Marsala, i calciatori scioperano: "Ci fermiamo. Rimborsi fermi ad ottobre, chiediamo una risposta"

10.01.2019 16:00 di Massimo Poerio  articolo letto 828 volte
Marsala, i calciatori scioperano: "Ci fermiamo. Rimborsi fermi ad ottobre, chiediamo una risposta"

Acque agitate in casa Marsala. Di pochi minuti fa il comunicato stampa emesso dai calciatori del club azzurro che chiedono risposte alla società in merito al mancato passaggio di proprietà a Domenico Cottone.

Noi calciatori della Prima Squadra del Marsala Calcio, giunti in data 9 gennaio, nonostante le numerosi riunioni e promesse fatte su un possibile passaggio di quote del pacchetto di maggioranza di proprietà verso l'imprenditore Domenico Cottone, non vediamo alcun tipo di partecipazione del 70% societario, ma solo del 30% riconducibile al "Gruppo Li Causi". Il grosso dell'ammontare della gestione 2018-2019 fino ad oggi è stato a carico del sig.Cottone Domenico, semplice Club Advisor unitamente al "gruppo Li Causi" ed a altri pochi sponsor adoperatisi a finanziare l'insieme delle spese di gestione (rimborsi spese, trasferte, affitti, ristorante, premi partita, cure sanitarie e fornitori, eccetera), oltre che la liquidazione di alcune spettanze relative alla Stagione Sportiva 2017/2018, stagione che ci piace ricordare è culminata con la vittoria del campionato di Eccellenza e relativa promozione in quarta serie nazionale.
Nonostante la confusione societaria imperante manifestatasi fin dalle prime giornate di ritiro e successive problematiche logistiche affrontate (spostamenti da un impianto ad un altro, acqua calda insufficiente a fine allenamento, attrezzature e materiale sportivo insoddisfacente, un terreno di gioco imbarazzante), stiamo dimostrando di ben figurare in campionato, in linea con gli obiettivi prefissati ad inizio stagione (obiettivo salvezza). Aggiungiamo inoltre che i rimborsi spese accordatici sono fermi alle mensilità di ottobre, e sono stati corrisposti dai sopracitati Signori.
In conclusione aggiungiamo che siamo delusi da alcune voci che si rincorrono in città ogni settimana volte a destabilizzare l'ambiente più di quanto già lo sia per i problemi sopra elencati. Tali voci, riguardanti fittizi risultati finali delle gare da noi affrontate, mettono in dubbio la nostra professionalità lavorativa, dignità personale ed integrità morale come nel caso di domenica scorsa in occasione della gara casalinga contro il Rotonda. A metà gara, sullo 0-0, venivamo platealmente accusati di disonorare la Maglia. La partita è stata poi vinta 2-0, cosa che ha consentito di portarci a 30 punti in terza posizione solitaria.
Nella giornata di ieri una nostra delegazione è stata ricevuta dal presidente Giuseppe Milazzo, alla presenza anche del vice-presidente Antonino Lo Presti e del dirigente Francesco Genna. In tale incontro abbiamo chiesto la stipula degli accordi economici per nostra tutela e come richiesto dai regolamenti federali. L'esito della riunione è stato negativo, i contratti rimangono non firmati, e da questo momento in poi, fino a regolarizzazione della nostra posizione, la squadra non si allenerà e ovviamente non prenderà parte a nessuna gara ufficiale.
La Rosa della Prima Squadra, visto quanto esposto, chiede una risposta chiara, esaustiva ed immediata da parte della proprietà e della Società tutta, in modo da garantire ed assicurare le condizioni necessarie a tutelare i nostri diritti di lavoratori. In ultimo la squadra si rivolge alla Città e a tutta la tifoseria Azzurra chiedendo comprensione e solidarietà nei confronti di chi fin adesso ha onorato la Maglia e la Città, sempre con lealtà prima ancora che con risultati sportivi (fino ad oggi eccellenti).