Il Novara non va oltre il pareggio casalingo contro la Dolomiti Bellunesi in una gara che lascia sensazioni contrastanti. Se da un lato la prestazione offerta dalla squadra azzurra è stata convincente sotto diversi aspetti, dall'altro il risultato finale non rispecchia quanto visto in campo e lascia inevitabilmente l'amaro in bocca ai tifosi che si erano recati allo stadio con la speranza di festeggiare una vittoria. Al termine dell'incontro, mister Dossena ha voluto esprimere il proprio punto di vista su quanto accaduto, offrendo una lettura della partita che va oltre il semplice dato numerico e che guarda alla sostanza della prestazione.
L'analisi del tecnico azzurro parte da una premessa metodologica chiara e ben definita. «Io valuterò sempre le partite sotto tre aspetti fondamentali: dominio della gara, idea di gioco e occasioni da gol», ha esordito Dossena, tracciando i parametri attraverso i quali giudica il lavoro della sua squadra. Non è solo il risultato a contare, ma l'insieme di elementi che compongono una prestazione calcistica completa. Il controllo del match, la capacità di esprimere un calcio riconoscibile e organizzato, la produzione offensiva in termini di opportunità create: questi sono i pilastri su cui costruire un percorso di crescita e su cui basare le valutazioni settimanali. E proprio su questi tre aspetti il mister ha espresso piena soddisfazione. «Oggi li ho visto tutti e tre», ha dichiarato con convinzione, sottolineando come il Novara abbia effettivamente dominato il gioco, proposto la propria identità tattica e creato le situazioni giuste per portare a casa i tre punti.
Eppure, nonostante questi segnali positivi, il risultato finale racconta una storia diversa. Ed è qui che entra in gioco il fattore che, secondo Dossena, ha fatto la differenza in negativo. «Purtroppo nel calcio il portiere è troppo determinante», ha affermato il tecnico, mettendo il dito sulla piaga di un ruolo che per sua natura amplifica qualsiasi errore. La frase successiva chiarisce ulteriormente il concetto e evidenzia quella disparità di trattamento che caratterizza il mondo del calcio quando si parla di responsabilità individuali. «Sbaglia un gol un attaccante non succede nulla, sbaglia un passaggio un centrocampista pure, sbaglia il portiere e prendi gol», ha spiegato Dossena, tracciando un quadro impietoso ma veritiero della situazione.
Questa riflessione coglie un aspetto fondamentale del gioco del calcio che spesso viene sottovalutato o dato per scontato. Un attaccante può mancare clamorose occasioni da rete senza che questo si traduca necessariamente in un danno immediato e tangibile per la squadra. La partita continua, ci saranno altre opportunità, l'errore viene metabolizzato e assorbito nel flusso generale della gara. Lo stesso vale per un centrocampista che sbaglia un passaggio: certo, può essere un'occasione persa, può rappresentare un momento di difficoltà, ma difficilmente quel singolo errore si trasforma immediatamente in una rete subita. Per il portiere invece il discorso è completamente diverso. Ogni suo errore, anche il più piccolo, anche quello apparentemente veniale, rischia di tradursi in un gol per gli avversari. È una responsabilità enorme, che pesa come un macigno sulle spalle di chi indossa i guantoni, e che a volte può condizionare l'esito di un'intera partita nonostante una prestazione collettiva di alto livello.
Nel caso specifico del match contro la Dolomiti Bellunesi, è evidente che Dossena faccia riferimento a un episodio preciso, a un errore del proprio estremo difensore che ha spalancato la porta agli avversari vanificando quanto di buono costruito dalla squadra. Non serve entrare nei dettagli tecnici dell'errore per comprenderne l'impatto: basta il risultato finale a raccontare come un singolo momento di difficoltà in un ruolo così delicato possa compromettere il lavoro di un'intera squadra.
Il pensiero del mister va poi inevitabilmente ai tifosi, a chi ha sostenuto la squadra sugli spalti e si ritrova a tornare a casa senza la gioia della vittoria. «Mi dispiace per i tifosi perché pregustavano la vittoria e vanno a casa con l'amaro in bocca», ha dichiarato Dossena con sincera partecipazione emotiva. È comprensibile la delusione di chi aveva assistito a una prestazione dominante, aveva visto la propria squadra creare occasioni a ripetizione, aveva sentito crescere dentro di sé la certezza che i tre punti sarebbero arrivati, per poi ritrovarsi invece con un pareggio che sa di opportunità mancata. I supporter azzurri meritavano di festeggiare, meritavano di vedere premiato l'impegno profuso dalla squadra, e invece sono costretti a fare i conti con un risultato che non rende giustizia a quanto visto sul terreno di gioco.
Nonostante l'empatia verso i tifosi delusi, Dossena mantiene un atteggiamento positivo e propositivo che guarda oltre il risultato immediato. «Ma io invece vado a casa fiducioso», ha affermato con decisione, tracciando una netta linea di demarcazione tra la delusione del momento e la prospettiva di medio-lungo periodo. La fiducia dell'allenatore nasce proprio da quegli elementi che aveva individuato come parametri di valutazione: il dominio della gara, l'idea di gioco espressa, le occasioni create. Se la squadra continua a produrre questo tipo di prestazioni, se continua a controllare le partite e a creare opportunità, prima o poi i risultati arriveranno. Gli episodi negativi, come l'errore del portiere, fanno parte del gioco e possono capitare, ma non possono minare la fiducia in un lavoro che sta dando frutti concreti sul piano del gioco.
Questa visione positiva si riflette anche nel giudizio che il mister ha dato ai suoi ragazzi. «Ho fatto i complimenti ai ragazzi», ha rivelato Dossena, testimoniando come all'interno dello spogliatoio il messaggio sia stato chiaro e inequivocabile. Nonostante il pareggio, nonostante la delusione per il risultato, i giocatori meritano riconoscimento per quanto hanno fatto in campo. Hanno seguito le indicazioni, hanno espresso un calcio di qualità, hanno creato le condizioni per vincere la partita.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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