L'imminente sfida interna dell'Ascoli contro la Torres rappresenta un banco di prova estremamente delicato per la formazione bianconera, chiamata a confermare quanto di buono fatto finora. Nonostante la distanza in classifica, il tecnico Francesco Tomei non si fida affatto della compagine sarda, descritta come un gruppo dotato di valori tecnici e d’esperienza decisamente superiori a quanto suggerirebbe l'attuale graduatoria.
«Sarà l’ennesima partita difficile: questo campionato dimostra che non esistono incontri semplici» ha esordito l'allenatore, mettendo subito in guardia l'ambiente da possibili cali di concentrazione. Secondo Tomei, il cammino della Torres è cambiato radicalmente con l'avvento di Greco in panchina: «Come hai detto tu, i 20 punti non rispecchiano il loro valore. Hanno avuto difficoltà iniziali, ma con il nuovo allenatore stanno facendo molto bene».
La pericolosità degli avversari è certificata anche dal rendimento esterno, considerando che la Torres non cade lontano dalle mura amiche da diversi mesi. Il tecnico ha poi sottolineato la qualità dei singoli, con un occhio di riguardo per i nuovi innesti: «È una squadra esperta, temibile in tutti i reparti. In avanti hanno preso Luciani, che ha fatto benissimo a Ravenna. Mi aspetto una gara durissima».
Il piano partita per i bianconeri è chiaro e non ammette deroghe: «L’abbiamo preparata sapendo che sarà complicata. La cosa più importante è rimanere concentrati sui nostri compiti e su ciò che dobbiamo fare», ha ribadito Tomei, evidenziando come la disciplina tattica sarà la chiave per scardinare la resistenza sarda.
La gestione del gruppo diventerà inoltre un fattore determinante, data la densità di impegni previsti in questa fase della stagione. Con tre gare concentrate in soli sette giorni, la tenuta fisica dei calciatori è sotto osservazione costante. «Tre partite in una settimana sono un dato oggettivo: fisiologicamente si fa fatica» ha ammesso il mister, anticipando possibili rotazioni nelle prossime uscite.
Se per la sfida odierna i segnali sono incoraggianti, il tecnico guarda già oltre: «Magari non subito, ma nella prossima sicuramente avremo valutazioni da fare». La fiducia di Tomei nella profondità della rosa è comunque totale, convinto che chi ha trovato meno spazio finora saprà farsi trovare pronto nel momento del bisogno.
«Sono molto sereno perché so che i ragazzi che stanno giocando meno sono pronti e si allenano bene. In un campionato con infrasettimanali serve una rosa partecipe: bisogna cambiare, dare energie fresche. Sotto questo aspetto sono tranquillo» ha spiegato, valorizzando il lavoro svolto quotidianamente da ogni singolo componente del gruppo.
Il successo ottenuto nell'ultimo turno contro il Pineto ha dato una scossa importante alla lotta per i playoff, permettendo all'Ascoli di accumulare un vantaggio rassicurante sulle inseguitrici. Tuttavia, Tomei rifiuta categoricamente l'idea che la squadra possa sedersi sugli allori o lavorare con meno intensità.
«Vincere aiuta a vincere, ti permette di concentrarti su te stesso. Però cerchiamo quotidianamente di migliorare» ha puntualizzato, ricordando che il percorso è ancora lungo e insidioso. «Dobbiamo focalizzarci su noi stessi: mancano ancora tante partite, il campionato è durissimo, tutti possono sbagliare, compresi noi».
L'obiettivo è quello di evitare pericolose battute d'arresto che potrebbero minare le certezze acquisite: «Dobbiamo evitare passi falsi, dare continuità e crescere. Poi vedremo cosa ci riserverà il destino». La settimana in corso, con i confronti contro Torres e Bra, potrebbe offrire l'opportunità di scalare ulteriormente la vetta, ma il tecnico preferisce mantenere i piedi ben saldi a terra.
«Prima dobbiamo affrontarle e vincerle» ha risposto seccamente a chi ipotizzava un sorpasso ai danni del Ravenna. «Ogni partita nasconde insidie. Il girone di ritorno esalta le motivazioni di tutte: chi lotta per salvarsi, chi per i playoff, chi per il campionato». Per Tomei, la differenza tra la vittoria e la sconfitta risiederà principalmente nell'atteggiamento agonistico.
«Diventano partite nervose e intense. La cosa più importante è affrontare ogni gara con umiltà, energia e voglia, sapendo che può succedere di tutto in ogni secondo» ha proseguito l'allenatore, sottolineando come la fame e la determinazione siano ormai diventate il marchio di fabbrica della sua gestione: «Abbiamo fatto uno step: siamo più decisi, vogliamo di più le cose».
Unica nota dolente della serata sarà l'assenza del mister in panchina per squalifica, un episodio che lo stesso Tomei ha commentato con una punta di rammarico. «Mi dispiace moltissimo. Avevo dimenticato di essere diffidato» ha ammesso, chiarendo che il suo sfogo non era rivolto alla terna arbitrale ma a un errore di posizionamento dei suoi giocatori.
«In quel momento non ce l’apprendevo con l’arbitro, ma con i miei giocatori: non avevano capito una situazione di gioco e avevamo appena rischiato. Ero fuori dalla zona tecnica e mi hanno ammonito» ha spiegato, rammaricato per le troppe sanzioni ricevute. Tuttavia, ha cercato di trovare un lato positivo: «Vedrò la partita dalla tribuna: l’unico aspetto positivo è che da lì si vede bene».
Infine, il tecnico si è espresso sulle recenti polemiche arbitrali che stanno infiammando la Serie C, con particolare riferimento agli episodi dubbi che hanno segnato le ultime gare. «Il FVS in C ha un valore importante, ma le immagini sono lontane, non come in Serie A con tante telecamere e prospettive» ha osservato con onestà.
Sul presunto fallo commesso da Damiani, Tomei ha riportato la versione del calciatore senza alimentare ulteriori tensioni: «Damiani dice di non aver toccato l’avversario, di essere rimasto fermo. L’arbitro era più vicino e magari ha visto altro». Per l'allenatore dell'Ascoli, la via maestra resta l'accettazione delle decisioni del campo: «Bisogna accettare che oggi tocca a noi, domani a qualcun altro. Nel calcio alla fine ci si compensa».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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