Momento estremamente delicato in casa Barletta, dove il digiuno di successi si trascina ormai da ben cinque turni e si aggrava dopo il pesante poker interno subito per mano del Potenza. Nel post-partita, l'allenatore della formazione biancorossa Massimo Paci ha analizzato la debacle della propria squadra ai microfoni della sala stampa, soffermandosi sulle ragioni del black-out e chiarendo i dettagli dell'episodio che ha portato al suo allontanamento dal campo nei minuti conclusivi.

Il condottiero della compagine pugliese ha riconosciuto l'ottimo avvio dei suoi prima del repentino cedimento della ripresa: «L'analisi è corretta. Abbiamo sfoderato una prima frazione di altissimo livello e una parte consistente del secondo tempo. I primi quindici minuti della ripresa si sono rivelati davvero positivi: c'è stata una bella proposta di gioco, abbiamo trovato il vantaggio e creato un'ulteriore nitida palla gol. In seguito, nel momento in cui ti misuri con avversari dotati di un simile tasso tecnico, è sufficiente concedere un centimetro per venire puniti. Nella giornata odierna è accaduto precisamente questo. Non siamo stati impeccabili e di fronte a realtà di questa caratura, se difetti nella perfezione, vai incontro al rischio concreto di incassare reti. C'è grande rammarico, dal momento che non vorremmo mai regalare al nostro pubblico e alla dirigenza una domenica del genere. Tuttavia il calcio riserva anche queste amarezze e occorre prenderne atto. Bisogna preservare un grande equilibrio, giacché per settanta minuti la squadra ha espresso un ottimo calcio, meritando ampiamente il vantaggio fino a quel momento. Ora si tratta solo di rimettersi immediatamente al lavoro con umiltà estrema per preparare il prossimo appuntamento».

L'attenzione del mister del Barletta si è poi focalizzata sulla dinamica che ha portato al pareggio avversario siglato da Ghisolfi, nata da una mancata interruzione tattica della manovra: «Non saprei se definirla una mancanza di cattiveria agonistica. Quando affronto tematiche tattiche, prediligo scindere simili episodi, dato che nelle dinamiche di gioco esistono frangenti in cui serve saper leggere il momento e individuare la contromisura adeguata. Con ogni probabilità in quel frangente la scelta più saggia sarebbe stata quella di spendere un fallo tattico, anche perché non eravamo di fronte a una ripartenza fulminea: il loro elemento ha condotto la sfera percorrendo parecchi metri prima di penetrare nei sedici metri. Presumibilmente ci è difettata un pizzico di scaltrezza, di lucidità e di malizia calcistica. L'abbiamo pagata a prezzo carissimo poiché contro interpreti di valore ogni sbavatura si tramuta in un pallone in fondo al sacco. Concordo con chi reputa l'esito finale fin troppo penalizzante rispetto al volume di gioco espresso, ma non possiamo cercare alibi. Abbiamo incassato una sconfitta e vanno tributati i complimenti ai nostri avversari che, nella fase decisiva del match, hanno fatto valere una qualità superiore. Dobbiamo mantenere la barra dritta. Fino al settantesimo la squadra aveva interpretato la contesa egregiamente. Adesso serve solo dare continuità agli allenamenti senza perdere la testa».

Proseguendo nella disamina delle criticità emerse nel corso dei novanta minuti, la guida tecnica dei biancorossi ha spiegato il limitato coinvolgimento di Laringe nella manovra d'attacco: «Nel chiuso dello spogliatoio non ho ancora affrontato il gruppo, giacché nell'immediato dopogara preferisco evitare esternazioni. Per ciò che concerne Fabio, il fatto che sia stato servito con contagocce non rappresentava minimamente una direttiva strategica. Al contrario, avremmo dovuto sollecitarlo con frequenza superiore, visto che godeva di ampi spazi per creare la superiorità numerica. In svariate circostanze ci siamo pervicacemente intestarditi a sviluppare la manovra sulla corsia opposta e questo si è rivelato un errore di lettura. È mancata la lucidità nell'intendere che la contesa, in fase di possesso, poteva essere argomentata anche su quella fascia. Ancora una volta non siamo stati impeccabili e con avversari di tale caratura, quando non lo sei, fai una fatica immane a portare a casa punti. A Catania eravamo stati quasi perfetti, oggi invece no e il campo ci ha puniti. C'è enorme dispiacere per i nostri sostenitori e per la proprietà, ma occorre accettare il verdetto e ripartire con grande serenità. La squadra fino al settantesimo ha sfoderato una prestazione importante e bisogna proseguire lungo questa direttrice».

Successivamente, il tecnico del Barletta ha voluto fare piena luce sull'episodio dell'espulsione rimediata nei minuti di recupero dopo la chiamata del FVS da parte della panchina avversaria sul punteggio di 4-1: «Ho appena avuto un confronto con il collega, che reputo un ottimo professionista. Sinceramente mi sono risentito per quanto verificatosi al novantaquattresimo, sul punteggio di quattro ad uno per loro, quando è stato sollecitato l'intervento del FVS per una presunta espulsione a carico di un nostro tesserato. A mio modo di vedere, in quel frangente di gara una simile richiesta non si è rivelata propriamente elegante sul piano umano, specialmente perché il nostro tesserato non aveva commesso nulla di rilevante. Ho avuto un'esternazione probabilmente troppo irruenta. Ero posizionato nella mia area tecnica e lui nella sua, gli ho semplicemente fatto presente che a mio avviso quell'istanza fosse del tutto priva di senso. Il direttore di gara ha percepito lo scambio e mi ha mostrato il cartellino. Ad ogni modo non è accaduto nulla di grave, ci siamo chiariti ed evacuati il campo salutandoci con la massima tranquillità. Faccio le mie congratulazioni al mio collega perché quando si ottiene un successo si possiedono sempre meriti indiscutibili».

In conclusione della sua analisi, mister Paci ha proiettato la squadra verso il futuro e verso la corsa alla salvezza, invocando equilibrio e la giusta rabbia agonistica per superare l'ampio passaggio a vuoto: «Tutte le sfide nascondono insidie enormi. Oggigiorno, esattamente come nelle domeniche precedenti, abbiamo affrontato compagini in grado di punirti alla minima disattenzione. Pure il Giugliano vanta doti rilevanti ed è capace di metterti in affanno. Non cambia la sostanza. L'attitudine deve rimanere sovrapponibile a quella mostrata fino al settantesimo minuto della gara odierna. È indubbio che, una volta subito l'uno a uno, il gruppo abbia perso certezze e fiducia, cosa che non dovrebbe verificarsi. Tuttavia il calcio è scandito anche da simili momenti e non si può ipotizzare di depurarli del tutto. Noi dobbiamo unicamente pedalare, continuare a crederci e rimanere consapevoli di quanto sia cruciale questo campionato per la nostra società. Il traguardo prefissato resta la salvezza, ma non possiamo vivere con la mente ingombra unicamente da quel pensiero. Dobbiamo affrontare un impegno alla volta, cercando di replicare prestazioni sulla falsa riga di quella offerta per gran parte della gara odierna, riducendo al minimo le sbavature che rischiano di costare carissimo. L'atteggiamento, la fame e la cura dei dettagli devono restare ai massimi livelli. Sino a questo momento la squadra ha dato prova di tempra e valore. Oggi, dopo la prima marcatura subita, abbiamo smarrito un pizzico di serenità. È accaduto nostro malgrado, ma ricominciamo con fiducia e misura. Simili battute d'arresto nel calcio possono manifestarsi. Occorre lavorare nel corso della settimana con calma ma anche con il doveroso risentimento, giacché sconfitte di questo tenore devono bruciare dentro. Da domani ci rimetteremo all'opera pensando prioritariamente alla prossima sfida».

Sezione: Serie C / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 11:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture