Il campionato di Serie D, girone C, ha vissuto domenica sera un passaggio cruciale nella corsa alla promozione. Il posticipo della nona giornata di ritorno ha visto trionfare la capolista Treviso, che ha espugnato il campo dell'Union Clodiense con un netto 2-1, mettendo di fatto una seria ipoteca sul salto di categoria.

La sfida, disputata allo stadio Tenni, rappresentava un autentico crocevia per le ambizioni delle due formazioni. Da una parte il Treviso, saldamente al comando della classifica e determinato a consolidare il proprio vantaggio. Dall'altra la Clodiense di Roberto Vecchiato, chiamata a un'impresa per rimanere agganciata alla lotta per la vetta.

L'atmosfera vissuta sul rettangolo verde trevigiano ha rispecchiato l'importanza della posta in palio. Intensità agonistica, tensione palpabile e un clima da palcoscenico superiore hanno accompagnato novanta minuti di calcio vissuti con il fiato sospeso, conclusi tra l'esplosione di gioia collettiva di un pubblico in delirio.

La partita ha visto fin dalle battute iniziali il Treviso assumere il controllo delle operazioni. Al quinto minuto si è registrata la prima conclusione degna di nota: Gianola ha impegnato l'estremo difensore ospite con un tentativo dalla lunga distanza. La supremazia territoriale della compagine di casa si è confermata nei minuti successivi, mentre gli avversari hanno faticato a creare occasioni pericolose.

Il momento chiave del primo tempo è arrivato al ventunesimo. Gucher, capitano della squadra, ha scagliato un diagonale potentissimo dalla distanza: la traiettoria del pallone ha baciato il montante prima di insaccarsi alle spalle del portiere per l'1-0. L'esultanza del numero uno biancoceleste si è caricata di un ulteriore significato emotivo: sotto la tribuna, il giocatore ha mostrato al pubblico la maglia di Gigi Scotto, costretto a saltare l'impegno a causa di un problema fisico.

La reazione della Clodiense non si è fatta attendere. Al venticinquesimo minuto un traversone pericoloso nell'area trevigiana ha quasi sorpreso De Paoli, che per poco non ha trovato l'incornata vincente su Vadjunec. Cinque minuti più tardi, Ba si è liberato completamente in occasione di un calcio d'angolo, ma la sua conclusione aerea ha terminato la corsa oltre la traversa.

Sul finire della prima frazione, al trentottesimo, il Treviso ha sfiorato il raddoppio in una circostanza rocambolesca: da un corner è nata un'azione convulsa nell'area piccola, con il pallone che ha colpito nuovamente il palo a portiere ormai superato. Sulla prosecuzione dell'azione, Gianola ha tentato ancora la via della rete dalla distanza, senza però trovare lo specchio.

Il secondo tempo si è aperto con ritmi ancor più elevati. Al sesto minuto Artioli ha scaricato un destro violentissimo da fuori area, costringendo Minozzi a una respinta sopra la traversa. L'episodio ha anticipato di pochissimo il gol del raddoppio: sulla ripartenza successiva, lo stesso Artioli ha sfondato sulla fascia destra confezionando un cross teso verso il centro dell'area, dove Perin ha svettato di testa insaccando per il 2-0.

Il match sembrava ormai indirizzato, ma al nono minuto un'altra occasione trevigiana ha testimoniato la voglia di chiudere definitivamente i conti: Brigati ha percorso tutta la corsia servendo ancora Artioli, fermato da una questione di centimetri nel tentativo di arrivare in spaccata sul pallone.

La Clodiense, tuttavia, ha dimostrato carattere e non ha abbandonato le proprie ambizioni. Al tredicesimo della ripresa, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, una carambola nell'area piccola ha favorito l'ex Gnago, più rapido di tutti nell'insaccare per il 2-1 che ha riaperto improvvisamente la partita.

Gli ultimi venticinque minuti hanno visto gli ospiti riversarsi costantemente nella metà campo avversaria. Al ventiduesimo Menato ha provato la conclusione dalla distanza, neutralizzata centralmente da Vadjunec. Sessanta secondi dopo, Menghi ha tentato addirittura la soluzione diretta su punizione laterale, cercando di sorprendere il portiere lontano dalla linea di porta e sfiorando l'impresa.

Il forcing finale della formazione di Chioggia si è protratto fino ai minuti di recupero, con Rosso che ha provato di testa senza però riuscire a superare l'attento Vadjunec. Al quarantanovesimo, un intervento irregolare di Maestrelli su Gucher a centrocampo è costato all'autore del fallo l'espulsione diretta, lasciando gli ospiti in inferiorità numerica. Dopo gli ultimi, convulsi assalti, il triplice fischio dell'arbitro ha liberato la gioia incontenibile del Tenni.

Con questa vittoria, il Treviso FBC consolida una posizione di forza che appare ormai schiacciante. Sedici punti di vantaggio sulla seconda classificata rappresentano un cuscinetto rassicurante a poche giornate dal termine della stagione regolare. Per una piazza che sogna il ritorno nel professionismo, la serata del Tenni potrebbe essere ricordata come il momento in cui quel sogno ha iniziato a trasformarsi in realtà concreta.

Il pubblico ha risposto presente, riempiendo ogni settore dello stadio e creando un'atmosfera da categoria superiore. Un segnale importante anche in prospettiva futura, che testimonia come la città sia pronta ad abbracciare nuovamente il calcio che conta. Ora servirà completare l'opera, mantenendo alta la concentrazione nelle ultime giornate per tagliare un traguardo che manca da troppo tempo.

La prestazione della squadra ha confermato la solidità di un gruppo capace di gestire la pressione degli scontri diretti e di rispondere presente nelle serate decisive. Il contributo del capitano Gucher, sia in termini realizzativi che di leadership, e la capacità di soffrire nei momenti difficili della ripresa dimostrano la maturità di una formazione costruita per vincere.

Il cammino verso la Serie C prosegue dunque con rinnovata fiducia. Per il Treviso, quella di lunedì sera potrebbe essere stata la notte che ha cambiato la stagione e, forse, il futuro.

Per la Clodiense, invece, questo ko rappresenta un duro colpo alle ambizioni di rientrare nella lotta per il primato. Il divario accumulato nei confronti della vetta rende ora estremamente complicato qualsiasi tentativo di recupero, relegando probabilmente i lagunari a competere per altre posizioni di classifica.

Nelle prossime giornate, il Treviso avrà l'opportunità di gestire il proprio patrimonio di punti, potendo affrontare i restanti impegni con la consapevolezza di avere il destino nelle proprie mani. Un eventuale approdo alla categoria superiore rappresenterebbe un traguardo importante per la società e per l'intera piazza, coronando un campionato finora praticamente perfetto.
 

TABELLINO – 26^ Giornata Serie D 25/26 – Girone C

TREVISO FBC 2– UNION CLODIENSE CHIOGGIA 1 (1° T. 1-0; 2° T. 1-1)

GOL: pt. 21’ Gucher (TV), st. 7’ Perin (TV), st. 13’ Gnago (CL).

TREVISO FBC (4-3-2-1): Vadjunec, Brigati, Munaretto, Martinelli, Guerriero (st. 44’ Fragnelli), Perin (st. 48’ Chiabotto), Gianola, Artioli (st. 44’ Salvi), Gucher (CAP), Beltrame (st. 24’ Francescotti), Svidercoschi (st. 16’ Brevi). Panchina: De Franceschi, De Lazzari, Salvi, Kalombola, Fragnelli, Rizzotto, Brevi, Chiabotto, Francescotti. Tribuna: Cecchin, Patalano. Indisponibili: Serena, Scotto. All. Gorini.

UNION CLODIENSE CHIOGGIA (4-2-3-1): Minozzi, Codromaz (st. 10’ Menato), Montin (CAP), Farabegoli, Gueli (st. 28’ Zorzi), Ba (st. 10’ Cocola), Menghi, De Paoli (st. 34’ Ricciardi), Trolese (st. 39’ Maestrelli), Rosso, Gnago. Panchina: Fall, Zorzi, Carraro, Cocola, Maestrelli, Nordio, Ricciardi, Favaretto, Menato. All. Vecchiato.

AMMONITI: pt. 13’ Ba (CL), pt. 17’ Brigati (TV), pt. 27’ De Paoli (CL), st. 50’ Visentin (TV).

ESPULSIONI: st. 49’ Maestrelli (CL).

ARBITRO: Riccardo Teodoli (AIA Aprilia).

ASSISTENTI: Davide Adinolfi (AIA Salerno), Michele Bonavita (AIA Foggia).

NOTE
Angoli 7-4. Recupero st. 5’. Spettatori 3.450.

UNDER TREVISO FBC: Vadjunec ’06, De Franceschi ’06, Cecchin ’08, Premier Sozza ’08, De Lazzari ’07, Kalombola ’05, Guerriero ’05, Fragnelli ’05, Rizzotto ’07, Perin ’07, Chiabotto ’07, Mbengue ‘08, Patalano ’05, Kamara ’09, Francescotti ’05.

Sezione: Serie D / Data: Lun 02 marzo 2026 alle 22:06
Autore: Chiara Motta
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