Novanta minuti per decidere il destino di un'intera stagione. Il San Luigi si prepara al capitolo conclusivo e più incandescente del suo campionato nel Girone C di Serie D: la sfida casalinga al Comunale di via Felluga contro il Maia Alta Obermais. Un vero e proprio scontro da dentro o fuori, decisivo per evitare la retrocessione diretta in Eccellenza e acciuffare il pass per i play-out.
I biancoverdi, fermi a quota 33 punti in coabitazione proprio con la formazione altoatesina, arrivano all'appuntamento dopo la battaglia esterna di domenica scorsa persa per 4-2 contro il Cjarlins Muzane. Per fare il punto in casa triestina, ai microfoni di NotiziarioCalcio.com è intervenuto in esclusiva l'attaccante Simone Butti, classe 2002 e tra i protagonisti della squadra con 7 reti e 5 assist stagionali.
Nonostante i tre punti manchino dallo scorso 22 febbraio (vittoria per 2-0 sul campo della Calvi Noale), Butti analizza con lucidità e orgoglio il percorso dei suoi, ripensando anche agli ultimi incroci contro le big del girone: «Sapevamo fin dall'inizio dell'anno che, essendo una neopromossa, dovevamo lottare e cercare di prenderci quello che era nelle nostre corde, andando ad affrontarla a viso aperto contro tutti, senza tirarci mai indietro. Purtroppo, soprattutto nei finali di gara, abbiamo fatto tanti errori individuali che contro squadre di questo calibro inevitabilmente si pagano. Quello che mi porto dentro, però, è l'atteggiamento positivo della squadra: siamo comunque rimasti in partita fino alla fine, senza mai metter giù la testa».
Domenica ci si gioca tutto davanti al proprio pubblico. La tattica sarà importante, ma a fare la differenza saranno i nervi e le motivazioni: «Quello che cerchiamo di mettere dentro lo spogliatoio, oltre alla positività, è creare amore nel gruppo. Dobbiamo essere uniti il più possibile e non fasciarci la testa per quello che può succedere. Dobbiamo affrontarla a viso aperto e metterci qualcosina in più, semplicemente. Qualcosa che non è a livello tattico, ma che deve venire da dentro ognuno di noi, dal cuore. Entreremo sicuramente con le unghie e coi denti, dopo quello che succederà succederà. La palla è rotonda e a fine partita tireremo le somme».
Arrivato in estate a Trieste dopo aver vestito le maglie di Montebelluna, Cjarlins Muzane, Pro Gorizia e Brian Lignano, Butti si è ripreso la scena nella sua città: «Sono venuto qua quest'anno principalmente per trovare un po' di spazio che purtroppo in questi ultimi anni non ho trovato. Mi sono avvicinato un po' più a casa, e anche se magari tanta gente mi diceva che era una scelta sbagliata, sapevo che non avendo pressioni e conoscendo l'ambiente potevo fare quello scalino per riemergere un po' di più. Sono abbastanza contento dell'annata, non soddisfatto al cento percento perché potevamo fare di più a livello di squadra e a livello personale, ma adesso l'obiettivo personale passa in secondo piano».
E su quell'obiettivo di squadra, i 33 punti fin qui raccolti assumono un grande valore: «A inizio anno tutti ci davano per spacciati, pensavano facessimo dieci punti. Essere arrivati a 33 per una squadra triestina penso sia uno dei punti più alti raggiunti in Serie D. Centrare la salvezza sarebbe la ciliegina sulla torta».
Un bottino di 7 gol e cinque assist per un attaccante moderno, che fa dell'imprevedibilità la sua arma migliore: «Avendo giocato quasi in tutte le posizioni dell'attacco, mi adatto abbastanza bene alle caratteristiche dei miei compagni e a qualsiasi situazione. Se devo scegliere dove mi piace di più giocare, preferisco fare la seconda punta che si stacca, attacca la profondità alle spalle dei difensori e si allarga, senza dare punti di riferimento».
Cresciuto nel Sant'Andrea e formatosi nel florido vivaio della Triestina, Butti ha già assaggiato l'odore dell'erba dei professionisti, debuttando in Serie C allo stadio "Rocco" contro la Fermana. E la fiamma non si è mai spenta: «Quello di rientrare in quella fascia di professionismo è un sogno che ho avuto fin da bambino e che sto cercando di inseguire. C'ero tanto vicino e poi un infortunio mi ha fatto smettere un po'. Ritornare a calcare quei campi sarebbe un sogno che si riavvera».
Ora, però, l'erba da calcare è quella di via Felluga. E il San Luigi ha bisogno dei gol e del "cuore" di Simone Butti per continuare a sognare la permanenza in Serie D.
Autore: Marco Pompeo / Twitter: @Marco_Pompeo
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