Il tecnico del Picerno, Claudio De Luca, ha analizzato con estrema schiettezza la prova offerta dai suoi ragazzi nella complicata trasferta di Siracusa, manifestando un pizzico di delusione per un successo sfumato proprio nei minuti finali. Nonostante la caratura dell'avversario, l'allenatore era convinto che la squadra avesse le carte in regola per portare a casa l'intera posta in palio.
«Io pensavo fino alla fine di poter vincere la partita. Sapevamo di affrontare una buona squadra come il Siracusa e secondo me l’abbiamo affrontata nel modo giusto» ha esordito De Luca, sottolineando come l'approccio alla gara sia stato coerente con le necessità di una formazione che deve lottare con le unghie per mantenere la categoria.
Il mister ha apprezzato lo spirito di sacrificio mostrato dal gruppo, elemento imprescindibile per chi punta a obiettivi di bassa classifica. «È una squadra che deve salvare la categoria e deve anche saper soffrire, cosa che ho visto fare dai miei ragazzi» ha aggiunto, pur non nascondendo la necessità di correggere alcune lacune strutturali.
Uno dei punti su cui De Luca sta insistendo maggiormente sin dal suo ritorno in panchina riguarda la gestione della sfera e la capacità di abbassare i ritmi quando necessario. «Dovevamo essere più bravi nel tenere palla, è un lavoro che sto facendo da quando sono tornato» ha spiegato il tecnico, rammaricato per l'epilogo del match.
La beffa subita allo scadere rimane il nodo centrale della sua disamina, un errore che ha impedito al Picerno di festeggiare un colpaccio esterno. «Con più cattiveria e attenzione non possiamo subire un gol all’89°, lasciando troppo spazio alle ripartenze avversarie» ha tuonato l'allenatore, convinto che nella ripresa ci fossero stati i presupposti per raddoppiare.
Anche la gestione del vantaggio immediato non ha convinto pienamente la guida tecnica, che avrebbe voluto una reazione diversa dopo la prima rete dei padroni di casa. «Mi è dispiaciuto prendere il gol del pareggio subito. Nel primo tempo ci siamo fatti saltare facilmente in alcune situazioni di possesso e sulle palle inattive» ha analizzato De Luca.
Il tecnico ha poi posto l'accento sulla condizione fisica di alcuni elementi cardine, fattore che ha limitato le sue scelte tattiche nel corso della sfida. La necessità di operare sostituzioni forzate ha infatti privato il Picerno di pedine esperte, fondamentali per amministrare i momenti caldi della contesa.
«Ho dovuto effettuare troppi cambi per piccoli problemi fisici, perdendo alcuni giocatori d’esperienza che avrebbero potuto gestire meglio la palla» ha chiarito il mister, pur precisando che chi è subentrato ha comunque svolto il proprio dovere con estrema serietà e applicazione.
Dal punto di vista tattico, l'allenatore ha promosso il lavoro degli esterni d'attacco, Kanoutè ed Esposito, elogiandoli per il prezioso supporto garantito ai reparti arretrati. «È importante che il blocco lavori come un’unica unità» ha ribadito, confermando la volontà di proporre un calcio più aggressivo e propositivo.
La strada verso la salvezza passa per una crescita costante del baricentro e della cattiveria agonistica, un processo che De Luca considera graduale ma necessario. «Stiamo cercando di alzare il baricentro per essere più propositivi. Dobbiamo crescere nell’aggressività, ma è un processo graduale» ha spiegato analizzando la verticalità del match.
In chiusura, il tecnico ha ribadito la propria fiducia nel gruppo, pur mantenendo alta l'asticella delle pretese. La consapevolezza di aver affrontato un Siracusa collaudato non deve diventare un alibi, ma uno stimolo per migliorare ulteriormente la gestione delle situazioni di gioco.
«Io voglio sempre qualcosa in più dalla squadra: dobbiamo migliorare la gestione del possesso e creare più occasioni, sempre lavorando con l’obiettivo della salvezza davanti a noi» ha concluso De Luca, richiamando tutti alla massima concentrazione per il prosieguo del campionato.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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