Il triplice fischio contro il Termoli non è solo la fine di una partita, ma l'inizio di una nuova era. L'Ostiamare sbarca in Serie C, coronando una stagione straordinaria e riportando il calcio professionistico sul litorale romano. Un trionfo che porta la firma in panchina di mister David D'Antoni, ma che nasce dalla visione e dal cuore del suo presidente d'eccezione: Daniele De Rossi.
Nel post-partita, visibilmente emozionato, mister D'Antoni ha ripercorso le tappe di una cavalcata che ha unito una città e un gruppo di lavoro eccezionale, lasciandosi andare a una lucida disamina tecnica e umana, senza tralasciare i momenti più delicati.
Il primo pensiero dell'allenatore è rivolto al lato umano di questo successo: "Ti dico la verità, sono molto, molto orgoglioso. Orgoglioso perché abbiamo intrapreso questo viaggio con tante persone, dalla squadra, allo staff, alla società, ai magazzinieri, a tutti. Si è creata un'empatia incredibile tra tutti noi. Quando fai un viaggio e lo fai insieme a persone che stimi e con le quali ti trovi bene, ti rimane dentro il cuore. Questa è una vittoria particolare, perché si è creato qualcosa di veramente bello all'interno del nostro contesto. Anche un po' escludendo quella che è la città, proprio all'interno del nostro nucleo si era creata una magia. E vi porto dentro questo: l'aver avvertito la magia che si respira nel calcio quando dentro lo spogliatoio respiri l'aria di vittoria".
Non sono mancati, tuttavia, i momenti di tensione durante l'anno, acuiti dalle dinamiche moderne della comunicazione. Un mondo da cui D'Antoni ha scelto di tenersi alla larga: "Sugli attriti ti dico la verità, penso che oggi sia diventata difficile gestire determinate cose. Io non ho social, non ci vado, non mi interessa. Non è un ambiente che voglio frequentare nella vita, né nel calcio. So che c'è stato un circo lì attorno, ma questo è normale. È normale che sempre quando riesci a stare in testa, a vincere e a fare le cose bene, ti crei delle persone che provano invidia o risentimento. Questo sui social è un po' la norma, perciò non ci vado e non li voglio frequentare, perché è un ambiente che non mi piace. E quindi non mi fa né caldo né freddo. Siamo qui a gioire in mezzo alla gente, insieme alla gente e tra di noi. Era quello che volevamo e quello che volevamo regalare a tutta la società, al presidente e alla gente di Ostia".
Analizzando il percorso sul campo, D'Antoni rivendica i numeri di una squadra che ha saputo resistere al ritorno feroce delle inseguitrici: "Abbiamo girato a 42 punti nel girone d'andata, che sono tantissimi. Oggi siamo a 37 e, se vinciamo col Giulianova, arriviamo a 40. Quindi la flessione di cui tutti hanno parlato in realtà non c'è stata; è che anche gli altri sono andati veramente forte. Sono andati fortissimo, soprattutto l'Ancona nel girone di ritorno ha fatto un cammino incredibile. [...] Voglio fare i complimenti all'Ancona e al Teramo perché ci hanno reso la vita difficilissima in un campionato che invece potevamo aver vinto già da tanto tempo. Sono stati incredibili, ma alla fine credo che noi siamo stati quelli che fin dall'inizio hanno tirato la volata. Siamo stati sempre in testa, non abbiamo mai ceduto. Abbiamo rallentato un pochettino in una fase del campionato, ma quando tutti pensavano che fossimo morti, abbiamo accelerato e dato lo strappo finale. Noi non abbiamo demeritato in nulla: siamo stati un grandissimo gruppo, una grandissima società, una grandissima squadra".
La chiosa finale, densa di emozione, è tutta per Daniele De Rossi. Dalle radici a Ostia, all'esonero dalla Roma, fino alla rinascita con il club lidense. Una sceneggiatura perfetta, come sottolinea lo stesso D'Antoni: "Nel calcio le storie contano molto e questa è forse la storia più bella di questo girone. La storia di un ragazzo che è partito da qua, si è preso tutto nel calcio e, dopo 25 anni, il suo primo pensiero, quando è stato mandato via, è stato per l'Ostiamare. Di salvarla e di accompagnarla in questo viaggio bellissimo. Ci sono tanti pensieri dopo una vittoria: per il mio staff, la squadra, la mia famiglia che è sempre presente. Ma vorrei dedicare questo campionato al nostro presidente, visto che è stato sempre così carino con me. È stato veramente l'arma in più di questa squadra, di questa società. Ha visto molto più lungo di noi e noi abbiamo messo in atto quella che era la sua idea, il suo sogno. Ne siamo orgogliosi, siamo fieri di aver scritto una pagina così importante per l'Ostiamare, ma sono convinto anche per la sua vita sportiva. È stata una presenza costante, una guida, una persona che ci ha sostenuto in ogni cosa. E quindi il mio pensiero oggi va a Daniele, lo voglio chiamare così perché tra mister e presidente non so mai come lo devo chiamare. La nostra è stata la narrazione più bella tra tutte le storie che ci potevano essere, e siamo orgogliosi di averne fatto parte".
Ostia festeggia. Il mare di Roma, oggi, si tinge definitivamente dei colori della Serie C. Sotto la stella di Daniele De Rossi e la guida sapiente di David D'Antoni.
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