Il ritorno di Piero Braglia sulla panchina del Pontedera segna l’inizio di una nuova era, o meglio, di un capitolo che riprende i fili di una storia interrotta tre decenni fa. Il tecnico, noto per la sua schiettezza e per il carattere vulcanico, si è presentato con parole che non lasciano spazio a interpretazioni, mettendo subito in chiaro quale debba essere l'atteggiamento della squadra per uscire dalle sabbie mobili della classifica.
Durante la sua presentazione ufficiale, rilasciata ai microfoni di Radio Bruno Toscana, l'allenatore ha voluto sottolineare la particolarità della sua scelta professionale, legandola a una sfida che molti avrebbero considerato proibitiva. «A Pontedera ero già stato 30 anni fa, vediamo quello che riusciamo a fare. Se ero una persona normale non ci venivo mica», ha commentato con il suo consueto piglio ironico e diretto.
Nonostante la complessità della situazione, Braglia intravede delle potenzialità nel gruppo che gli è stato affidato, pur sottolineando che la pazienza è ormai esaurita. «Credo che ci siano i mezzi per poter fare qualcosa di buono. Chiaro che bisogna darsi tutti una svegliata, penso che il tempo sia finito», ha aggiunto, richiamando tutti i componenti dell'ambiente a una responsabilità immediata.
L'approccio iniziale sarà metodico e finalizzato all'analisi dei problemi che hanno condizionato finora il rendimento dei granata. Il nuovo mister intende utilizzare le prime sedute di lavoro per entrare in sintonia con lo spogliatoio e individuare le falle nel sistema di gioco o nella tenuta mentale dei suoi atleti.
«Faremo il primo allenamento e cercheremo di capire a che livello siamo e capire qual è il problema di questa squadra», ha spiegato Braglia, che non ha voluto alimentare polemiche riguardo ai profondi mutamenti della rosa avvenuti nei mesi scorsi. Secondo il tecnico, infatti, le decisioni dirigenziali sono sovrane e non devono costituire un alibi per i risultati deludenti.
«Non so il motivo per cui è stata rivoluzionata, sono scelte della società e come tali vanno rispettate», ha precisato, spostando l'attenzione sull'unico obiettivo concreto che al momento può essere inseguito: la salvezza attraverso la post-season. L'ambizione minima è quella di approdare agli spareggi per non retrocedere, cercando però di alzare l'asticella se il gruppo dovesse reagire positivamente.
«Spero di arrivare a giocarmela ai playout, magari togliendoci anche qualche soddisfazione se troviamo la quadra», ha dichiarato con un pizzico di speranza, consapevole che la graduatoria è estremamente corta e che bastano pochi risultati utili consecutivi per cambiare radicalmente il volto della stagione.
In questo contesto, la logica dei piccoli passi e della concretezza deve prevalere sulla teoria. Braglia ha ribadito che la situazione attuale impone un cambio di marcia deciso, abbandonando i discorsi astratti per concentrarsi esclusivamente sulla produzione di punti sul campo, a partire dal prossimo, difficilissimo impegno.
«Siamo tutte lì, nel giro di pochi punti. Ora è inutile parlare, siamo in una situazione nella quale dobbiamo fare», ha sottolineato con vigore, puntando lo sguardo verso la sfida domenicale che vedrà il Pontedera opposto a una delle formazioni più in forma del girone, ovvero il Gubbio.
L'avversario umbro viene descritto dal tecnico come un ostacolo di alto livello, capace di mettere in difficoltà chiunque grazie a un mix di esperienza e qualità tecnica. «Affrontiamo il Gubbio, che è una squadra esperta e pericolosa, ultimamente ha ricominciato a vincere e ha giocatori forti», ha riconosciuto Braglia, analizzando i prossimi rivali dei granata.
Tuttavia, secondo il mister, l'attenzione del Pontedera non deve essere rivolta esclusivamente ai pregi dell'avversario, quanto piuttosto ai propri limiti da superare. La ricetta per restare in categoria è semplice ma richiede un impegno fisico e mentale non indifferente: intensità, sudore e sacrificio costante.
«Noi al di l' dell'avversario dobbiamo iniziare a correre se vogliamo avere delle aspettative. Per noi è una partita molto importante», ha concluso Piero Braglia, chiudendo il suo intervento e dando appuntamento sul campo per la prima vera prova della sua nuova gestione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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