Il Portogruaro attraversa una fase critica che coinvolge simultaneamente l'aspetto sportivo e quello gestionale. La squadra granata sta affrontando un periodo di grande difficoltà, caratterizzato da un approccio improntato al massimo impegno e alla concretezza, abbandonando qualsiasi giustificazione per concentrarsi sul lavoro quotidiano con rinnovata umiltà.
L'allenatore Gianluca Rorato ha definito una linea precisa da seguire, che si articola inizialmente sul piano organizzativo ma che rappresenta anche il presupposto per decisioni di natura tecnica che dovranno essere prese a breve. La filosofia dichiarata è quella di proseguire esclusivamente con chi mantiene intatte convinzione e determinazione. L'obiettivo del tecnico è ambizioso: ribaltare ogni previsione negativa e conquistare l'accesso ai playout, traguardo che appare attualmente in salita ma non impossibile, soprattutto alla luce dell'incoraggiante prova fornita dalla squadra nell'incontro contro la Luparense.
La situazione si complica ulteriormente sul fronte disciplinare. Per la prossima partita domenicale, Rorato dovrà rinunciare ai difensori centrali Dobrovoljc ed Ermacora, entrambi squalificati, potendo disporre nel ruolo unicamente di Troka. Una limitazione che richiederà soluzioni tattiche creative.
«Non mi piango addosso – ha dichiarato – in undici andremo in campo. Toccherà a me inventare qualcosa per ovviare a queste defezioni. L'importante è che ci sia la voglia da parte di tutti di mettersi in discussione, di essere utili alla causa», ha affermato il tecnico, mostrando un atteggiamento pragmatico di fronte alle difficoltà.
Un tema particolarmente sentito da Rorato riguarda la collocazione degli allenamenti. Attualmente la squadra si prepara a Fontanafredda, soluzione che l'allenatore giudica inadeguata per ragioni logistiche. «È essenziale trovare una struttura in zona Portogruaro che ci ospiti – ha dichiarato mister Rorato – è una questione di praticità, ma anche d'identità territoriale che il Portogruaro sta perdendo».
Il problema della mancanza di un impianto adeguato nella Città del Lemene non è nuovo, ma affonda le radici in un passato lontano. Dalla perdita della gestione del campo sportivo di Summaga, risalente all'epoca in cui la squadra militava nel professionismo, il club ha dovuto ricorrere a soluzioni temporanee e non ottimali. Nell'annata in corso, le vicissitudini societarie hanno indotto le realtà sportive del territorio alla cautela, portandole a negare l'utilizzo delle proprie strutture. Questa situazione ha costretto i granata a spostarsi per l'intero girone di andata nella località del pordenonese.
Sul fronte amministrativo si avvicina un momento decisivo. Inizialmente era stata individuata nel 15 gennaio la data limite per una svolta nell'assetto societario, con l'ingresso di nuovi soci e l'apporto di risorse economiche fresche. Tuttavia, questa scadenza è stata rimandata al 20-21 gennaio, quando dovrebbero essere effettuati ai calciatori i pagamenti relativi al saldo di novembre e all'intero mese di dicembre. Si tratta di un passaggio imprescindibile per ottenere la firma di tutte le liberatorie necessarie e garantire la regolare continuazione del campionato.
Parallelamente, il presidente Calligaris sta portando avanti le procedure per la trasformazione del Portogruaro da Associazione Sportiva Dilettantistica a Società Sportiva Dilettantistica. Questa modifica della forma giuridica viene considerata la formula più vantaggiosa per facilitare l'ingresso dei nuovi investitori, la cui presenza sarebbe ormai imminente. Nonostante l'apparente prossimità dell'operazione, permane il massimo riserbo sull'identità dei soggetti interessati ad investire nel club.
La situazione del Portogruaro appare dunque sospesa tra difficoltà immediate e speranze future, con le prossime due settimane destinate a essere determinanti per il destino della società e della squadra. La capacità di superare l'emergenza sportiva e di completare positivamente la riorganizzazione societaria rappresenteranno i banchi di prova per verificare la solidità del progetto e le reali possibilità di rilancio del club granata.
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