L'effervescenza che circonda il nome di Roberto Felleca negli ultimi tempi non è casuale. L'imprenditore cagliaritano, avvistato di recente allo stadio durante una sfida dei pugliesi, ha deciso di fare chiarezza sulle numerose voci che lo vorrebbero nuovamente protagonista nel calcio professionistico, tra la Sardegna e la terra dauna.
«Sì, ero a Foggia, città che conosco e che amo, diciamo in veste di tifoso che porta bene» ha dichiarato inizialmente il manager, cercando di mantenere un profilo basso prima di entrare nel vivo della questione societaria che sta infiammando la piazza rossonera.
Tuttavia, davanti alle indiscrezioni su un suo possibile coinvolgimento diretto, non si è tirato indietro: «No, no: non nego nulla. Ho avuto dei contatti con la proprietà e non sono per niente estraneo all’ipotesi di un mio rientro, dopo un’esperienza che non esito a definire esaltante».
Le ambizioni di Felleca, però, non si fermano alla Puglia. Il suo interesse per il club gallurese resta vivo, nonostante una situazione di classifica delicata che impone prudenza: «A me l’Olbia interessa molto, e non solo perché da sardo mi piacerebbe far risorgere una squadra che ha dato molto al calcio».
Il futuro di entrambe le operazioni è però legato indissolubilmente ai verdetti del campo: «Non c’è nulla di concluso per un semplice motivo dal quale non si può prescindere, è cioè la permanenza nella categoria. Solo in questo modo si possono porre le basi per un rilancio e una ripartenza».
La condizione essenziale riguarda dunque il mantenimento della serie: «È indispensabile che l’Olbia si salvi. Solo in questo modo si potrà imbastire un discorso basato soprattutto sulla gestione del debito e sulla sostenibilità del progetto, in una città in espansione».
Nelle sue manovre non manca mai la figura di Ninni Corda, attuale direttore dei bianchi, con cui il legame resta d'acciaio: «Ma no, scherziamo? Anzi lo aspetto per marciare assieme. Se mi hanno richiamato a Foggia, significa che Ninni e io non siamo andati così male. Diciamo che siamo una coppia ben assortita».
L'imprenditore ha poi analizzato le differenze tra le due piazze, citando anche le piste meno percorribili: «Ci potrebbe essere anche la Ternana, ma la vedo dura per la pesantissima posizione debitoria: con i soldi che ci vogliono per sanare il club umbro, mi compro Olbia e Foggia insieme».
Proprio sulla gestione di Corda e sui suoi modi spesso discussi, Felleca ha rivelato un retroscena curioso: «Se gli ho detto che i suoi metodi potrebbero non giovare alla causa? Uuuuhhh, sapesse quante centinaia di volte gliel’ho detto... Ma lui è così: difficilissimo cambiarlo».
Secondo Felleca, dietro l'atteggiamento del dirigente ci sarebbe una componente quasi mistica: «Ninni mi ha confidato che tutte le volte che si è comportato in questo modo, ha ottenuto dei risultati anche in piazze non facili. Lui dice che... portano bene».
Il tecnico sardo temerebbe di rompere l'incantesimo cambiando approccio: «Ha quasi il timore che, se mutasse atteggiamento e usasse più la carota al posto del bastone, il traguardo, in questo caso la salvezza dell’Olbia, non sarebbe raggiunto».
Nel frattempo, Felleca osserva e pianifica, pronto a intervenire su più fronti: «A Foggia c’è il concreto interesse di imprenditori locali pronti a essere coinvolti. A Olbia la situazione è differente, ma ci si può provare con una serie di accorgimenti sulla ristrutturazione del debito».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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