Un ritorno in campo che sa di liberazione e riscatto per l'attaccante del Barletta, protagonista assoluto dopo un periodo di forzata assenza che ha pesato sul morale e sulla condizione fisica.
Le settimane lontano dal terreno di gioco sono state cariche di tensione per Malcore, che ha confessato le difficoltà vissute: «È stato difficilissimo, dico la verità, perché trovarsi a essere etichettato per quello che non sei, quando la realtà dei fatti è stata tutt'altra, non è affatto semplice».
Nonostante l'amarezza per le voci esterne, la punta non ha mai smesso di interrogarsi su come reagire: «In quel periodo chiedevo sempre a me stesso cosa potessi fare per uscirne e come potessi rendermi utile alla causa».
La forza per ripartire è arrivata dall'ambiente circostante, con un ringraziamento speciale a chi non lo ha mai abbandonato: «Grazie all'aiuto dei miei compagni di squadra e soprattutto al sostegno dei mister, ho continuato a lavorare sodo».
Il calciatore ha spiegato l'intensità del suo recupero: «Mi sono allenato tantissimo, anche più degli altri, perché stare fermi un mese intero non è facile e rientrare subito nel ritmo partita richiede un sacrificio superiore».
Le ambizioni per il rientro erano altissime e si sono concretizzate in una prestazione da incorniciare: «Sì, lo ammetto, questa partita l'avevo sognata proprio così. Volevo rientrare, desideravo vincere e avevo l'obiettivo di segnare due reti».
Il traguardo personale raggiunto ha un sapore storico: «Cercavo la doppietta perché con due gol avrei toccato quota 140 marcature in carriera, quindi è stato un momento davvero speciale per me».
Analizzando il primo dei due centri, che ha ricordato a molti il senso del gol di Pippo Inzaghi, Malcore ha svelato un retroscena tattico vissuto direttamente in campo.
«È un colpo difficile da realizzare» ha spiegato il bomber biancorosso. «Quando ho sentito che Giuliano stava per calciare, ho urlato a Coccia che era in posizione di fuorigioco e di spostarsi dall'altra parte».
L'istinto del predatore d'area ha fatto il resto: «Sapendo che lui avrebbe tirato in porta, mi sono detto che la palla sarebbe dovuta finire per forza in quella zona. Dovevo farmi trovare pronto e così è stato, è andata bene».
Infine, un pensiero commosso per il gruppo che ha saputo sopperire alla sua mancanza: «Assolutamente sì, li ringrazio di cuore. Pregavo e speravo che anche senza di me riuscissero a portare a casa i risultati, e fortunatamente è successo».
Il legame con lo spogliatoio appare più saldo che mai dopo questa prova di forza: «Ringrazio uno per uno i ragazzi e tutto lo staff, mi sono stati sempre vicini e mi hanno supportato costantemente. Non avrei potuto chiedere un ritorno migliore di questo».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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