Il pareggio ottenuto dal Perugia tra le mura amiche del Curi contro il Bra rappresenta, nell'analisi di Giovanni Tedesco, un risultato da accogliere con favore, specialmente alla luce delle dinamiche del match e del percorso intrapreso negli ultimi mesi. Intervenuto ai microfoni di Umbria Tv, il tecnico degli umbri ha voluto sottolineare come questo punto sia da considerarsi guadagnato, soprattutto se si guarda alla situazione di classifica di qualche tempo fa: «Credo che sia un punto guadagnato, per come si era messa la partita e vedendo la classifica, in considerazione a dove eravamo due mesi fa». La squadra ha mostrato una reazione d'orgoglio importante, non arrendendosi dopo lo svantaggio e lottando fino al triplice fischio per raddrizzare una contesa che si era fatta complicata.
Nonostante la soddisfazione per il carattere mostrato, l'allenatore non ha risparmiato critiche alla gestione del primo tempo, apparso sottotono sotto il profilo della velocità di manovra. Il piano partita era stato studiato per colpire il Bra attraverso i cross dalle corsie laterali, visti i precedenti della difesa piemontese, ma la circolazione della sfera è risultata troppo farraginosa per scardinare il muro avversario. A differenza del Forlì, che mantiene un baricentro più alto, il Bra ha saputo ricompattarsi con efficacia non appena persa la palla, mettendo in crisi le transizioni del Perugia: «Eravamo troppo lenti nel girare la palla. Nel primo tempo siamo stati lenti nel giro palla per diverse situazioni, e nell'ultimo passaggio non siamo stati bravi».
Uno dei temi più caldi del post-partita riguarda le condizioni fisiche di Montevago, uscito anzitempo dal campo. Tedesco non ha nascosto la propria apprensione per l'attaccante, che già in settimana aveva accusato qualche fastidio al flessore ma aveva forzato per essere della gara. Il fatto che il giocatore abbia alzato bandiera bianca è un segnale che preoccupa lo staff tecnico: «Conoscendolo, non si tira mai fuori e quindi se ha chiesto il cambio significa che ha sentito dolore. Valuteremo le sue condizioni nelle prossime ore». Al contrario, parole di grande stima sono state rivolte a Lisi, definito un elemento fondamentale per lo spogliatoio per carisma e attitudine, e a Joselito, ormai considerato a tutti gli effetti un titolare inamovibile di questa rosa.
Il tecnico ha poi voluto fare chiarezza sugli obiettivi stagionali, cercando di mantenere i piedi ben saldi a terra e invitando l'ambiente a non commettere peccati di presunzione. La priorità assoluta resta il mantenimento della categoria, un traguardo da raggiungere attraverso una programmazione oculata che possa poi gettare le basi per il futuro, prendendo a modello quanto fatto dall'Arezzo nella passata stagione: «In questo momento penso solo alla salvezza diretta il prima possibile. Non voglio fare gli errori già fatti prima della Juventus. Salviamoci e poi progettiamo la prossima stagione con una base importante».
Infine, lo sguardo dell'allenatore si è spostato sulla gestione del gruppo e sulle manovre di mercato. Tedesco ha rinnovato la propria fiducia al portiere Gemello, nonostante l'errore di valutazione commesso durante il match, definendolo il suo primo sbaglio sotto la sua gestione. Parallelamente, ha elogiato l'ingresso di Giunti e l'atteggiamento di Nepi, evidenziando la qualità della rosa che si sta strutturando con doppioni in ogni ruolo. Tuttavia, il mercato deve ancora completare il mosaico biancorosso: «Arriverà un altro attaccante, la società sa cosa serve. In settimana aspetto un difensore perché siamo corti in quel reparto e so che la dirigenza ci sta lavorando». Resta infine il dubbio su un episodio da moviola nel finale, con il tecnico che ha confermato la richiesta di un calcio di rigore per un presunto tocco di braccio di un difensore ospite.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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