In vista della prossima gara contro l'Ospitaletto, il tecnico della Pro Vercelli Michele Santoni ha analizzato il momento complicato della squadra, reduce da una delusione pesante. «I ragazzi stanno bene, ma nei primi giorni abbiamo dovuto metabolizzare la sconfitta con il Renate. Bisogna essere onesti con noi stessi: anche se la matematica non ci condanna ancora, le statistiche dicono chiaramente che raggiungere i playoff quest'anno sarà impossibile» ha ammesso l'allenatore, sottolineando come il mancato raggiungimento di un obiettivo prefissato possa destabilizzare l'ambiente.
La sfida ora è trovare nuovi stimoli per onorare il finale di stagione, trasformando le ultime partite in un laboratorio per il futuro. «Per me questo periodo è fondamentale, perché non giocando più per un obiettivo immediato possiamo già lavorare pensando alla prossima stagione. Verranno messi alla prova giocatori che durante l'anno hanno trovato meno spazio. Sappiamo di averli presi per il futuro e quel futuro, invece di scattare il 7 luglio, inizierà ufficialmente il 19 aprile».
Nonostante gli esperimenti, Santoni ha garantito che l'impegno resterà massimo: «Non metteremo in campo undici giocatori diversi, ci sarà qualche cambio mirato e la formazione sarà schierata come sempre per cercare la vittoria. Sono però molto curioso di vedere all'opera alcuni elementi che finora sono rimasti più ai margini». Il tecnico è poi tornato sulle cause che hanno portato la Pro Vercelli lontano dalla zona nobile della classifica, individuando diversi fattori determinanti.
«L'obiettivo ufficiale della società era la salvezza. Inconsciamente, una volta raggiunto quel traguardo, ci siamo un po' spenti. È come chiedere a qualcuno di correre una mezza maratona e poi, arrivato al ventunesimo chilometro, dirgli che deve farla tutta. Da quel punto di vista, abbiamo fatto qualche calcolo errato di valutazione, anche se ci siamo potuti permettere questo lusso avendo centrato l'obiettivo primario con quattro giornate d'anticipo».
Il tecnico ha poi indicato un momento preciso della stagione come il vero punto di rottura psicologico per il gruppo. «La partita con il Lumezzane ci ha veramente tagliato le gambe. Subire quel pareggio al novantesimo è stato vissuto come una sconfitta, nonostante fosse stata probabilmente la nostra migliore prestazione dell'anno. Lì si è spento qualcosa, anche se pure col Renate o nel secondo tempo con l'Inter U23 abbiamo mostrato buone cose senza però riuscire a capitalizzare il lavoro svolto».
Santoni ha voluto però difendere il percorso di crescita della squadra, invitando a non giudicare l'annata solo attraverso le lenti delle ultime delusioni. «In Italia non siamo bravi a valorizzarci, il giardino del vicino sembra sempre più verde. Eppure, a livello di prestazione, non abbiamo sbagliato quasi nulla di recente. Alla fine di un campionato uno finisce dove merita: il Vicenza ha vinto perché se lo è strameritato, e se noi chiuderemo tra il dodicesimo e il tredicesimo posto, sarà la posizione che ci spetta».
Il futuro, secondo l'allenatore, appare comunque meno cupo rispetto al passato recente grazie a basi solide già gettate. «Oggi abbiamo qualcosa da cui ripartire, a differenza dello scorso anno quando siamo partiti dalle macerie di una stagione gestita male. C'è un'identità precisa e un gruppo che ha capito come vogliamo lavorare. Molti ragazzi sono di nostra proprietà e conoscono i meccanismi, quindi a luglio partiremo tre o quattro passi in avanti rispetto al passato».
L'allenatore ha poi risposto con fermezza alle indiscrezioni che lo vedrebbero già impegnato in colloqui diretti con alcuni calciatori per la prossima sessione di mercato. «Le voci non ci disturbano, sappiamo che in Italia funzionano così. Ma la nostra struttura societaria è chiara: non è l'allenatore a parlare con i giocatori o a fare il mercato. Abbiamo un'organizzazione precisa con persone responsabili della costruzione della rosa. Io ho influenza solo su quello che accade in settimana sul campo».
In chiusura, Santoni ha ribadito la totale fiducia nell'operato del club e nella programmazione a lungo termine: «Noi lavoriamo tutti i giorni e non ci facciamo condizionare da chi pensa alla Pro Vercelli solo una volta a settimana. La società farà le valutazioni giuste per migliorare ulteriormente quanto fatto quest'anno. Spesso le voci sono messe in giro dagli agenti, ma le scelte finali spettano a chi ha la responsabilità di farle, io resto concentrato sul rettangolo verde».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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