C’è un momento esatto in cui le stagioni svoltano. Per la Nissa, impegnata nell'infernale Girone I di Serie D, quel momento coincide con i primi giorni di dicembre, quando dal mercato di riparazione è sbarcato in Sicilia, Fabio Alagna. Chi si aspettava il classico finalizzatore, l’uomo da piazzare al centro dell’area a capitalizzare i palloni vaganti, si è ritrovato invece davanti a una metamorfosi calcistica tanto inaspettata quanto devastante.

Oggi la Nissa guarda molte rivali dall'alto verso il basso: seconda in classifica a quota 53 punti, in piena rincorsa, trascinata non (solo) dai gol del suo centravanti, ma dalla sua strabiliante capacità di inventarli per gli altri.


Leggendo un pezzo della concorrenza, che si limitava a una fredda disamina statistica, ci si rende conto che a volte i numeri da soli non bastano a spiegare l'anima del calcio. Sì, Alagna ha messo a referto 7 assist in 12 presenze (di cui solo 9 dal primo minuto). Sì, viaggia alla mostruosa media di un passaggio vincente ogni 121 minuti. Ma il vero dato clamoroso è il contesto.

Arrivare a stagione in corso significa dover memorizzare schemi, capire i compagni, adattarsi a un nuovo spogliatoio. Alagna non lo ha fatto subendo il gioco, lo ha fatto creandolo. Attualmente, nella speciale classifica degli assist-man del girone, è secondo solo a Maltese del Gela (a quota 8). Ma attenzione al dettaglio: Maltese ha avuto un'intera stagione per costruire il suo bottino, Alagna ci ha messo poco più di tre mesi. Un'accelerazione impressionante. I due gol segnati? Quasi un corollario per uno che, all'improvviso, ha deciso di vestire i panni del trequartista intrappolato nel corpo di un numero nove.


Ma perché Alagna sta dominando in questa veste? La risposta è squisitamente tattica. Forte di una struttura fisica imponente e di un'esperienza maturata tra Serie D e Lega Pro, l'attaccante ha capito come diventare un rebus irrisolvibile per le difese avversarie. Gioca spalle alla porta con la lucidità di un playmaker, calamita i centrali avversari e, con sponde intelligenti e visioni periferiche, apre voragini in cui si buttano a nozze i compagni.

Non è un caso che dietro di lui, nelle statistiche di squadra, ci siano Rotulo (5 assist), Agnello (4) e Palermo (3). Alagna ha innescato un effetto domino: la sua generosità ha deresponsabilizzato i singoli, trasformando il reparto offensivo della Nissa in una cooperativa del gol dove tutti sanno che, prima o poi, il pallone giusto arriverà.


Lo ha sottolineato giustamente anche la società in un recente comunicato, parlando di un'evoluzione "da finalizzatore puro a uomo squadra". Ed è qui la vera notizia, quella che attira i riflettori degli addetti ai lavori. Rinunciare a una fetta del proprio egoismo sotto porta per mettersi al servizio del collettivo richiede un'intelligenza calcistica superiore alla media. È il passaggio dall'essere un "buon giocatore" all'essere un "leader tecnico".

La Nissa ha trovato il suo faro. E se la rincorsa alla vetta del Girone I dovesse concretizzarsi in qualcosa di storico, la copertina non andrà soltanto a chi spingerà il pallone in rete per l'ultima, decisiva volta. Una buona fetta di quel merito andrà a chi, arrivato nel freddo di dicembre, ha deciso di scaldare il motore della squadra regalando palloni d'oro. Perché i grandi bomber fanno vincere le partite, ma i grandi uomini squadra fanno vincere i campionati.

Sezione: Serie D / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 15:30
Autore: Elena Carzaniga
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