In una lunga e profonda intervista concessa alla stampa australiana, il vice presidente del Catania, Vincenzo Grella, ha tracciato la rotta del club rossazzurro, paragonando l'energia della piazza a quella dell'Etna. Il dirigente ha analizzato il legame viscerale tra la città e la squadra, partendo proprio dal simbolo del territorio.
«Catania è un po' come un vulcano che può essere tranquillo e silenzioso, ma quando meno te lo aspetti ha il potere di schiacciare una città», ha esordito Grella, spiegando come la passione dei sostenitori etnei sia un elemento fuori dal comune, capace di manifestarsi anche nei momenti più semplici della vita del club.
«Quando il club ha aperto le porte dello stadio per un semplice allenamento si sono presentate 3.000 persone. Penso che questo riassuma perfettamente Catania. Tifando per i calciatori come se giocassimo una finale di Champions League la domenica. La passione che hanno i tifosi etnei non ha prezzo. Hanno la potenza del vulcano», ha proseguito il vice presidente.
L'obiettivo finale del progetto targato Pelligra rimane la massima serie, un traguardo che Grella ritiene assolutamente alla portata del club per via delle potenzialità economiche e strutturali messe in campo dalla proprietà sin dal primo giorno.
«Dobbiamo arrivare in Serie A. Non c’è motivo per cui non possiamo farcela, perché c’è un presidente che ha le risorse per stare in Serie A. Quindi dobbiamo rimboccarci le maniche e raggiungere l’obiettivo», ha dichiarato con fermezza il dirigente, non nascondendo la pressione che deriva da un piano così ambizioso.
Proprio riguardo alle critiche per il cammino attuale, Grella non ha cercato scuse, ribadendo come la sua storia professionale lo abbia forgiato per affrontare le sfide più dure e le piazze più esigenti, senza lasciarsi condizionare dai giudizi esterni.
«I tifosi mettono me nel mirino perché siamo in ritardo rispetto ai piani? Non mi sono mai preoccupato di questo tipo di pressione. Anzi è quello che mi spinge nel momento in cui mi alzo ogni mattina. Non lo faccio per soldi. Ho uno stipendio decente, ma quando facevo l’agente di calciatori guadagnavo il quadruplo di adesso», ha confessato Grella.
Il vice presidente ha poi voluto spendere parole di altissima stima per il presidente Ross Pelligra, sottolineando l'impegno costante dell'imprenditore australiano nonostante la distanza geografica e i numerosi impegni internazionali che lo vedono protagonista.
«Sogniamo la Serie A grazie a lui, merita un altissimo livello di rispetto. Viene in Italia 14 volte in una stagione. Non è cosa da poco per un uomo impegnato con attività in tutto il mondo. Ha dato quello che era necessario, non ha mai lesinato. Non ha mai detto "Vinnie, troppi soldi"», ha rivelato con orgoglio il braccio destro del patron.
In un passaggio molto diretto, Grella si è offerto come parafulmine per proteggere la proprietà, assumendosi la piena responsabilità della gestione operativa e dei risultati sportivi ottenuti fino a questo momento dalla compagine etnea.
«Se devono rompere le palle a qualcuno, lo facciano nei miei confronti perché sono io che dirigo la società. Lui ha dato tutto per il Catania. L’unico responsabile del mancato successo sarei io», ha affermato categoricamente, chiedendo rispetto per i sacrifici personali e finanziari fatti da Pelligra.
Il percorso verso il successo richiederà, secondo il dirigente, una forza d'animo fuori dal comune per poter navigare in un ambiente che non concede sconti, mantenendo però sempre fede ai principi morali stabiliti all'inizio di questa avventura.
«Ci vorrà tempo, duro lavoro, che le persone che amministrano il club abbiano la personalità ed il carisma per poter convivere con il fatto che non ci diano mai il beneficio del dubbio. Noi continuiamo a seguire la nostra morale, i nostri valori, i nostri principi», ha concluso Grella con una riflessione sull'appartenenza del club.
«Catania è la loro città. Il Catania è il loro club. Noi siamo i custodi. Ross è il presidente e noi ci limitiamo a far progredire il club», chiudendo così un intervento che riafferma la volontà ferrea di riportare il Catania nel calcio che conta, rispettando l'identità del popolo rossazzurro.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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