadra. Devono essere loro stessi, devono mettere quel poco di energia positiva che hanno, devono trasformarla in forza".
Un approccio pragmatico che punta sull'autenticità e sulla capacità di attingere alle risorse interiori ancora disponibili. Secondo l'ex calciatore, la chiave per alimentare qualche residua possibilità di rimonta passa attraverso la valorizzazione di ciò che rimane nel serbatoio emotivo e atletico del gruppo: "Solo così si può sperare in qualcosa di positivo".
Maiellaro ha poi offerto un'analisi lucida dei margini di recupero ormai ridotti al lumicino: "Se fai cose buone e poi cadi significa che sei lontano: impossibile ricucire tutto, prendiamoci l'ultimo momento e cerchiamo di essere più lucidi possibili. Non bisogna sbagliare nulla sul dettaglio".
Un monito che sottolinea l'importanza della perfezione nelle ultime battute stagionali, quando ogni errore, anche minimo, può risultare fatale. La distanza accumulata rispetto alle posizioni di sicurezza rende improbabile, secondo l'ex attaccante, un recupero completo, ma l'invito alla massima concentrazione e alla cura dei particolari rappresenta comunque un imperativo categorico per chi scenderà in campo nelle prossime giornate decisive.
Le dichiarazioni di Maiellaro riflettono lo stato d'animo di un ambiente che, pur non volendo arrendersi prima del tempo, deve fare i conti con una realtà oggettivamente complicata. La metafora della "grazia" evocata dall'ex calciatore rende bene l'idea di quanto sia necessario un intervento quasi straordinario per ribaltare una situazione che le prestazioni sul campo hanno reso critica.
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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