La sconfitta casalinga per 1-3 contro il Milan Futuro passa in secondo piano di fronte alla notizia che scuote l'ambiente neroverde. Al termine della gara del "Provasi", il Direttore Sportivo Salvatore Asmini ha annunciato le proprie dimissioni, mettendo fine a un'avventura lunga e ricca di successi. In una conferenza stampa fiume, dai toni accorati, orgogliosi e a tratti polemici, lo storico dirigente ha voluto salutare l'ambiente, ringraziare i suoi collaboratori e togliersi qualche sassolino dalla scarpa, difendendo a spada tratta il lavoro di mister Ivan Del Prato e della squadra.
L'esordio di Asmini in sala stampa è subito diretto, seppur velato di amarezza per il momento scelto, figlio della sconfitta odierna: "Avrei preferito fare e dire questa cosa in altri tempi, visto che anche oggi purtroppo non è andata bene. Ve lo dico con sincero dispiacere, ma questa cosa andava fatta più avanti, ma visto e considerato che non c'è la possibilità di avervi qua tutti presenti, ho voluto questa situazione proprio perché riguarda voi, riguarda lo staff medico, lo staff tecnico".
Poi, la doccia fredda: "Come in tutte le cose nella vita c'è sempre un inizio, ma inesorabilmente c'è anche una fine. Oggi è la fine della mia presenza alla Castellanzese in qualità di direttore sportivo. Chiaramente resto a disposizione fino al 30 giugno per qualunque cosa, ne ho parlato col presidente e l'ho avvisato venerdì. Mi dispiace proprio veramente di questa situazione perché lascio dopo 13-14 anni".
L'orgoglio per il lavoro svolto emerge prepotente quando il Ds si rivolge ai detrattori: "Vorrei ricordare ai miei amici gufi che quando sono arrivato alla Castellanzese si navigava tra la Prima Categoria e la Seconda Categoria. Col mio avvento, due anni di Prima, due anni di Promozione, due anni o tre di Eccellenza e sette anni di Serie D. Dunque, di tutto sbagliato non credo di aver fatto. Questo grazie sicuramente all'appoggio e ai sacrifici della famiglia Affetti, questo non va mai, non va mai scordato".
Il momento più intenso arriva con i ringraziamenti. Il primo pensiero è per Ivan Del Prato, con cui Asmini ammette di aver instaurato un rapporto speciale, in controtendenza rispetto al suo passato: "Oggi sono veramente in difficoltà... Ci tenevo a questo incontro proprio perché volevo ringraziare innanzitutto lo staff tecnico, e in primis mister Del Prato. Chi mi conosce sa che non ho mai avuto buoni rapporti con gli allenatori, non prendo neanche il premio quest'anno perché ho iniziato e finito con questo allenatore. Stiamo parlando prima di tutto di un uomo, e poi di un ottimo allenatore, di una grande persona. E questo fa la differenza, sempre e comunque. Ha saputo calarsi nella parte".
Asmini ricorda poi un aneddoto legato all'esonero di Cotta: "L'avevo già interpellato l'anno scorso quando c'è stato l'avvicendamento di Cotta... lui aveva altri progetti, ma quando l'ho richiamato è bastata mezz'ora per parlarci, si è incontrato col presidente e con grande soddisfazione è arrivato qua".
E sulla rosa a disposizione, il giudizio del Ds è netto, nonostante le difficoltà in classifica: "La cosa che più mi dispiace è che quest'anno posso dire che è stata allestita, secondo me, la squadra più forte dei sette anni di Serie D, tolto l'anno del secondo posto. È certo che in quell'anno non abbiamo fatto 7 partite e 9 pali. Con quest'anno tra infortuni, pali, traverse, non ci è girata benissimo. Ma ciò non toglie il grande lavoro, perché al campo ci sono sempre, e dunque ho sempre visto il lavoro del mister: un lavoro preciso, mirato. Il rammarico è proprio questo: con una squadra buona e un ottimo allenatore, ci ritroviamo purtroppo a commentare questa situazione".
Asmini passa poi in rassegna gli uomini ombra che hanno tenuto in piedi la squadra: "Un altro grande ringraziamento va al professor Faletti. Avendolo conosciuto negli anni precedenti non voglio neanche parlare della sua professionalità. Vorrei aggiungere che è un'altra persona, un uomo, che in questi anni ha sempre saputo entrare nella testa dei giocatori. Battute, ridere, scherzare... vi ha tirato un mazzo non indifferente col sorriso sulle labbra perché ogni settimana s'inventava qualcosa. Un ringraziamento al preparatore dei portieri Morlin, che con tecniche innovative ha cercato nel limite del possibile di migliorare i quattro portieri che si sono alternati. Un altro ringraziamento grande grande va allo staff medico, capeggiato dal dottor Fabio Galimberti, che col suo medical è sempre stato super disponibile, dal lunedì mattina al venerdì sera, più sabato e domenica. È vero che i miracoli non li fa nessuno, ma qualche miracolino è stato fatto, grazie anche al supporto di un professionista come il dottor Maciocie".
Un passaggio speciale, tra il serio e il faceto, è riservato allo storico Team Manager: "Poi dovrei ringraziare Gigi Campolongo. Ma Gigi non lo devo ringraziare, lo devo abbracciare perché mi ha veramente sopportato in questi anni. Qualche volta sono andato oltre le righe sbagliando. D'altra parte quando uno mi chiede 'ma Gigi Campolongo cos'è? Il team manager?' Sì, è il team manager, poi se volete vi dico gli altri sei o sette lavori che fa che non gli competono. Ogni volta che mi giravo c'era solo ed esclusivamente Gigi Campolongo. Dunque, se hai preso qualche madonna la colpa non è mia, è che c'eri solo tu!"
Infine, il saluto a chi lavora dietro le quinte: "Ringrazio Biasiolo che ha collaborato sempre con me... prezioso. Ringrazio la stampa, voi, Venetazzo, Mauro il fotografo, voi edicolanti che siete sempre stati presenti".
Prima di concludere, Asmini lancia un duro monito riguardo alle strutture sportive: "Un'ultima cosa, che è la fondamentale e la farò in separata sede, è ringraziare la famiglia Affetti, il presidentissimo Giuseppe, Alberto, per avermi sopportato e supportato. [...] Abbiamo parlato di infortuni. Bisognerebbe che qualcuno si rendesse conto, nelle parti alte della città, che la maggior parte degli infortuni sono dovuti a un campo sintetico disastroso. E se non c'è interesse a sistemare il campo d'allenamento disastroso, l'anno prossimo non avrete voglia di contare gli infortunati, perché nessuno vorrà venire a giocare qui. Dunque non basta venire a vedere le partite, bisogna anche intervenire e dare una mano a una famiglia e a delle persone che hanno portato la Castellanzese dove in tanti se lo sono sognato".
A margine della conferenza, rispondendo a una domanda del giornalista Alessio Salerio su un suo possibile addio definitivo al calcio, Asmini chiosa con ironia: "Se c'è qualche squadra di pazzi che mi può prendere, conoscendo il mio carattere... non ci penso minimamente (a smettere, ndr), poi dipende dove potrei andare. Se vado in certi posti duro quindici giorni e mi dicono 'grazie e arrivederci'. Dunque il mio futuro è a casa, se eventualmente ce la farò a stare a casa, o trovare un qualcosa dove ci sia già una buona struttura, con delle persone di mio gradimento - scusate la presunzione - e avere una parte marginale per controllare e fare".
L'ultimo atto del Ds è una richiesta diretta ai suoi giocatori: "Queste due partite sarò presente con lo stesso entusiasmo che ho sempre messo. Quest'anno mi sono sentito a volte inutile, perché chi mi conosce sa che ho avuto modo di assistere a qualche show negli spogliatoi non leggero negli anni passati, mentre quest'anno non è mai successo e il merito va a mister Del Prato. Questa squadra è formata da ottimi ragazzi, si sono messi a disposizione e hanno formato un gruppo coeso. Tiriamo su le maniche, mettiamo giù la testa, non pensiamo in negativo ma in super-ottimismo, perché abbiamo bisogno di ottimismo e un briciolo di fortuna in più per tirarci fuori in queste due partite".
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