Alla vigilia di quella che potrebbe essere l'ultima partita casalinga della stagione, Elio Di Toro, direttore sportivo dell'Audace Cerignola, ha scelto di prendere personalmente la parola in conferenza stampa, riservandosi uno spazio più ampio rispetto al consueto. Un intervento articolato, che ha toccato il bilancio sportivo dell'annata, le proprie prospettive professionali e un appello sentito nei confronti del presidente del club.
Il primo tema affrontato da Di Toro è stato quello della qualificazione ai playoff, raggiunta con 52 punti in classifica. Un risultato che, nelle parole del dirigente, non va liquidato come acquisito: «Il conseguimento dei playoff è un lusso per la società, abbiamo ottenuto risultati che ci hanno gratificato tantissimo. Penso anche per come abbiamo iniziato la stagione, penso questa sia stata la stagione più difficile. Siamo lì a 52 punti, nei playoff, e può sembrare scontato ma non è così. È stato un anno difficile per tanti motivi, avere questa posizione di classifica è anche un motivo ulteriore di crescita, dove cambiare stimoli e aspettative non è stato semplice».
Una riflessione che fotografa un percorso tutt'altro che lineare, in cui la squadra pugliese ha dovuto fare i conti con difficoltà molteplici, riuscendo comunque a centrare l'obiettivo minimo prefissato e a proiettarsi verso la fase degli spareggi promozione. Secondo quanto riportato da Tuttocalciopuglia.com, la partita di domenica contro l'Altamura potrebbe rappresentare l'ultimo appuntamento interno del club, a seconda dell'evoluzione del tabellone playoff.
Il momento più atteso della conferenza è stato senza dubbio quello in cui Di Toro ha affrontato le voci, circolate con insistenza nelle ultime settimane, relative a un suo possibile addio a fine stagione. Il direttore sportivo non ha smentito, ma ha anche evitato di confermare: «Non escludo una partenza, ma non posso parlare neanche di una mia permanenza. Al momento c'è una parte finale di stagione dove bisogna spingere e dare il massimo. C'è anche un percorso societario che deve vedere un discorso che deve essere sistemato e garantito nel tempo. Credo che il sottoscritto debba valutare con attenzione e vedere cosa dare a questa gente. È un momento della mia carriera dove possono esserci delle possibilità, farò quindi la mia scelta».
Parole che lasciano aperto ogni scenario e che assumono un peso ulteriore alla luce di un dettaglio rivelato dallo stesso Di Toro: «Aggiungo che, di comune accordo col presidente, ho rinunciato al discorso contratto della prossima stagione». Una rinuncia volontaria, concordata ai vertici, che testimonia come la situazione sia in evoluzione e che qualsiasi decisione definitiva verrà presa solo a conclusione della stagione agonistica. Il dirigente ha tuttavia voluto precisare che la propria scelta sarà guidata da valutazioni professionali più che sentimentali: «La mia decisione finale andrà oltre i rapporti personali, credo sia giusto dire che ci sono persone che stanno mettendo fuori quell'amore che c'è verso Cerignola».
Di Toro ha poi ripercorso le scelte operate durante la sessione di calciomercato invernale, inquadrandole in una cornice di contenimento dei costi che ha condizionato le operazioni in entrata. «Riguardo il mercato invernale abbiamo cercato di abbassare il budget, cercando di ottimizzare ed è ovvio che non abbiamo fatto nuovi contratti. Abbiamo preso giocatori in prestito, però è ovvio che questo rientra nel discorso che riguarda anche il sottoscritto. Abbiamo fatto una valutazione economica più che sportiva».
Una dichiarazione che, nelle sue stesse parole, si intreccia con la questione del suo futuro: le scelte di mercato, orientate alla sostenibilità finanziaria piuttosto che al rafforzamento tecnico, sembrano aver influito anche sulla sua posizione personale all'interno del club, o quantomeno sull'elaborazione della stessa.
La parte forse più inattesa e toccante dell'intervento di Di Toro ha riguardato il presidente della società. Il direttore sportivo ha lanciato un appello diretto alla tifoseria, chiedendo un gesto di riconoscimento pubblico nei confronti del numero uno del club, in un momento descritto come particolarmente delicato: «Vorrei che domenica il mio presidente fosse un attimino ringraziato. Se abbiamo parlato poco è per preservare la squadra, lavorando in silenzio e cercando di ovattarli. Tutti hanno inteso che c'è un momento in cui il presidente sta valutando l'idea di lasciare. Domenica voglio un riconoscimento per lui, in questo momento storico credo debba avere un supporto».
Un invito esplicito ai tifosi a far sentire la propria vicinanza alla guida societaria, in un contesto in cui il silenzio stampa è stato una scelta consapevole per proteggere il gruppo squadra dalle pressioni esterne.
Sul piano strettamente sportivo, Di Toro ha indicato chiaramente l'obiettivo della gara di domenica: rimediare alla prestazione deludente dell'ultimo turno. «Con l'Altamura dobbiamo riscattare l'atteggiamento di domenica scorsa. Sono stato anche un po' nervoso da questo tipo di discorso, ma questi ragazzi hanno spinto tanto e a loro qualcosa va anche perdonata».
Un equilibrio sottile tra critica e comprensione, che fotografa bene l'approccio del dirigente: rigore nelle aspettative, ma anche riconoscimento degli sforzi profusi in una stagione logorante.
L'Audace Cerignola si appresta dunque a vivere domenica una partita dal valore simbolico e sportivo insieme: l'ultima possibile davanti al proprio pubblico, in attesa di scoprire cosa riserverà il percorso playoff. Sullo sfondo, le incognite legate al futuro della guida tecnica e societaria aggiungono un ulteriore strato di significato a un pomeriggio che potrebbe segnare, in un senso o nell'altro, la fine di un'era.
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