Dopo un lungo torpore, la città do Ancona torna a scaldarsi in vista di un appuntamento che si preannuncia di grande richiamo. Sabato sera, alle ore 20, lo stadio Del Conero ospiterà la finale di ritorno di Coppa Italia di Serie D tra Ancona e Pistoiese, in un clima che si prospetta da categorie superiori.
L'attesa per questa sfida ha risvegliato l'entusiasmo della tifoseria. Le previsioni parlano di una cornice di pubblico da Serie B, con oltre seimila spettatori pronti a riversarsi sugli spalti per sostenere i biancorossi in una missione tutt'altro che semplice: rimontare il 2-0 subìto all'andata in terra toscana.
La partita riveste un'importanza particolare non soltanto per il prestigio della competizione, ma anche per ragioni strettamente tecniche. L'incontro assegna infatti punti preziosi in ottica ripescaggio in Serie C, dove attualmente l'Ancona occupa la posizione di vertice in solitaria. A otto giornate dal termine del campionato, emerge un paradosso: mentre per questa finale si prevede un'affluenza massiccia, le partite di campionato – che rappresentano la strada più concreta verso la promozione – non godono dello stesso trasporto popolare.
Il tecnico Maurizi si trova ad affrontare la sfida con una rosa ridotta all'osso. Le assenze peseranno significativamente sulle scelte dell'allenatore, costretto a fare di necessità virtù. Kouko e Attasi dovranno osservare il turno di squalifica, mentre l'infermeria ospita Pecci, Battista e Proromo.
Una situazione ben diversa rispetto alla gara d'andata, disputata di mercoledì con il pensiero già rivolto all'impegno di campionato previsto tre giorni dopo a Pomezia. In quella circostanza, le priorità erano inevitabilmente orientate verso il torneo, considerato il mezzo più diretto per raggiungere l'agognato salto di categoria.
L'unica nota positiva sul fronte disponibilità è rappresentata dal ritorno in gruppo del centrale difensivo Rovinelli. Il giocatore, fermo da circa un mese, ha completato il programma di rieducazione al ginocchio presso una struttura specializzata – la stessa dove è attualmente in cura anche Pecci – e torna dunque arruolabile per la finale.
Secondo le indicazioni emerse dalle sedute di allenamento, la formazione dorica potrebbe vedere Mingucci tra i pali, confermato nel ruolo che ha sempre ricoperto nelle gare di Coppa. La linea difensiva dovrebbe essere composta da Ceccarelli, Bonaccorsi, Rovinelli e Sparandeo. A centrocampo spazio a Gelonese e Gerbaudo, mentre il reparto avanzato vedrebbe schierati Zini, D'Incoronato e Cericola a supporto del terminale offensivo Babbi.
Si tratta ovviamente di indicazioni che emergono dal lavoro sul campo, come riportato dal Corriere Adriatico, ma mancano ancora due giorni alla partita e non si escludono modifiche dell'ultimo momento da parte del tecnico.
I conti per il passaggio del turno sono chiari: in caso di vittoria dorica con due reti di scarto, la sfida proseguirà direttamente ai calci di rigore. Un successo con tre gol di margine consegnerebbe il trofeo all'Ancona, mentre qualsiasi altro risultato premierebbe la formazione toscana.
Tra le presenze attese in tribuna spicca quella di Massimo Gadda, figura leggendaria del club. L'ex allenatore e bandiera degli anni più gloriosi della storia biancorossa farà ritorno al Del Conero per la prima volta dopo il saluto della scorsa stagione. Ad accompagnarlo dovrebbe esserci Pietro Tamai, anch'egli legato al passato recente del sodalizio dorico in qualità di ex direttore sportivo.
La loro presenza rappresenta un ulteriore elemento di suggestione per una serata che si preannuncia carica di significati sportivi ed emotivi, in attesa di scoprire se l'entusiasmo del pubblico e la determinazione della squadra sapranno ribaltare il pronostico sfavorevole.
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