Il campionato di Serie D entra nella fase decisiva con il girone H che si conferma uno dei più equilibrati e competitivi dell'intero panorama dilettantistico nazionale. Quattro compagini si contendono la vetta della classifica, mentre si infittisce la battaglia per conquistare l'ultimo posto valido per i playoff e per evitare la retrocessione. A fornire un'analisi approfondita della situazione - intervistato dal Quotidiano di Puglia - è Domenico Giacomarro, tecnico con un passato importante sulle panchine di Potenza e Altamura, club con cui conquistò il titolo due stagioni fa alla guida dei biancorossi.
Il Barletta si è issato in solitaria al comando della classifica e, secondo Giacomarro, la squadra pugliese ha ormai il destino nelle proprie mani. «Sono convinto che soltanto il Barletta, ora, possa perdere questo campionato. Nelle ultime nove partite hanno collezionato otto vittorie e un pareggio, messo in cascina 25 reti e segnato molti gol. In più, in calendario, hanno da giocare soltanto uno scontro diretto dopo aver ben figurato nei precedenti», sottolinea l'allenatore.
La svolta per i biancorossi è coincisa con l'arrivo in panchina di Massimo Paci. «Sì, la nuova era tecnica ha portato una notevole ondata di entusiasmo, ma il Barletta è lì in alto anche perché nessuna competitor ha avuto continuità incappando, talvolta, in alcuni passi falsi. E poi c'è Riccardo Lattanzio, un top autentico: l'ho allenato due anni fa ad Altamura e fa davvero la differenza», evidenzia Giacomarro, che conosce bene le qualità del giocatore avendolo avuto alle proprie dipendenze.
Tra le squadre ancora in corsa per il vertice figura il Martina, formazione che secondo l'esperto possiede indubbie qualità ma presenta una lacuna importante. «Il Martina è forte, ma manca quel centravanti capace di raggiungere agevolmente la doppia cifra. In estate avevano investito su Ryduan Palermo che, purtroppo, è stato vittima di un grave infortunio: è stato un errore non sostituirlo a dovere con una punta del suo calibro», afferma Giacomarro.
L'allenatore riconosce i meriti del tecnico Giuseppe Laterza, che ha costruito una squadra dalle caratteristiche precise. «Giuseppe Laterza sfrutta molto le corsie laterali facendo leva su Shavy Resouf, ma per vincere i campionati occorre riempire l'area di rigore con i bomber che hanno il fiuto del gol. Si può risparmiare su tutto, ma non sulla punta. Pensiamo alla Scafatese che ha stravinto il girone G…», rimarca, citando come esempio una compagine che ha fatto della presenza di un attaccante prolifico uno dei propri punti di forza.
A tre lunghezze dalla vetta resiste il Fasano, squadra che alterna prestazioni convincenti a passi falsi inattesi. «Nonostante tutto sì, è ancora lì a giocarsi la vetta della graduatoria. Il Fasano può disporre di un organico davvero importante, ma nel girone H - il più complicato d'Italia - non sempre è sufficiente perché almeno la metà delle partecipanti parte con l'intento di vincere», spiega Giacomarro.
Per i biancazzurri, il calendario nelle ultime giornate sarà determinante. «Per i biancazzurri saranno fondamentali gli scontri diretti: ne hanno da affrontare tre in queste ultime sei partite e vincendoli, o non perdendoli, potrebbero rientrare definitivamente in corsa», prevede il tecnico.
Alla guida del Fasano siede Pasquale Padalino, allenatore formatosi alla scuola di Zdenek Zeman, proprio come Giacomarro. Sul tema, l'intervistato si esprime con franchezza: «Essere zemaniano rischia di diventare un boomerang. Io sono stato allenato da Zdenek Zeman per due anni e mezzo a Licata e oggi, da allenatore, ho una mia idea in merito: è un tecnico da cui puoi "rubare" qualcosa, ma se non ci metti dal tuo è un'impresa impossibile per chiunque».
Nella zona playoff si distingue il Nardò, formazione che secondo Giacomarro avrebbe potuto ambire a traguardi ancora più ambiziosi. «Il Nardò deve mangiarsi le mani: senza quell'avvio così complicato sarebbe in lotta per il primo posto. Davvero un peccato. Bravo, in ogni caso, Fabio De Sanzo a mettere su una squadra quadrata, tosta e di categoria: l'ho vista varie volte dal vivo e mi ha fatto una grande impressione», dichiara l'allenatore.
Particolarmente apprezzata è la scelta coraggiosa del tecnico De Sanzo di puntare su giovani talenti. «Il mister, poi, è coraggioso avendo puntato sul giovanissimo Ndiaga Sall, capace di fare benissimo pur essendo del 2009. Dispiace che, ora, si sia infortunato», aggiunge Giacomarro, manifestando rammarico per l'indisponibilità del promettente calciatore.
Anche la Virtus Francavilla rientra tra le candidate ai playoff. «Società già organizzata per il professionismo: sono convinto che ci proverà fino a quando non riuscirà a tornarci. Mi piace anche come squadra e avendo Franco Sosa in avanti possono dire la loro», sostiene il tecnico, che tuttavia individua un problema gestionale. «Penso che qualche punto sia stato perso per strada perché essere senza allenatore in panchina durante le gare è davvero un grosso limite», puntualizza.
Tra le note positive della stagione figura il Gravina, guidato da Nicola Ragno. «Sì, senza dubbio. Nicola Ragno, a Gravina, sta facendo davvero molto bene: ha avviato un ciclo partendo quasi da zero conquistando risultati importanti e archiviando sin da subito la pratica salvezza», afferma Giacomarro.
Sul versante opposto si colloca l'Andria, che non ha rispettato le aspettative della vigilia. «Sorpreso, invece, nel vedere l'Andria disputare un campionato così anonimo: la società è nuova e necessita di tempo, ma una piazza del genere merita ben altri palcoscenici», commenta l'allenatore, riconoscendo comunque le difficoltà legate a una proprietà ancora in fase di consolidamento.
Giacomarro non nasconde la propria contrarietà rispetto al fenomeno Kings League, competizione che negli ultimi mesi ha coinvolto diversi calciatori militanti nei campionati dilettantistici. «Contrario, assolutamente. Il campionato di Serie D o di Eccellenza e la Kings League non possono andare di pari passo: i presidenti dovrebbero porre dei paletti prima di ingaggiare un calciatore. Quando ti giochi il tutto per tutto c'è bisogno di gente concentrata sull'obiettivo e non con la testa altrove», sentenzia il tecnico, evidenziando come la partecipazione a iniziative parallele possa compromettere il rendimento degli atleti.
In chiusura, Giacomarro lascia aperta la porta a un eventuale ritorno sulle panchine pugliesi. «Chissà, il mio auspicio è quello: allenare in piazze calde, a maggior ragione pugliesi, è una grossa ambizione», conclude, manifestando il desiderio di tornare a confrontarsi con l'ambiente calcistico di una regione che conosce profondamente e che gli ha regalato importanti soddisfazioni professionali.
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