Il pareggio ottenuto dal Foggia sul difficile campo di Cava dei Tirreni lascia in dote una scia di polemiche destinate a non esaurirsi nel breve periodo. Al termine del match, il presidente rossonero Casillo ha espresso un mix di sentimenti contrastanti, alternando l'orgoglio per la prova dei suoi calciatori a una rabbia profonda per alcune decisioni arbitrali che avrebbero pesantemente condizionato l'esito della sfida.
Il numero uno del club pugliese ha voluto immediatamente elogiare il gruppo per la mentalità mostrata fin dai primi minuti di gioco, recandosi personalmente negli spogliatoi per manifestare il proprio apprezzamento. «Sono entrato nello spogliatoio e ho ringraziato i ragazzi per l’approccio e per la prestazione di oggi» ha svelato Casillo ai microfoni di Antenna Sud, mettendo in risalto la reazione di una squadra che ha saputo lottare su ogni pallone.
Tuttavia, il clima di soddisfazione per la prestazione è stato subito oscurato dalla contestazione verso la direzione di gara, rea, secondo la società, di aver ignorato un penalty solare a favore dei satanelli. Il presidente ha sottolineato come in sfide così equilibrate e tese siano proprio i singoli episodi a spostare l'ago della bilancia, e che nel pomeriggio odierno la fortuna e il fischietto non siano stati dalla parte del Foggia.
«Non sono assolutamente contento invece per le decisioni arbitrali, perché queste sono partite che si decidono sugli episodi» ha tuonato il patron rossonero, visibilmente irritato per la gestione dei contatti in area di rigore. Secondo la visione della dirigenza, ci sarebbero state situazioni palesi che avrebbero dovuto indurre il direttore di gara ad assegnare il tiro dagli undici metri, un'eventualità che avrebbe potuto cambiare radicalmente il volto della classifica.
La gravità di quanto accaduto, secondo Casillo, spingerà la società a compiere un passo formale presso gli organi competenti per tutelare gli interessi del club. Il presidente ha annunciato l'intenzione di produrre un reclamo scritto per evidenziare quelle che ritiene essere state delle mancanze gravi, sottolineando come il Foggia non sia solitamente una compagine incline a cercare scuse nell'operato dei fischietti.
«Presenteremo una nota ufficiale perché riteniamo di non essere stati tutelati» ha ribadito con fermezza il vertice societario, puntualizzando che la richiesta del club è basata semplicemente sulla ricerca di equità. Il messaggio inviato alla Lega è chiaro: nonostante il momento difficile e l'attuale posizione in graduatoria, il blasone della squadra merita una considerazione diversa da quella mostrata in campo.
Il patron ha infatti ricordato a tutti il peso storico della maglia che rappresenta, chiedendo che non venga fatta alcuna distinzione in base alla situazione contingente dei risultati. «Siamo il Foggia, anche se oggi siamo ultimi in classifica» ha ricordato Casillo, evidenziando l'importanza cruciale della sfida salvezza contro la Cavese e pretendendo che ogni episodio venga valutato con la massima oggettività possibile.
Il finale dell'intervento del presidente è stato un grido di battaglia e di denuncia verso una gestione che ha lasciato l'amaro in bocca a tutto l'ambiente foggiano. Secondo Casillo, le sviste odierne sono state talmente macroscopiche da non poter essere ignorate: «Quello che è successo oggi è qualcosa di grave e resterà negli occhi di tutti» ha concluso amaramente, ponendo l'accento sul diritto di ricevere quanto spetta sul rettangolo verde.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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