Jonathan Ciabuschi, centravanti approdato alla Maceratese durante la sessione invernale, traccia un bilancio della sua esperienza in biancorosso analizzando numeri e dinamiche di gruppo. Con sei marcature siglate in dodici apparizioni, l'attaccante ha dato un contributo essenziale per mantenere la categoria, pur non nascondendo qualche rammarico per l'andamento complessivo.
«I numeri parlano chiaro e non mentono mai: dal mio arrivo a fine gennaio ho messo a segno 6 reti in 12 partite, aiutando la squadra a raggiungere la salvezza, che era il traguardo che più mi premeva. Il gruppo era composto da molti giovani, tanti dei quali erano al debutto; l'Eccellenza è un campionato particolare e lottare per le posizioni di vertice è molto diverso rispetto a quando devi combattere per salvarti».
Analizzando il percorso stagionale, il bomber riflette sulle potenzialità inespresse e sulle difficoltà incontrate specialmente nel girone di ritorno, dove la pressione per i punti salvezza si è fatta sentire maggiormente.
«All'andata la squadra aveva totalizzato 23 punti, mentre nel ritorno ne ha fatti 15. Nella fase finale del campionato è necessario accelerare per centrare i playoff o per garantirsi la permanenza in Serie D, soprattutto in un raggruppamento difficile come il girone F. Noi abbiamo incontrato maggiori ostacoli a causa dell'inesperienza».
Il legame tra Ciabuschi e la piazza di Macerata sembrava scritto nel destino, come dimostra un retroscena di mercato che precede il suo trasferimento definitivo in biancorosso e il rapporto con i tecnici che si sono avvicendati in panchina.
«C'eravamo già incrociati prima che scegliessi Grosseto, poiché conosco bene il direttore per aver condiviso delle esperienze in passato. Avevamo l'intenzione di concludere qualcosa, ma il Grosseto spinse sull'acceleratore garantendomi un'attesa che in quel momento, non essendo al top della condizione, preferii assecondare, prima di decidere di cambiare strada».
«A livello tecnico, con Possanzini mi sono sentito molto più vicino alle idee di Seccardini, l'allenatore dell'Atletico Ascoli, e mi sono trovato bene perché ti concede libertà pur restando il punto di riferimento in avanti. Lauro, invece, si accosta maggiormente alla visione di mister Indiani, con cui ho avuto un ottimo rapporto; lui chiedeva un gioco più dinamico e attacchi continui della profondità. Personalmente, amo stare dentro l'area e aggredire gli spazi».
Un passaggio fondamentale riguarda anche l'integrazione tattica con i compagni di reparto, in particolare con Osorio, che con l'arrivo di Ciabuschi ha potuto riprendere un ruolo più congeniale alle sue caratteristiche tecniche. Come si può notare nell'immagine immagine.png, l'azione dinamica è una costante del gioco dell'attaccante.
«Osorio si era dovuto adattare al ruolo di prima punta e gli venivano chiesti movimenti che non gli appartenevano per natura; quando sono arrivato io, si è sentito più libero di esprimere la sua arte. È un calciatore funambolico a cui non bisogna dare troppi compiti tattici rigidi».
Infine, il calciatore rivolge un pensiero al pubblico e all'obiettivo minimo raggiunto, nonostante le numerose sconfitte che hanno caratterizzato l'annata e che hanno pesato sul morale dell'ambiente.
«Sinceramente speravo di finire in una posizione di classifica migliore, ma l'obiettivo principale è stato centrato. Fin dal mio arrivo mi era stato spiegato che la priorità assoluta era evitare i playout e ci siamo riusciti, anche se in modo un po' faticoso a causa della giovane età della rosa. Mi rammarica molto non aver potuto festeggiare la salvezza insieme ai nostri sostenitori».
«Le 18 sconfitte hanno inevitabilmente lasciato un segno nei tifosi, che erano consapevoli di quale fosse il traguardo iniziale. Certe cadute fanno male, specialmente quelle nei derby o contro l'Ancona, dove il pubblico ci ha seguito con grande calore. Essendo nato in curva, comprendo bene i sacrifici che fanno per sostenerci e l'attaccamento che dimostrano; non credo abbiano pesato le 18 sconfitte in generale, ma quelle più sentite».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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