Il derby tra L’Aquila e Teramo termina con un risultato pesante che, secondo l'analisi del tecnico rossoblù Mauro Chianese, non rispecchia affatto l'andamento della sfida sul rettangolo verde. L'allenatore ha espresso un profondo rammarico per come la partita sia scivolata via, sottolineando che, nonostante il punteggio finale di 1-3, la sua squadra abbia mostrato carattere e sia rimasta in gara fino ai momenti decisivi.
Per Chianese, la svolta negativa è arrivata proprio quando i suoi uomini sembravano aver ripreso il controllo emotivo e tecnico del match. «Quello che dispiace è che gli episodi purtroppo sono andati verso un altro senso» ha commentato il mister, evidenziando come la rete del 2-1 ospite sia stata una mazzata difficile da digerire, arrivata in un momento di equilibrio sostanziale tra le due formazioni.
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulla discrepanza tra quanto prodotto offensivamente e quanto effettivamente raccolto nel tabellino dei marcatori. Nonostante le numerose occasioni create davanti al portiere avversario, L’Aquila ha pagato a caro prezzo una mancanza di cinismo che sta diventando un fardello pesante in questo particolare periodo della stagione.
«Allo stato attuale tu giochi, sbagli, prendi gol; giochi, crei, ma non finalizzi» ha spiegato amaramente Chianese, descrivendo quello che ha definito come il mood attuale della squadra. Secondo l'allenatore, chi si ferma a leggere solo il risultato finale senza aver assistito alla contesa riceve un'impressione distorta di una partita che ha visto i rossoblù arrivare diverse volte a un passo dalla rete.
Un altro punto dolente toccato durante la conferenza riguarda gli errori individuali che hanno spianato la strada al Teramo, vanificando il lavoro tattico preparato minuziosamente durante la settimana. Il mister ha ammesso di fare fatica a intervenire su sviste dei singoli, pur lodando l'impegno, la corsa e lo spirito di sacrificio messi in campo dai suoi calciatori in una sfida così sentita.
Il dispiacere dell'allenatore è rivolto soprattutto alla piazza e alla dirigenza, conscio dei sacrifici quotidiani che vengono fatti per mantenere alto il livello del club. «Sfido chiunque che è qui presente a dirmi il contrario» ha tuonato Chianese, riferendosi alla convinzione che il divario di due gol visto al triplice fischio sia frutto più della sfortuna e di episodi sfavorevoli che di una reale superiorità degli avversari.
Interpellato sulle difficoltà realizzative che sembrano affliggere L’Aquila da tempo, il tecnico ha preferito limitare il campo alle gare sotto la sua gestione, ribadendo che la preoccupazione sarebbe maggiore se la squadra non riuscisse a produrre gioco. Al contrario, la formazione abruzzese arriva con frequenza negli ultimi sedici metri, mancando però della cattiveria necessaria per chiudere le azioni.
In conclusione, Chianese ha evidenziato come ogni minima sbavatura difensiva o errore di lettura venga puntualmente punito dagli avversari in questa fase del campionato. Se in passato la fortuna poteva aver dato una mano, ora il vento sembra girato, obbligando L’Aquila a una riflessione profonda su come trasformare la mole di gioco in punti concreti per risalire la china.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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