La vittoria ottenuta contro il Livorno rappresenta una vera e propria boccata d'ossigeno per l'Arezzo, capace di gettarsi alle spalle un periodo complesso e carico di tensioni.

Il tecnico amaranto Bucchi ha espresso tutta la sua soddisfazione al termine della gara: «Provo una grande gioia e un'immensa contentezza, soprattutto per i miei ragazzi. So bene che le ultime settimane non sono state facili da gestire e, quando vieni da certi risultati, gli episodi negativi rischiano di pesarti addosso in modo eccessivo».

La risposta della squadra è stata però all'altezza delle aspettative: «Dovevano essere bravi a spazzare via quella negatività con un grande risultato e una prestazione convincente; credo che oggi siamo riusciti a unire entrambe le cose, e sono felice per loro e per i nostri tifosi».

L'atmosfera dello stadio ha giocato un ruolo fondamentale, nonostante in passato avesse quasi rappresentato un tabù psicologico: «Da quando questo impianto è diventato una bolgia, non eravamo mai riusciti a vincere per un motivo o per l'altro. Oggi abbiamo sofferto il fatto di non chiuderla con il raddoppio, ma sulla prestazione non ci sono dubbi: siamo stati aggressivi dal primo all'ultimo istante».

Il mister ha poi analizzato i passaggi a vuoto sotto porta che hanno tenuto il match in bilico fino alla fine: «Purtroppo siamo stati troppo frettolosi e vogliosi, probabilmente l'incredibile desiderio di segnare ci ha portato a commettere degli errori di precisione. Non siamo stati capaci di finalizzare le tante occasioni create per indirizzare definitivamente la sfida».

Il rischio di una beffa finale era concreto, come sottolineato dallo stesso allenatore: «Nel calcio basta una punizione o una deviazione casuale per cambiare il racconto di una partita; sarebbe stato un peccato enorme perché oggi non ci sono state pause, abbiamo mantenuto un ritmo e una qualità d'azione costanti».

Un elogio particolare è stato rivolto a Ionizza, autore della rete decisiva e leader carismatico del gruppo: «Arthur è un giocatore di pochissime parole ma di grandissima sostanza. È arrivato con un'umiltà clamorosa e ha bruciato le tappe per rientrare dall'infortunio, mettendosi subito a disposizione dei compagni».

Il valore del calciatore va oltre il semplice aspetto tecnico: «È un leader silenzioso nel modo di stare in campo e nell'atteggiamento quotidiano. Il suo rientro ha innalzato notevolmente il livello di personalità della squadra; quando è mancato siamo stati bravi a sopperire, ma la sua presenza pesa molto».

Lo sguardo del tecnico è già proiettato verso le ultime fatiche della stagione, con una classifica che si è fatta cortissima: «Questa vittoria ci regala una carica enorme, abbiamo ripulito le nubi grigie e per noi oggi inizia un nuovo campionato lungo 180 minuti. Non c'è più spazio per calcoli, vantaggi o svantaggi: restano due gare da vincere al massimo».

Infine, un commento sulla scelta insolita di attaccare sotto la curva dei sostenitori aretini durante la ripresa: «È stata la prima volta da quando alleno qui che attacchiamo sotto la curva nel secondo tempo. Normalmente è lì che si decidono i match e avere quella spinta alle spalle ti dà qualcosa in più; ce ne siamo accorti tardi, ma meglio così che mai».

Sezione: Serie C / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 07:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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