Il direttore sportivo del Messina, Luca Evangelisti, ha analizzato con grande lucidità l'imminente e sentitissimo derby che vedrà i peloritani impegnati sul difficile campo della Reggina. In un'intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud, il dirigente ha voluto spostare l'attenzione dagli equilibri tecnici alla forza mentale necessaria per affrontare un evento di tale portata, dove le motivazioni spesso superano i valori dei singoli.
Secondo il ds giallorosso, il peso degli organici passa in secondo piano quando ci si trova di fronte a una sfida così carica di storia e tensione agonistica. «In partite come queste conta più come interpreti la gara che la forza degli organici», ha dichiarato Evangelisti, sottolineando come l'approccio psicologico e la capacità di calarsi immediatamente nella realtà del match siano i fattori che realmente sposteranno l'ago della bilancia.
L'ambiente giocherà un ruolo fondamentale, con una cornice di pubblico che spingerà i padroni di casa, ma che allo stesso tempo caricherà di pressione ogni loro movimento sul rettangolo verde. Il direttore sportivo è convinto che il Messina debba essere bravo a isolarsi una volta iniziata la contesa, trasformando l'ostilità sportiva in concentrazione pura verso l'obiettivo finale.
«Loro avranno il sostegno della gente, questo ti dà adrenalina ma anche responsabilità che devi gestire. L'avversario, in questo caso noi, può sentirlo sino al fischio d'inizio, poi deve pensare solo al pallone», ha spiegato il dirigente peloritano, ricordando come il derby sia per sua natura un incontro aperto a ogni scenario, dove la logica del pronostico viene spesso stravolta dai fatti.
La posta in palio è altissima e il margine d'errore si è ridotto drasticamente con l'avanzare del campionato, rendendo ogni passo falso potenzialmente fatale per le ambizioni stagionali di entrambi i club. Evangelisti ha voluto usare una metafora molto efficace per descrivere il cambiamento di prospettiva rispetto alla prima parte dell'anno, quando le aspettative erano diverse.
«Sbagliare una partita significa rischiare di avere fallito una stagione. La maglia del Messina nel girone d'andata pesava 100 grammi perché non avevi nulla da perdere, ora pesa un chilo e mezzo», ha ammesso con fermezza il direttore sportivo, evidenziando come la responsabilità verso la piazza e la classifica si sia fatta decisamente più consistente.
Questo aumento di pressione non riguarda però soltanto la sponda siciliana dello Stretto; anche per la Reggina, infatti, ogni punto guadagnato o perso ha ormai un valore specifico immenso. Il finale di stagione trasforma ogni gara in una finale e il derby non fa eccezione, aggiungendo un carico emotivo che può diventare difficile da sostenere se non si possiedono nervi d'acciaio.
«La stessa cosa vale per loro, perché la posta in palio, ogni partita che passa, diventa altissima», ha concluso Evangelisti, ribadendo che la chiave del match risiederà nella capacità di gestire il peso psicologico di un pallone che scotta. Il Messina si presenta dunque a Reggio Calabria con la consapevolezza di chi sa che la storia di un intero anno può decidersi in novanta minuti di pura battaglia sportiva.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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