La Reggiana si affaccia al 2026 con una sfida che profuma di impresa. Al "Città del Tricolore" arriva il Venezia, una delle formazioni più attrezzate del torneo, per quello che sarà l'ultimo atto del girone d'andata. Mister Davide Dionigi, nonostante un'infermeria che continua a non dare tregua e le inevitabili sirene del calciomercato invernale, ha voluto suonare la carica, chiedendo ai suoi uomini una prova di carattere e maturità psicologica.
Il tecnico granata ha aperto la conferenza stampa mettendo immediatamente a tacere le lamentele sulle assenze. Tra squalifiche e acciacchi, la lista degli indisponibili resta lunga, ma Dionigi ha scelto la via del pragmatismo. "Dobbiamo concentrarci su quelli che abbiamo", ha tagliato corto l'allenatore, sottolineando come la chiarezza mentale debba essere il requisito minimo per chiunque scenda in campo. "Lo dico per l’ultima volta: io vorrei vedere la mia Reggiana al completo, ma oggi dobbiamo andare avanti così", ha aggiunto, ribadendo che la dedizione alla maglia non può essere messa in discussione, specialmente durante la finestra di mercato.
Il reparto arretrato resta quello più colpito dalla mancanza di continuità. Con Magnani ai box per una lesione muscolare e Bonetti rallentato da un problema fisico, la buona notizia riguarda Sampirisi. Anche se non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, l'esperto difensore è pronto a garantire quella gestione caratteriale che è mancata nelle ultime uscite. Sul fronte offensivo, riflettori puntati su Girma, ormai pienamente recuperato: "Sarebbe importante per la sua crescita e per la sua concretezza fare un percorso di 10-12 partite di fila", ha osservato il mister. Dionigi non ha escluso di riproporre l'attacco "leggero" senza centravanti di ruolo, una mossa tattica nata quasi per caso ma che potrebbe rivelarsi utile per scardinare la difesa lagunare.
Le voci di trasferimenti non devono diventare un fattore di distrazione. Dionigi è stato categorico: la professionalità non è negoziabile. "Se vedo mancare la professionalità, chiunque resta fuori", ha avvertito, ricordando ai calciatori che il giudizio dei tifosi è costante e severo. Un cenno anche ai nuovi volti, in particolare a Suárez, descritto come un investimento per il futuro che necessita di tempo per assimilare la lingua e la tattica del calcio italiano: "Ha bisogno di tempo e lavoro, ma può diventare utile".
Il rispetto per l'avversario è totale, ma non si traduce in timore reverenziale. Dionigi riconosce al Venezia un organico di livello superiore, guidato da un tecnico vincente, ma è convinto che la Reggiana possa dire la sua. "Ha fisicità, qualità e aggressività in tutti i reparti, ma qualcosa in alcune situazioni lo ha concesso", ha analizzato l'allenatore, chiedendo una gara di estrema attenzione. Il focus psicologico è tutto sulla gestione dei momenti: la squadra deve imparare a non abbattersi dopo le beffe, come accaduto a Genova o Frosinone, e a non cullarsi sugli allori dopo i successi.
Una delle chiavi tattiche e morali potrebbe essere Portanova, apparso rigenerato dopo il gol siglato a Genova. "Quel gol è stata una liberazione. L’ho visto più sereno", ha confessato Dionigi. L'obiettivo dello staff tecnico è quello di portarlo il più vicino possibile alla porta avversaria, sfruttando la sua naturale propensione al tiro: "È il giocatore che calcia di più in porta, può essere una chiave di lettura anche per il futuro". Per la Reggiana, dunque, la ricetta è chiara: dimenticare i punti persi, accelerare il percorso di crescita e affrontare il Venezia con la consapevolezza di chi non ha nulla da perdere.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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