Il cammino della Lucchese si avvia verso l'epilogo stagionale con la sfida di Supercoppa in programma ad Agliana, un appuntamento che profuma di addio per mister Egidio Pirozzi. Il tecnico rossonero, intervenuto in quella che potrebbe essere la sua ultima conferenza stampa al Porta Elisa, ha analizzato con lucidità le insidie rappresentate dalla Rondinella, prossima avversaria sul campo.

«La Rondinella ha nelle sue file il capocannoniere del loro girone, i tre attaccanti hanno fatto più del 50% del totale dei gol della squadra, hanno esterni bravi, è una bella squadra che ha basato molto del proprio gioco sull'attaccante e chi gli ha girato intorno, dovremo essere bravi a limitarli», ha spiegato l'allenatore mettendo in guardia i suoi giocatori.

La gestione della rosa per quest'ultimo atto della stagione presenta diverse incognite legate alle condizioni fisiche di alcuni elementi chiave, costringendo il tecnico a valutare soluzioni alternative per lo scacchiere titolare che scenderà in campo domani.

«Peccato per Rotondo che ha l'influenza, in quel caso ci sarà Onu su cui ho la massima fiducia, e dovrò verificare le condizioni di Fedato che è reduce da una partita importante in Kings League dove si gioca il primo posto: vedremo. Picchi? Ci sarà, lo abbiamo preservato proprio per la Supercoppa. Riad? Potrebbe partire dall'inizio, sta meglio», ha precisato Pirozzi.

L'approccio alla gara dovrà essere quello delle grandi occasioni, nonostante la stanchezza mentale che inevitabilmente emerge al termine di una lunga cavalcata, con l'obiettivo di chiudere in bellezza davanti a una squadra altrettanto vincente.

«Con i ragazzi ci siamo parlati sabato: ho chiesto dessero il massimo in queste due partite finali, non è facile trovare la continuità. Sarà un test e una festa, contro una squadra che ha a sua volta vinto, ho chiesto di dare il massimo», ha aggiunto il mister, sottolineando l'importanza di onorare l'impegno fino all'ultimo fischio.

Oltre l'aspetto puramente tecnico, il discorso di Pirozzi si è spostato su un piano profondamente umano e personale, ripercorrendo il legame viscerale nato con la piazza e la rinascita interiore vissuta durante questa esperienza sulla panchina lucchese.

«E dopo? Qui sono stato felice, e sono io che ringrazio questa città: se ho ritrovato la serenità e la felicità è stato perché ho avuto l'onore di guidare questa gloriosa società. Si è realizzato un sogno: qui sono riuscito a ricostruire le macerie sportive e ricostruire quello che era andato perduto in quella notte con il Sestri Levante», ha confessato con una punta di commozione.

Il senso di appartenenza ai colori rossoneri e l'integrazione con il tessuto sociale della città hanno trasformato questa parentesi professionale in qualcosa di molto più profondo, destinato a lasciare un segno indelebile nel cuore del tecnico.

«Lucca ha senso di appartenenza e per questo è diventata la mia terra. Questa felicità me la porto nel cuore e poi sarà, quel che sarà», ha concluso Pirozzi, lasciando il proprio futuro avvolto nel mistero ma con la consapevolezza di aver dato tutto per la causa della Lucchese.

Sezione: Serie D / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 18:30
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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