Al termine della sfida che ha visto la Sarnese uscire sconfitta dal confronto con il Fasano, l'allenatore Salvatore Campilongo ha rilasciato dichiarazioni cariche di amarezza ai microfoni di Antenna Sud. Il tecnico non ha usato giri di parole per analizzare il momento difficile dei suoi ragazzi, evidenziando una preoccupante lacuna psicologica che sembra emergere proprio nei momenti di massimo vantaggio durante i novanta minuti.
«La mia squadra, purtroppo, appena passa in vantaggio ha questa fragilità mentale che alla minima occasione contro subisce gol» ha esordito il mister, ponendo l'accento su un limite caratteriale che sta costando caro in termini di classifica. Secondo l'analisi di Campilongo, la squadra non riesce a gestire la pressione del risultato acquisito, finendo per concedere spazi agli avversari anche in situazioni apparentemente sotto controllo.
Il disappunto dell'allenatore si è fatto ancora più marcato analizzando lo sviluppo della seconda frazione di gioco, giudicata insufficiente sotto il profilo dell'intensità agonistica. «Il secondo tempo non mi è piaciuto affatto sotto il punto di vista della cattiveria e dell’aggressività» ha rimarcato con fermezza, sottolineando come la mancanza di mordente sia stata determinante per l'esito finale della gara disputata contro i pugliesi.
Un passaggio cruciale dell'intervento ha riguardato la disattenzione difensiva che ha spianato la strada al successo del Fasano, un errore che il tecnico ha definito inaccettabile per una compagine che lotta per mantenere la categoria. «Abbiamo regalato un gol che non possiamo permetterci» ha tuonato Campilongo, richiamando l'intera rosa a una maggiore concentrazione per evitare cali di tensione così letali in questa fase del torneo.
Il mister ha poi lanciato un monito chiaro a tutto l'ambiente, chiedendo una presa di coscienza immediata sulla realtà dei fatti e sulla durezza della Serie D. «Tutti quanti dobbiamo capire l’importanza di questa categoria perché se vogliamo salvarci dobbiamo affrontare queste ultime 8 partite come fossero delle finali» ha avvertito, tracciando la rotta per un finale di stagione che non ammette più passi falsi o distrazioni.
L'invito finale alla squadra è stato quello di abbandonare ogni tipo di rimpianto o di proiezione su potenziali traguardi ormai lontani, focalizzandosi esclusivamente sulla dura lotta per la permanenza nel girone. «Non dobbiamo pensare a cosa potevamo essere ma al fatto che abbiamo solo 28 punti» ha concluso amaramente Campilongo, fotografando con realismo la situazione critica di una Sarnese chiamata a un cambio di passo immediato.
La prestazione odierna lascia dunque molti interrogativi su cui lo staff tecnico dovrà lavorare intensamente nei prossimi giorni, cercando di ricostruire quel muro difensivo e quella solidità mentale che sembrano smarriti. Per raggiungere la salvezza servirà un approccio diametralmente opposto, fatto di quella ferocia sportiva che oggi, secondo il parere del tecnico, è mancata totalmente sul rettangolo verde.
Ogni singola partita da qui alla conclusione del campionato rappresenterà un bivio fondamentale e il tecnico campano pretende che i suoi uomini scendano in campo con la consapevolezza di chi si gioca tutto. Solo attraverso un'assunzione di responsabilità collettiva e un ritorno ai concetti base di umiltà e sacrificio la Sarnese potrà sperare di invertire una rotta che si è fatta pericolosamente tortuosa.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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