Le conseguenze del caotico finale di partita tra Igea Virtus e Acireale continuano a pesare come un macigno sul club granata, portando la vicenda ben oltre i confini della giustizia sportiva.

Quella sfida, conclusasi sul punteggio di 3-3, era stata caratterizzata da feroci polemiche per una direzione di gara contestata, in particolare per un calcio di rigore giudicato del tutto inesistente dalla sponda acese.

Tuttavia, quanto accaduto dopo il triplice fischio ha generato una spirale di sanzioni pesantissime, che dopo aver colpito il campo e i singoli atleti, ora vede l'intervento diretto delle autorità di pubblica sicurezza.

Dopo le decisioni del Giudice Sportivo, che aveva già imposto due turni di squalifica al campo e fermato per un intero anno il centrocampista Iuliano, la situazione si è ulteriormente aggravata nelle ultime ore.

Come riferito dal quotidiano La Sicilia, la Questura ha notificato provvedimenti di Daspo a carico di due tesserati del club: il difensore Mattia Vitale e il centrocampista brasiliano Alvaro Iuliano.

Nello specifico, per Vitale è stata disposta l'interdizione dalle manifestazioni sportive per la durata di due anni, mentre per Iuliano la misura restrittiva avrà la durata di un anno solare.

Questi provvedimenti scaturiscono dalle indagini condotte dalla Digos in seguito agli incidenti avvenuti lo scorso 18 gennaio allo stadio di Barcellona Pozzo di Gotto, dove il clima era diventato incandescente.

Il referto arbitrale di quella giornata descriveva una situazione di estrema tensione, con circa venti persone riconducibili alla società granata che avrebbero tentato di aggredire e minacciare il direttore di gara.

La situazione era degenerata al punto che la terna arbitrale era stata costretta a raggiungere gli spogliatoi sotto la scorta delle forze dell'ordine per evitare conseguenze fisiche peggiori durante il deflusso.

A causa di questi Daspo, i due calciatori non potranno non solo scendere in campo, ma neppure accedere agli impianti sportivi in occasione di eventi ufficiali, mettendo seriamente a rischio la loro attività professionale.

Proprio per questo motivo, i legali della società acese si sarebbero già attivati per cercare di ottenere una deroga che permetta ai due tesserati almeno di prendere parte alle sedute di allenamento quotidiane.

L'obiettivo della difesa è quello di tutelare il diritto al lavoro dei calciatori, dato che l'attività sportiva rappresenta la loro fonte di sostentamento, nonostante il pesantissimo provvedimento amministrativo che li ha colpiti.

Sezione: Serie D / Data: Gio 12 febbraio 2026 alle 12:35
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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