Il Conegliano è già proiettato verso la prossima avventura in Serie D e la società sembra aver sciolto le riserve sul nodo principale: la guida tecnica per la nuova stagione sarà affidata ancora ad Alessandro Pontarollo. Nonostante la recente battuta d'arresto casalinga contro l'Unione La Rocca Altavilla, l'entusiasmo nell'ambiente non accenna a diminuire, trasformando la chiusura del campionato nel punto di partenza per una programmazione ambiziosa.
La conferma del mister appare come un atto dovuto dopo un cammino che ha del prodigioso, considerando che il ritorno dei gialloblù nel massimo campionato dilettantistico, atteso per vent'anni, rischiava di trasformarsi in un fallimento sportivo. A inizio novembre, la squadra occupava il quindicesimo posto con soli 9 punti raccolti in 11 gare, una crisi culminata con l'esonero di Nico Pulzetti dopo la sconfitta contro la Calvi Noale.
L'arrivo di Pontarollo sulla panchina del Soldan ha agito come una vera scossa elettrica, portando immediatamente sei risultati utili consecutivi e una scalata in classifica che ha portato il club all'ottavo posto finale con 50 punti. La salvezza, obiettivo primario della stagione, è stata blindata matematicamente il 12 aprile con la vittoria sul campo del Treviso, permettendo ai sostenitori di sognare i playoff fino all'ultima giornata.
Se si analizzasse il rendimento del Conegliano esclusivamente sotto la gestione dell'attuale tecnico, i numeri parlerebbero di una squadra d'alta classifica: con 31 punti conquistati nel solo girone di ritorno, i gialloblù sono stati superati soltanto da Legnago e Brian Lignano. Un vanto statistico indimenticabile resta quello di essere stata l'unica compagine del torneo a non concedere nemmeno un punto al Treviso tra andata e ritorno.
La metamorfosi del gruppo è partita da una fase difensiva diventata quasi impenetrabile, passando da squadra più bersagliata del campionato a muro invalicabile con appena 28 reti subite totali. Nella seconda metà del torneo, i gol incassati sono stati appena 11 in 17 partite, un dato che ha esaltato le doti del portiere Tommaso Sperandio e l'organizzazione tattica imposta dall'allenatore.
Determinanti per questo cambio di marcia sono stati gli innesti di mercato che hanno garantito esperienza e leadership, come Denis Chiesa e Leonardo Raggio in difesa, affiancati dal carisma di Gianmarco Zigoni. Il contributo realizzativo di Alessandro Piu, diventato capocannoniere della rosa con 9 centri, e l'equilibrio tattico garantito da Luca Nicoloso hanno completato l'opera di rinascita.
Il futuro del Conegliano poggia inoltre su basi verdi molto solide, grazie ai rinnovi già siglati da giovani promesse come Tommaso Cazzin e Nicola Dal Pietro. Questa combinazione tra la continuità tecnica di Pontarollo e la valorizzazione dei nuovi talenti rappresenta la strategia scelta dalla dirigenza per stabilizzarsi ai vertici della categoria nel prossimo campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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