La serata del Castellani si tinge di tinte fosche per l’Empoli, che cade tra le mura amiche sotto i colpi di una Juve Stabia più affamata e cinica. Nonostante il vantaggio iniziale firmato da Lovato, la compagine azzurra ha subito la rimonta dei campani nella ripresa, palesando limiti caratteriali che hanno scatenato la contestazione del pubblico. Al termine del match, un Alessio Dionisi visibilmente contrariato ha analizzato la debacle, assumendosi la piena paternità del momento difficile ma richiamando i suoi a una necessaria presa di coscienza.
«Sono arrabbiato perché la prestazione è responsabilità mia, ma dobbiamo metterci di più perché oggi ci abbiamo messo davvero poco» ha esordito il tecnico ai microfoni della stampa. Sebbene il primo tempo si fosse concluso in vantaggio, l’allenatore non ha nascosto la sua insoddisfazione per un approccio che, a suo dire, nascondeva già delle crepe. Secondo Dionisi, la squadra avrebbe dovuto chiudere la pratica già nei primi quarantacinque minuti, sprecando occasioni clamorose a tu per tu con il portiere avversario che avrebbero dato un volto diverso alla contesa.
L’analisi si è poi spostata sulla mancanza di mordente mostrata dai giocatori in campo, un aspetto che ha sorpreso negativamente l’allenatore dopo le buone sensazioni della vigilia. «Non abbiamo avuto intensità nel primo tempo e nemmeno nel secondo, mi aspettavo e pretendevo di più» ha sottolineato con fermezza. Il tecnico ha spiegato di aver effettuato i cambi già all'inizio della ripresa proprio per iniettare nuova linfa e gamba alla squadra, nel tentativo di evitare che la stanchezza e la passività prendessero il sopravvento.
Tuttavia, gli innesti non hanno prodotto l'effetto sperato, anzi, l'inerzia della partita è scivolata inesorabilmente verso gli ospiti. «Nel secondo tempo sembravano stanchi persino quelli che erano subentrati, e agendo così non si va da nessuna parte» ha rimarcato Dionisi, evidenziando come la paura abbia iniziato a bloccare le gambe e la testa dei suoi uomini. Con il passare dei minuti, l'ansia di sbagliare ha preso il posto della lucidità, portando a scelte errate sia in fase di rifinitura che sotto porta, dove l'assenza di un vero bomber si sta facendo sentire pesantemente.
Particolarmente severo è stato il giudizio sui gol subiti, definiti troppo semplici da concedere per una squadra che ambisce a obiettivi tranquilli. «Abbiamo incassato reti banali, una su un contropiede nato da una nostra azione e l'altra su un cross assolutamente leggibile» ha spiegato il mister, aggiungendo che in queste situazioni non è solo questione di cattiveria, ma di volontà di non prendere gol a ogni costo. La mancanza di falli tattici o di una opposizione fisica più decisa ha permesso alla Juve Stabia di ribaltare il punteggio senza eccessivi sforzi.
Il tecnico ha poi lanciato un monito riguardo alla classifica, che ora vede l'Empoli pericolosamente vicino alla zona calda. «Ora sono tutti scontri diretti e ogni occasione persa sono punti che mancano per arrivare alla salvezza» ha ammonito, ricordando che la distanza dai playout si è assottigliata. Secondo Dionisi, in questa fase del campionato non è più una questione di carta d'identità o di esperienza, ma esclusivamente di determinazione ferocissima. «Non conta l'età, conta la volontà, e oggi in generale nella squadra non l'ho vista» ha sentenziato con amarezza.
In conclusione, Dionisi ha chiarito anche i motivi di alcune scelte tecniche, come la sostituzione immediata di Shpendi e l'impiego part-time di altri elementi non al meglio della condizione fisica. «Volevo far capire alla squadra che non ero soddisfatto dell'uno a zero, non perché fossi scontento dei singoli, ma perché vedevo che stavamo solo aspettando invece di agire» ha rivelato. La preoccupazione ora volge anche verso l'infermeria, con alcuni giocatori chiave da valutare in vista del prossimo impegno, in un clima che richiede un'immediata inversione di rotta per scacciare i fantasmi della crisi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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