La vicenda sportiva e giudiziaria della Triestina si arricchisce di un nuovo capitolo amaro. Il club giuliano, già condannato alla retrocessione matematica in Serie D dopo le pesanti sanzioni inflitte nei mesi scorsi, ha ricevuto un'ulteriore penalizzazione di un punto in classifica. La decisione è scaturita da un accordo di patteggiamento raggiunto tra la società e gli organi della Giustizia Sportiva, in seguito a diverse contestazioni per violazioni del Codice di Giustizia Sportiva.
La Federazione ha reso nota la sanzione attraverso un comunicato ufficiale, nel quale si specifica che l'accordo è stato raggiunto ai sensi dell'articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva. Oltre alla penalizzazione di un punto, da scontare nella stagione in corso, il provvedimento prevede anche tre mesi di inibizione per Benjamin Lee Rosenzweig, presidente del club all'epoca dei fatti contestati, e un'ammenda di ventimila euro a carico della società.
Si tratta dell'ennesimo colpo per una squadra che aveva già accumulato 23 punti di penalità, una sanzione che aveva definitivamente compromesso ogni possibilità di permanenza nella categoria. Con questa nuova detrazione, il totale delle penalizzazioni sale a 24 punti, portando la Triestina a chiudere la classifica del Girone A con appena 8 punti.
Il campionato della Triestina è stato segnato fin dall'inizio dalle vicende extra-sportive. Le sanzioni accumulate hanno trasformato quella che doveva essere una stagione di rilancio in un calvario sportivo e istituzionale. Nonostante la retrocessione sia stata sancita da tempo, la squadra ha continuato a scendere in campo cercando di onorare la maglia e preservare la dignità del club davanti ai propri tifosi.
Questo ultimo punto di penalità, sebbene marginale nell'economia di una classifica ormai cristallizzata, rappresenta l'ennesima ferita per un ambiente già profondamente provato. Il distacco dalle altre formazioni è abissale: la penultima, la Pro Patria, si trova a quota 19 punti, mentre la Virtus Verona, terzultima, viaggia a 22 punti.
Il quadro del Girone A di Serie C vede al comando il Vicenza, già promosso in Serie B con 82 punti conquistati. Alle spalle dei berici si posizionano Brescia (60 punti), Lecco (57), Cittadella e Renate (entrambe a 56), e il Trento (55 punti con una gara in meno). L'Alcione Milano segue a 51 punti, mentre Lumezzane (46), Giana Erminio (45), AlbinoLeffe e Novara (entrambe a 44) completano la parte centrale della graduatoria.
Arzignano Valchiampo e Pro Vercelli si attestano a 43 punti, con l'Inter U23 a 42 (una partita da recuperare). Seguono Ospitaletto (41), Dolomiti Bellunesi (38), Pergolettese (36), Virtus Verona (22) e Pro Patria (19). In fondo, drammaticamente isolata, la Triestina con i suoi 8 punti.
Con la retrocessione ormai matematica, per la Triestina si apre una fase di profonda riflessione e ricostruzione. Il club dovrà affrontare la Serie D con l'obiettivo di ripartire dalle fondamenta, sia sul piano tecnico-sportivo che su quello gestionale. Le sanzioni inflitte agli organi dirigenziali dell'epoca evidenziano la necessità di una svolta netta nella governance societaria.
L'inibizione di tre mesi comminata a Rosenzweig chiude simbolicamente un'era caratterizzata da irregolarità amministrative che hanno portato al tracollo sportivo. La multa di ventimila euro, seppur contenuta rispetto alle penalizzazioni in classifica, rappresenta un ulteriore onere economico per una società che dovrà necessariamente risanarsi prima di poter ambire a tornare ai livelli che le competono per storia e tradizione.
Il cammino verso la riabilitazione sarà lungo e complesso, ma la passione dei tifosi alabardati e l'orgoglio di una piazza storica del calcio italiano potrebbero rappresentare la base su cui ricostruire un futuro più solido e trasparente.
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