Seconda affermazione consecutiva per il Potenza, capace di imporsi nettamente sul terreno di gioco del Barletta grazie a un perentorio poker che proietta i lucani in cima alla graduatoria, agganciando il Bari a quota sedici punti. Al termine del confronto disputato in terra pugliese, l'allenatore della formazione rossoblù Ivan Tisci si è presentato nella sala stampa dell'impianto sportivo per condividere la propria disamina sul brillante successo ottenuto dai suoi uomini.

La guida tecnica del club potentino ha esordito analizzando lo svolgimento della prima frazione di gara, evidenziando il valore dell'avversario battuto a domicilio: «Ritengo che l'esame della sfida sia assolutamente preciso. Nel corso dei primi quarantacinque minuti ho assistito a un confronto bilanciato, precisamente come avevo preventivato. Il Barletta si configura come una compagine estremamente strutturata, capace di interpretare egregiamente entrambe le fasi: nelle ripartenze sa far male e quando si tratta di fare densità dietro lo fa con grande coesione e impeto. Non è un caso se mi hanno fatto notare come non venissero sconfitti tra le mura amiche da diversi mesi a questa parte. Questo elemento conferisce un significato ancora più profondo alla nostra vittoria, poiché strappare l'intera posta in palio da queste parti è impresa complessa. Loro sono stati impeccabili nel capitalizzare un calcio piazzato, mentre noi dal canto nostro non siamo stati in grado di generare enormi pericoli, visto che i rivali sono stati abili nel serrare i varchi e noi forse abbiamo difettato di un pizzico di audacia. Durante l'intervallo ho fatto presente al gruppo che la partita si presentava assolutamente recuperabile. Occorrevano unicamente maggiore intraprendenza e una ferocia superiore nel voler riportare la contesa in equilibrio. Nella ripresa le mie sollecitazioni sono state recepite appieno, il merito va ascritto alla mentalità con cui siamo rientrati sul rettangolo di gioco e pure a chi è subentrato a gara in corso, dimostrando di rappresentare ormai un punto di riferimento solido per questa rosa».

Interpellato sulla spiccata vena realizzativa esibita dalla propria squadra rispetto alle precedenti uscite ufficiali, l'allenatore della squadra lucana ha ribadito l'importanza dell'atteggiamento rispetto alla pura ricerca del gol: «Si tratta dell'aspetto che non mi stanco mai di sottolineare ai ragazzi. Non bisogna vivere con l'ossessione del gol ad ogni costo. È chiaro che sia un elemento su cui lavoriamo costantemente, tuttavia nelle dinamiche calcistiche vi sono giornate in cui gli episodi girano a favore ed altre in cui vanno storti. Nel match odierno, a titolo d'esempio, la conclusione sul legno da parte di D'Auria si è insaccata in rete, quando in diverse circostanze la sfera sarebbe finita al di fuori dello specchio o sarebbe stata salvata sulla riga. Senza contare che le altre marcature le abbiamo confezionate con trame di pregevole fattura, orchestrate egregiamente e rifinite da interpreti dotati di tali doti. Proseguendo a mostrare questo coraggio e nel creare un elevato numero di palle gol, vi saranno gare come quella vissuta oggi in cui riusciremo a raccogliere una messe abbondante di reti e altre in cui il bottino si rivelerà inferiore. Ciò che conta davvero è non snaturare la nostra proposta di gioco».

Oltre alla devastante efficacia del reparto d'attacco, la guida tecnica del Potenza si è detta ampiamente soddisfatta dal lavoro svolto dalla retroguardia nel contenere le offensive della formazione di casa: «Sono davvero felice per questo aspetto, è probabilmente il dato che mi appaga più di ogni altro. Concedere così poco ad un organico temibile come quello del Barletta equivale a dire che l'intera squadra ha svolto un lavoro ineccepibile quando la palla era agli avversari. Il mio discorso non comprende esclusivamente la linea difensiva, bensì coinvolge ogni elemento: attaccanti, centrocampisti e difensori. Si tratta di un segnale di enorme rilievo, poiché riguardo alle doti del nostro reparto avanzato ho sempre nutrito profonda certezza. Apprendere che il gruppo sta evolvendo anche nella fase di non possesso mi riempie di soddisfazione».

Mister Tisci si è poi soffermato sui leggeri affanni patiti dalla propria linea mediana nel corso dei primi quarantacinque minuti, evidenziando le insidie poste dall'avversario e dallo stato del manto erboso: «De Marco, Bando e Castorani stavano comunque offrendo una prestazione più che positiva. Risultavamo efficaci nella circolazione della sfera, ma il Barletta si dimostrava parimenti abile nel chiudere le traiettorie e nel venirci ad aggredire non appena commettevamo una sbavatura. Devo altresì rimarcare come la superficie di gioco non abbia certo agevolato l'espressione tecnica né per noi né per loro. Per chi osservava dall'esterno poteva sembrare in buone condizioni, ma sul campo il rimbalzo si rivelava fortemente irregolare, penalizzando inevitabilmente lo sviluppo della manovra. A un certo punto del match ho preteso dai calciatori di mettere da parte la ricerca della bellezza estetica favorendo il pragmatismo, sporcando la contesa e spingendo con maggiore determinazione. I valori tecnici sarebbero comunque emersi, e la ripresa ne è stata la chiara dimostrazione».

Il tecnico dei rossoblù ha quindi elogiato il fondamentale contributo garantito dai calciatori subentrati dalla panchina a partita in corso: «Avvertivo la sensazione che il destino della gara si sarebbe deciso nella zona mediana del campo. Sapevo che in quella zolla potevamo far valere la nostra superiorità, in modo particolare sulla distanza dei novanta minuti. Ho notato i tre centrocampisti un pizzico affaticati, complici anche condizioni climatiche differenti rispetto ai recenti impegni. Oltretutto Castorani figurava nell'elenco degli ammoniti e siamo ben consapevoli di come la sorte di un match possa capovolgersi per un singolo episodio. Non nascondo di aver effettuato la variazione anche per questa ragione. Tuttavia in panchina disponevo di elementi che considero a tutti gli effetti dei titolari. Per la mia visione di squadra Franzolini, Ghisolfi e Manfredonia sono primi interpreti e intendo impiegarli nella maniera più idonea. Il mio intento era rimanere agganciato alla contesa il più a lungo possibile, poiché ero fermamente convinto che avremmo potuto riacciuffare il pari e persino vincere. Alla fine l'operato dei ragazzi entrati ha premiato le mie scelte».

In conclusione della conferenza stampa, il condottiero della compagine lucana si è lasciato andare a una confidenza personale prima di fare il punto sulle ambizioni generali della propria squadra per il prosieguo del campionato: «A questo giro desidero comunicarvi una cosa differente dal solito: non appena terminato l'incontro con i media farò rientro a casa poiché venerdì ricorreva il compleanno della mia compagna e questo successo ha rappresentato il dono più bello che potessi farle. Nel corso della serata mi godrò una cena insieme alla mia famiglia, poiché anche loro meritano questo momento. Per ciò che concerne i valori del campo, ritengo che il percorso che stiamo tracciando sia sotto gli occhi di tutti. Mi riempie di gioia verificare la modalità con cui la squadra ha conquistato questa vetta della classifica: attraverso la dedizione, lo spirito di sacrificio e l'attitudine che mette sul campo quotidianamente. Noto nei ragazzi una fame incredibile di continuare a spingere sull'acceleratore. Sono fermamente convinto che i nostri sostenitori stiano apprezzando la proposta di gioco della squadra, l'audacia che profonde e il temperamento che conserva pure nelle fasi più critiche. L'auspicio è che un numero sempre maggiore di tifosi si stringa attorno a noi, sebbene non creda abbiano bisogno del mio personale invito per riempire gli spalti dello stadio. Per coloro che attendono ulteriori conferme, spero di riuscire a conquistare la loro fiducia nel più breve tempo possibile. Ciò detto, teniamoci stretto questo momento felice senza gravarci di inutili tensioni. Non abbiamo intenzione di nasconderci: occupiamo le posizioni di vertice della graduatoria e ci siamo con pieno merito. Tuttavia, qualora oggi non fossimo riusciti a vincere, sarei rimasto ugualmente appagato del cammino e del lavoro che stiamo portando avanti. La direzione intrapresa è quella corretta e dobbiamo proseguire a percorrerla con forza».

Sezione: Serie C / Data: Lun 28 settembre 2026 alle 11:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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