Il tecnico del Catania, William Viali, è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra in vista della delicata trasferta sul campo del Latina. I primi giorni della settimana sono stati dedicati prioritariamente al recupero organico di chi ha sostenuto il peso dei novantacinque minuti nella sfida di lunedì, per poi passare all'ottimizzazione degli automatismi tattici.
L'allenatore ha messo in guardia l'ambiente sulle insidie della prossima gara al Francioni, sottolineando il valore di un avversario che vanta una delle difese più solide dell'intero campionato. «È una squadra che rende difficili le partite a qualsiasi avversario» ha osservato il mister, evidenziando l'organizzazione tattica dei nerazzurri e la complessità dell'obiettivo che stanno inseguendo.
Tornando sull'analisi dell'ultima uscita contro il Casarano, Viali ha distinto chiaramente tra la fase di non possesso e quella di gestione della palla. Se dal punto di vista dell'aggressione alta e del recupero del pallone nella trequarti avversaria si sono visti segnali incoraggianti, le preoccupazioni maggiori derivano dalle palle gol concesse proprio mentre il Catania era in controllo del gioco.
La chiave per il salto di qualità risiede nella velocità d'esecuzione e nella capacità di muovere il blocco difensivo avversario con maggiore incisività. «Dobbiamo essere più veloci, rapidi nel far girare palla e muovere l'avversario» ha ribadito con forza l'allenatore, lamentando alcune scelte strategiche errate che, nell'ultimo match, hanno finito per esaltare le ripartenze degli avversari.
L'impatto di Viali sul gruppo ha portato novità metodologiche che richiedono un adattamento anche sul piano fisico, non tanto in termini di volume quanto di intensità e ripetizione degli sprint. Il tecnico si è detto comunque fiducioso grazie al clima che respira quotidianamente a Torre del Grifo: «Vedo un'atmosfera positiva non solo nel gruppo squadra ma in tutte le componenti» ha dichiarato.
Sul piano tattico, resta aperta la possibilità di passare a una mediana a tre o di utilizzare rotazioni differenti per occupare meglio gli spazi offensivi. Il mister ha sottolineato come lunedì la squadra sia risultata a tratti «piatta», con troppi uomini ammassati in area senza il giusto tempismo per rompere gli equilibri difensivi della squadra ospite.
Un passaggio fondamentale della conferenza ha riguardato la mentalità che deve contraddistinguere chiunque scenda in campo con i colori rossazzurri. «Il Catania, al di là del nome dell'avversario, deve fare il leone» ha tuonato Viali, chiedendo ai suoi giocatori di trasformare la pressione della piazza in energia positiva e senso di responsabilità verso i propri sostenitori.
Per quanto concerne i singoli, le notizie dall'infermeria sono alterne: Francesco Forte non sarà della partita e continuerà il suo percorso personalizzato, mentre Cicerelli sta ritrovando gradualmente il ritmo partita. «Cicerelli invece sta bene, gli mancano le partite» ha spiegato l'allenatore, aggiungendo che il giocatore ha la maturità necessaria per sapersi ritagliare lo spazio ideale partendo da sinistra.
Parole importanti sono state spese anche per Jimenez, giovane talento su cui Viali intende lavorare molto sotto il profilo mentale e della partecipazione alla manovra. «Deve toccare molto di più la palla» ha suggerito il tecnico, convinto che una maggiore continuità all'interno del match possa elevare sensibilmente la pericolosità offensiva di tutta la squadra.
L'assenza di alternative nel ruolo di centravanti puro, oltre a Caturano, sta condizionando alcune scelte strategiche, costringendo l'allenatore a soluzioni d'emergenza come l'arretramento di Pieraccini per garantire copertura. «Dobbiamo tenere botta ancora per qualche settimana, forse una» ha ammesso sinceramente Viali, guardando con speranza al rientro degli infortunati.
Infine, il mister ha toccato il tema dei calci piazzati e della pericolosità dal limite dell'area, aspetti su cui il lavoro specifico aumenterà nelle prossime sedute. L'obiettivo finale resta quello di avere giocatori intraprendenti e coraggiosi. «Non voglio semplicemente soldatini esecutori ma gente che faccia parte di un sistema di squadra esaltando le proprie qualità» ha concluso il tecnico.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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