Il direttore sportivo del Brindisi, Emanuele Righi, è intervenuto nel corso della trasmissione «GOL – Speciale Eccellenza Pugliese», facendo il punto su una situazione societaria e personale ancora in fase di definizione. Il dirigente ha parlato con estrema schiettezza, non nascondendo i dubbi che lo attanagliano in merito alla prossima stagione agonistica.
«Mi sono già incontrato e ho avuto modo di parlare con la società. Non è sicuro che io rimanga a Brindisi, non posso dare il 100%. Devo riflettere. La società, devo essere onesto, mi ha soddisfatto», ha esordito Righi, mettendo subito in chiaro che la sua permanenza in biancazzurro non è affatto scontata nonostante il buon rapporto con la proprietà.
Il direttore sportivo ha poi voluto sgomberare il campo da eccessivi sentimentalismi, riportando la discussione su un piano puramente professionale e lavorativo, senza ipocrisie.
«Noi siamo professionisti, è inutile girarci intorno: la parte economica e i benefit sono importanti. Non faccio discorsi romantici. Servono anche i soldi, perché è il nostro lavoro. La società è stata fantastica, mi ha spiazzato positivamente», ha precisato, elogiando comunque il comportamento della dirigenza brindisina.
Le riflessioni del dirigente riguardano però anche l'organizzazione interna e la gestione complessiva del progetto tecnico, con la volontà di correggere alcune dinamiche emerse durante l'ultima annata.
«C’è un pensiero mio legato alla competizione, alla gestione della società e ad alcune situazioni. Quest’anno alcune cose sono andate in un certo modo, e il prossimo anno vorrei che andassero diversamente. Su alcuni aspetti devo riflettere», ha ammesso Righi, lasciando intendere che il nodo non sia solo economico.
Il tempo delle decisioni finali si avvicina, ma il direttore preferisce non fare promesse che non è ancora certo di poter mantenere, chiedendo ancora un piccolo margine temporale per sciogliere le riserve.
«Mi prendo ancora qualche giorno, credo che dalla prossima settimana sarà tutto più chiaro. Però se devo essere sincero, ad oggi dire che resto sarebbe prendere in giro qualcuno», ha confessato con onestà, sottolineando come la bilancia delle decisioni sia ancora in equilibrio precario.
Lo sguardo di Righi si è poi spostato sulle enormi difficoltà che presenterà il prossimo torneo di Serie D, un girone H che si annuncia come una vera e propria arena dove nessuno potrà considerarsi al sicuro.
«Se supero alcune riflessioni personali, il prossimo anno sarà ancora più difficile. Sarà un campionato complicato. Se non sei al 1000 per 1000, è l’inizio della fine. Può retrocedere chiunque. Tutte faranno squadre per provare a vincere. Il girone H sarà un campionato clamoroso», ha vaticinato il direttore sportivo.
Uno dei temi centrali della discussione è stato ovviamente quello delle risorse finanziarie necessarie per allestire una rosa competitiva, un elemento che influirà pesantemente sulle sue scelte future.
«Uno dei miei motivi di riflessione riguarda il budget per competere. Chi fa questo lavoro e ha vinto sa che vuole vincere, non stare a guardare gli altri. Però non sono il fenomeno che vince tutto: servono idee, lavoro e fortuna. Il budget è importante, ma non è l’unica cosa», ha spiegato Righi, bilanciando l'importanza dei soldi con quella della competenza.
La possibilità di restare è dunque legata a doppio filo alle ambizioni della piazza e alla capacità della società di garantire gli strumenti minimi per dare battaglia sul campo.
«Se ho il budget per competere per vincere è più facile che resti a Brindisi, ma non è una condizione obbligatoria. Se non c’è, ci si inventa qualcosa. Non avevamo il budget più alto del campionato. Probabilmente eravamo terzi o quarti come disponibilità economica. C’erano almeno due squadre davanti a noi», ha ricordato analizzando l'ultima stagione.
In chiusura, il direttore ha voluto tracciare il profilo di quello che dovrà essere l'atteggiamento del Brindisi nel prossimo futuro, a prescindere da chi sarà l'interprete principale sul mercato.
«Se resto, cercheremo di essere guastafeste. Il Brindisi non può fare un campionato anonimo, ma il budget non sarà mai da prima fascia. Però questo non significa tirarsi indietro. Brindisi per me è un legame importante che rimarrà sempre. In certi momenti ti senti sopra la terra, vivi emozioni forti. È stato bellissimo condividere la gioia promozione con tutti i tifosi, davvero», ha concluso Righi.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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