Il direttore generale della Nissa, Giovanni Castronovo, ha affidato ai propri canali social una riflessione intensa e carica di spunti dopo il pari maturato contro il Sambiase, un risultato che pesa sulla classifica ma non sul morale dell'ambiente. Il dirigente ha voluto subito rimarcare la lealtà del confronto sportivo andato in scena in Calabria: «Oggi, di fronte a un Sambiase estremamente combattivo, abbiamo assistito a una partita vera, diversamente da quello che purtroppo si è notato su altri campi in questo turno di campionato».
L'analisi di Castronovo prosegue evidenziando la tenacia degli avversari, che non hanno concesso sconti nonostante le difficoltà numeriche: «I calabresi hanno lottato con il coltello tra i denti, esattamente come è corretto che sia in questo sport, riuscendo a trovare la rete del pareggio persino in condizione di inferiorità dell'organico. Nonostante l'amarezza per il punto, sento il dovere di esprimere la mia gratitudine allo staff tecnico e a tutti i componenti della squadra».
La prestazione dei biancoscudati è stata caratterizzata da una ricerca spasmodica del vantaggio, svanita soltanto per una questione di centimetri nel finale di gara: «I ragazzi hanno cercato il successo fino all’istante finale, ovvero finché la conclusione di Marco Palermo non si è stampata contro la traversa. Quella rete ci avrebbe permesso di continuare a nutrire quel sogno che abbiamo protetto e alimentato con cura per molti mesi durante questa stagione».
Tuttavia, il dirigente nisseno non ha alcuna intenzione di ammainare la bandiera prima del tempo, confidando nei colpi di scena che il calcio sa regalare: «Mancano ancora novantuno minuti da disputare e finché la matematica non emetterà un verdetto definitivo, noi continueremo a crederci fermamente. Nel calcio, così come accade nella vita di tutti i giorni, ogni scenario è possibile e nulla può essere considerato già acquisito o scontato prima del tempo».
Un capitolo fondamentale del suo intervento è dedicato alla straordinaria risposta del pubblico, che ha seguito in massa la squadra in terra calabrese: «Oggi circa seicento nostri sostenitori hanno affrontato una lunga trasferta, utilizzando ogni mezzo possibile per giungere a Lamezia. Per tutta la durata dell'incontro hanno incitato i calciatori senza sosta, dimostrando di aver colto pienamente i sacrifici fatti dal nostro patron Luca Giovannone e manifestando un immenso onore per la maglia della propria città».
Secondo Castronovo, questo ritrovato legame tra la squadra e la comunità rappresenta il punto di partenza imprescindibile per ogni progetto futuro: «Ritengo che questo incredibile patrimonio umano, che è il risultato di mesi e mesi di dedizione e rinunce, non debba assolutamente essere smarrito o sprecato. Bisogna fare in modo che questa fiammamma resti viva, a prescindere da quello che sarà il risultato sportivo finale di quest'anno».
Il direttore generale guarda poi alle prospettive di salto di categoria, ipotizzando diverse strade per raggiungere l'obiettivo prefissato: «Qualora non dovessimo approdare in Lega Pro attraverso la porta principale, ovvero la vittoria del torneo, resta sempre aperta la possibilità della porta secondaria, quella del ripescaggio. In ogni caso, sarà fondamentale ricominciare proprio dal calore e dalla passione del popolo nisseno, che è stato capace di risvegliare un entusiasmo per la Nissa che sembrava essersi spento da tempo».
Le conclusioni di Castronovo sono un inno all'appartenenza e un riconoscimento sincero verso una tifoseria che ha saputo fare la differenza: «È proprio per questa ragione che, con tutto il sentimento che ho in corpo, sento di dover dire un enorme grazie a Caltanissetta. Ripartiremo da qui, con la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante che va oltre il semplice punteggio sul tabellone».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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