La nascita ufficiale dell'Union Brescia ha infuso un'ondata di entusiasmo palpabile nel panorama calcistico locale. Attorno alla figura del presidente Pasini, un gruppo di imprenditori di spicco del territorio bresciano ha deciso di fare quadrato, sposando con convinzione il nuovo progetto e delineando una visione ambiziosa per il futuro della neonata società. Le loro dichiarazioni, rilasciate al Giornale di Brescia, dipingono un quadro di passione, determinazione e un forte senso di appartenenza.
Carlo Bonomi, del rinomato Gruppo Bonomi, leader nel settore industriale dell’idraulica e del riscaldamento, non ha usato mezzi termini per esprimere la sua motivazione: "Partecipiamo perché vogliamo vincere". Una dichiarazione che riflette una chiara insofferenza verso la posizione attuale del calcio bresciano rispetto ad altre realtà. "Se devo essere sincero mi dà fastidio vedere l’Atalanta così forte e noi così in basso. Forza Brescia, dobbiamo andare là anche noi, anche se ci dovessero volere anni e anni", ha aggiunto, evidenziando una sana rivalità e un profondo desiderio di riscatto. La fiducia riposta in Pasini è totale: "Sono convinto che Pasini sia l’uomo giusto. È bravo in ogni ambito, e onesto".
Anche Olivini ha rimarcato il suo legame indissolubile con i colori cittadini. "Quando ho incontrato Pasini per la prima volta gli ho detto che al primo posto, nella mia vita, c’è la famiglia, e al secondo, ancor prima del lavoro, c’è il Brescia", ha rivelato, sottolineando un'identificazione totale. Il fastidio nel sentire "da un conterraneo 'anche io tifo per le rondinelle, ma poi tu per quale altra squadra fai il tifo?'" evidenzia un desiderio di unicità e forte identità calcistica. Olivini ha riconosciuto la competenza di Pasini e ha chiarito il suo ruolo di socio, senza interferire in questioni tecniche, ponendo l'accento sul concetto di "sistema-Brescia": "Questa non sarà la società del presidente Pasini, sarà la società dei bresciani".
Borno ha descritto la genesi del coinvolgimento degli imprenditori come una "tirata per la giacchetta" da parte di Giuseppe Pasini, riconoscendone la serietà: "Credo fortemente in questo progetto". L'ambizione è un tema ricorrente: "Sognare in grande? Noi lo facciamo". Sebbene l'obiettivo dichiarato sia raggiungere la Serie B in tre anni, Borno auspica "di fare qualcosa in più". Ha enfatizzato la potenza economica di Brescia e la necessità di un pizzico di "pazzia" per raggiungere traguardi elevati. Il suo impegno si concretizzerà sia nell'azionariato che nel ruolo di sponsor, ma ha assicurato: "Se ci sarà da spingere di più, non ci tireremo indietro".
Infine, Ghirardi ha riconosciuto in Pasini "l’unico che poteva organizzare un’impresa di questa portata". Ha evidenziato come il "senso d’appartenenza dev’essere la chiave, per tutti". Il momento decisivo per il suo coinvolgimento è stato quando gli è stata presentata l'intenzione di creare "un Brescia per i bresciani". Il rapporto di lunga data con Pasini, fondato sulla comune passione per il calcio, ha facilitato questa unione di intenti.
In sintesi, l'Union Brescia nasce sotto il segno di un profondo legame con il territorio e di ambizioni chiare. L'impegno degli imprenditori locali, unito alla leadership di Pasini, mira a costruire una società solida e competitiva, capace di riportare il calcio bresciano ai vertici del panorama nazionale.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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