Al termine della sfida interna che ha visto il Potenza uscire sconfitto di misura contro il Benevento, l'allenatore Pietro De Giorgio ha analizzato la gara con un misto di orgoglio e profondo rammarico. Il tecnico ha evidenziato come la sua squadra avesse approcciato il match con la giusta mentalità, riuscendo a mettere in seria difficoltà la capolista per lunghi tratti, specialmente durante una prima frazione di gioco interpretata quasi alla perfezione dal punto di vista tattico.
«Sapevamo che loro non avrebbero accettato il nostro palleggio, lo hanno fatto nei primi minuti e poi hanno tirato dietro il terzino ma noi siamo stati bravi a non subire il loro atteggiamento» ha esordito il mister in conferenza stampa. De Giorgio ha rivendicato la qualità della manovra espressa dai suoi uomini, capaci di imporre il proprio ritmo nonostante la caratura dell'avversario e di limitare quasi del tutto le iniziative offensive dei giallorossi nei primi quarantacinque minuti.
Il tecnico ha parlato apertamente di una prova di altissimo livello, definendola senza mezzi termini come una prestazione maiuscola, pur sottolineando la mancanza di quell'astuzia necessaria per portare a casa un risultato positivo in match così equilibrati. «Nel primo tempo abbiamo concesso poco, siamo stati la squadra che ha messo più in difficoltà il Benevento: è stata una prestazione maiuscola, ma dispiace perché dobbiamo essere più furbi» ha aggiunto con amarezza.
Proprio l'episodio che ha deciso l'incontro è finito sotto la lente d'ingrandimento dell'allenatore del Potenza, che ha puntato il dito su una gestione poco lucida di un momento critico. La rete campana è infatti arrivata in una fase concitata in cui i padroni di casa avevano un calciatore infortunato sul rettangolo verde. «Abbiamo preso gol perdendo palla con un nostro giocatore a terra: dovevamo metterla fuori» ha sentenziato De Giorgio, richiamando i suoi a una maggiore malizia agonistica.
La mancata capitalizzazione delle tante palle gol create nel primo tempo resta il rimpianto più grande per lo staff tecnico lucano, consapevole che contro corazzate di questo tipo ogni errore si paga a caro prezzo. «Se crei quattro occasioni importanti contro il Benevento nel primo tempo, le devi sfruttare: nella ripresa c'è stato un nostro calo, loro sono stati bravi perché sanno quando cambiare ritmo e far male» ha osservato il mister, ammettendo la superiorità degli ospiti nella gestione dei momenti chiave.
Il secondo tempo ha visto un Potenza meno brillante, complice anche una temperatura elevata che ha prosciugato le energie fisiche e mentali dei protagonisti in campo. «Dopo il gol c'è stato un momento in cui sembrava non avessimo più la forza. Il Benevento ci ha fatto spendere energie quando aveva la palla, noi non eravamo freschi come nel primo tempo e anche il caldo ha influito» ha spiegato De Giorgio, analizzando il calo di intensità della sua formazione.
Nel tentativo di riequilibrare le sorti dell'incontro, l'allenatore ha provato a pescare dalla panchina inserendo forze fresche in mediana e sulle corsie esterne, senza però ottenere gli effetti sperati in termini di spinta e pericolosità. «Ho provato a cambiare qualcosa per dare forze nuove perché avevamo perso un po' di intensità, ma neanche chi è entrato è riuscito a farci fare quel cambio di marcia che mi aspettavo» ha confessato con onestà il timoniere rossoblù.
Sollecitato su un confronto tra le big del campionato, De Giorgio non ha avuto dubbi nell'incoronare la squadra di Auteri come la più attrezzata del girone, pur ricordando le diverse dinamiche tattiche rispetto ad altre pretendenti al titolo. «Il Benevento vuole dominare la partita, avere sempre palla tra i piedi e far correre tanto gli avversari. Confermo che è la squadra più forte e merita di stare dov'è» ha dichiarato, preferendo non fare paragoni diretti con il Catania a causa dell'inferiorità numerica subita nel precedente scontro con gli etnei.
Nonostante il dispiacere per aver visto cadere il fortino di casa, l'allenatore ha voluto comunque rendere merito all'impegno profuso da tutto il gruppo, uscito dal campo tra gli applausi per aver lottato fino all'ultimo secondo. «Siamo mortificati per aver perso l'imbattibilità in casa, c'è rammarico ma abbiamo sudato la maglia e dobbiamo fare i complimenti all'avversario. Non abbiamo demeritato, arrivando a impensierire parecchio il Benevento» ha concluso Pietro De Giorgio.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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