Quella del Mantova non è una classifica invidiabile, diversamente da quella del Lecco. Ma la squadra guidata da mister Luciano Foschi incrocerà le armi con un gruppo che tra le mura amiche del “Martelli” sarà il fatto suo: 18 punti totali in 11 partite, ma soprattutto i 7 conquistati nel corso delle ultime due uscite con Pro Vercelli (3-3), Sangiuliano (2-1) e Pro Patria (2-0). La compagine di mister Nicola Corrent, un ex, non può dire di passarsela male nonostante le ventilate assenze di De Francesco, Pinton, Ingegneri e Messori: da quelle parti si è già fatto vedere Bocalon, a segno nella gara del debutto con i bustocchi, che è stato tra le possibilità di mercato di un Lecco ancora alla ricerca dell’accordo definitivo per Bunino di una Pro Vercelli molto attiva sul fronte delle uscite big (Della Morte al Vicenza e Masi alla Triestina). Di fronte, in terra virgiliana, ci sarà una compagine agguerrita e desiderosa di fare punti pesanti per non fare ritorno nelle sabbie mobili della zona play out già battuta per gran parte della stagione. E c’è sempre in gioco una rivalità che aggiunge ulteriore pepe alla sfida. E proprio il mercato agita le acque intorno al Lecco, tanto che il direttore generale Angelo Maiolo è intervenuto per fare il punto della situazione.
Verso Mantova-Lecco, l’intervista alla vigilia del direttore generale Angelo Maiolo
Sulla questione Battistini:
«Siccome ho sentito dei malumori sulla questione Battistini, come società voglio assolutamente smentire la cosa: non va in nessun posto. Non è così, il mister può dire di non saperne nulla».
Sull’attaccante:
«Lunedì e martedì il mercato sarà ancora aperto. Aspettiamo lunedì sera, sicuramente non siamo fermi e vigiliamo».
Al Lecco interessano dei giocatori del Pordenone?
«Con il mercato aperto le voci sono tante, non posso dire nè si nè no: ci sta tutto, il mare è aperto».
Verso Mantova-Lecco, l’intervista alla vigilia di mister Luciano Foschi
Su Battistini:
«Per quanto mi riguarda non si muove, punto. Domani? Ancora out, non è recuperabile ma lunedì rientrerà in squadra. Non possiamo ancora rischiare».
Mister, una classica molto difficile:
«Ci siamo preparati nella maniera giusta, sappiamo cosa dobbiamo fare. Dal momento che lo sappiamo, dobbiamo mettere in difficoltà gli avversari: se non alziamo i ritmi e non vinciamo i duelli diretti, cose che ci hanno caratterizzato nel bene, ci sbattiamo il muso com’è capitato in precedenza. Dobbiamo passare attraverso le cose che sappiamo fare».
Sull’attaccante:
«Abbiamo quattro punte per due posti, Tordini inizia a stare bene e lo aspettiamo per un punto importante. Stiamo cercando una punta, ma la cosa importante è che abbiamo cercato un attaccante che ci facesse fare il salto di qualità: ci abbiamo provato in tutti i modi a prendere una punta veramente forte, la proprietà si è sbattuta anche economicamente in prima persona. Bisogna fare i conti con le altre società che non hanno piacere a darci De Marchi, tanto per fare un nome: brava la società a costruire il presupposto che vede il Padova costretto a tenersi l’attaccante. Ci sta, fa parte dei giochi. Se devo prendere un attaccante tanto per prenderlo non ne vedo l’utilità: ci sono ancora due giorni e ci guarderemo intorno. Sono stato chiaro: o prendiamo un giocatore giusto o puntiamo su chi abbiamo».
A Mantova avrai meno soluzioni:
«Una punta fisica è quello che stiamo cercando per farlo giocare con o al posto di Pinzauti. Domani non l’avremo, a meno che arrivi stasera ma è comunque dura. Dobbiamo cercare soluzioni alternative attraverso la qualità dei centrocampisti, da far arrivare in zona gol con più facilità: con Buso e Tordini davanti è dura prendere la palla alta, ma se si dà nello spazio è un altro discorso».
Il rischio è quello di chiudere così:
«Sono sempre stato un allenatore senza grandi pretese. Se un allenatore diventa dei somari, diventano al massimo dei bravi somari: questa squadra ha delle potenzialità importanti, i ragazzi hanno espresso il loro valore e probabilmente qualcuno l’anno prossimo farà il salto in Serie B».
Il giudizio tecnico sul Mantova:
«Ha meno punti di quello che meriterebbe, la squadra è buonissima: fanno alti e bassi, ma quando fa i primi batte il Pordenone e non sono stati in tanti a riuscirci. Possiamo benissimo trovarli nei play off, anche se la classifica dice il contrario, ma i miei giocatori non sono superiori: è una squadra come la nostra, da prendere con le pinze e molto molto forte».
Non si vince a Mantova dal 1977:
«Il bello dei tabù è che spronano a volerli battere: prima o poi qualcuno ce la farà, la speranza è quella di lasciare un segnale importante».
Sugli assenti:
«Battistini e gli squalificati, gli altri sono tutti recuperati al 100%».
Autore: Redazione NotiziarioCalcio.com / Twitter: @NotiziarioC
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