Il calciomercato estivo si è chiuso con il Pescara ancora alla ricerca di completare l'organico, in particolare nel reparto difensivo. A fare chiarezza sulle strategie della società abruzzese è stato il direttore sportivo Pasquale Foggia, intervenuto ai microfoni di Rete8 per analizzare le operazioni concluse e quelle sfumate negli ultimi giorni di trattative.
La priorità immediata del club biancazzurro riguarda la difesa, dove manca ancora un elemento per completare il reparto. "Manca un difensore, lo prenderemo a breve tra gli svincolati", ha dichiarato Foggia, spiegando che la dirigenza sta valutando diverse opzioni sul mercato degli svincolati. "Abbiamo sondato Capellini, svincolato ex Benevento ma non è l'unico", ha aggiunto il direttore sportivo, lasciando intendere che sono in corso valutazioni su più profili per rinforzare il pacchetto arretrato.
L'attenzione si è poi spostata sul settore offensivo, dove il Pescara ha dovuto fare i conti con obiettivi ambiziosi ma difficili da raggiungere. La dirigenza abruzzese aveva puntato su nomi di grande esperienza e qualità, senza però riuscire a portarli in Abruzzo. "Abbiamo fatto tutto quello che nelle nostre possibilità, abbiamo provato con Coda e Lapadula senza però riuscirci a causa di trattative oggettivamente complicate", ha spiegato Foggia, riferendosi a due attaccanti di comprovata esperienza in Serie B.
Anche il tentativo per Andrea Petagna non ha avuto l'esito sperato, con il direttore sportivo che ha chiarito: "Con Petagna c'è stata solo una chiacchierata, non c'erano i presupposti dal punto di vista economico". Una dichiarazione che evidenzia come le ambizioni del club debbano necessariamente fare i conti con i vincoli di bilancio.
Più fortunate sono invece risultate le operazioni per Tsadjout e Okwonkwo, due acquisti che hanno seguito percorsi diversi ma entrambi funzionali al progetto tecnico. "Tsadjout era tra gli obiettivi fin dall'inizio perché Vivarini lo ha allenato al Frosinone", ha rivelato Foggia, sottolineando come il rapporto pregresso con l'allenatore abbia facilitato l'operazione. "Okwonkwo è stata un'opportunità nata col Bologna quando abbiamo chiuso per Corazza", ha aggiunto, spiegando come alcune trattative si sviluppino attraverso collegamenti inaspettati.
Il mercato del Pescara è stato caratterizzato anche da diverse operazioni saltate all'ultimo momento, come testimoniato dal caso Tonin. "Fra Tonin e la Triestina c'era l'accordo totale, ma per motivi di tempo la trattativa è saltata", ha raccontato il direttore sportivo, evidenziando come i tempi ristretti del calciomercato possano compromettere anche trattative ben avviate.
Altrettanto frustrante è stato il mancato arrivo di Sardo dal Monza: "In entrata invece non abbiamo preso Sardo del Monza perché a mezz'ora dalla chiusura del mercato il club brianzolo ha bloccato il trasferimento", ha spiegato Foggia, descrivendo un epilogo che dimostra l'imprevedibilità delle ultime ore di mercato.
Un capitolo a parte merita la questione Martella, con il giocatore che aveva mostrato grande interesse per un ritorno in Abruzzo. "Martella ha fatto di tutto per tornare a Pescara", ha confermato il direttore sportivo, specificando però che "La Ternana non è riuscita a trovare l'accordo col calciatore legato al club umbro fino al 30 giugno 2027". Una situazione che evidenzia come la volontà del singolo non sempre sia sufficiente quando mancano le condizioni economiche e contrattuali.
Particolare attenzione ha destato la cessione del giovane talento Antonio Arena, classe 2009, passato alla Roma. Una operazione che Foggia ha spiegato con grande franchezza: "La risposta è semplice viviamo in un contesto in cui le regole sono sbagliate. Arena ha firmato un triennale per età. Il prossimo anno sarebbe andato in scadenza e non avremmo avuto potere contrattuale. Altrimenti, da un lato, lo avremmo tenuto".
Il direttore sportivo ha inoltre chiarito le dinamiche che hanno portato alla cessione: "Dall'altro, se al ragazzo gli si presenta la Roma, era difficile se non impossibile rifiutare. La Roma non lo avrebbe lasciato neanche in prestito perché sul ragazzo ha fatto un investimento". Una dichiarazione che mette in luce le difficoltà delle società di categoria inferiore nel trattenere i giovani talenti quando si presentano opportunità in club di massima serie.
Le parole di Foggia fotografano un mercato complesso, caratterizzato da obiettivi ambiziosi ma anche da vincoli economici e normativi che condizionano pesantemente le scelte delle società. Il Pescara si presenta quindi all'inizio della stagione con un organico ancora da completare nel reparto difensivo, ma con la consapevolezza di aver operato secondo le proprie possibilità in un contesto sempre più competitivo e selettivo.
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