Nonostante la sconfitta casalinga subita per mano del Barletta in uno scontro diretto d'alta classifica, il tecnico della Paganese, Raffaele Novelli, si è presentato in sala stampa con un'analisi lucida e per nulla arrendevole. L'allenatore ha voluto sottolineare la prova d'orgoglio dei suoi ragazzi, capaci di reagire con veemenza nella ripresa nonostante l'inferiorità numerica che ha condizionato pesantemente lo sviluppo tattico dell'incontro fin dalle prime battute.
«C'è l'avversario che non te lo permette a volte di fare quello che vorresti, questa è una squadra che ha qualità» ha ammesso Novelli, rendendo merito alla caratura del Barletta ma rivendicando con forza la bontà della prestazione offerta dai suoi uomini, specialmente nel secondo tempo. Secondo il mister, vedere una squadra che in dieci uomini crea tre palle gol nitide e mette in difficoltà la capolista è il segnale più importante di vitalità.
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulle enormi difficoltà vissute durante la settimana di preparazione, segnata da un'emergenza senza precedenti nel reparto di metà campo. «Abbiamo avuto fino a venerdì un solo centrocampista, avevamo cinque elementi fuori su sei in un solo reparto» ha rivelato Novelli, spiegando come gli infortuni di Graziani, Mancino, Langella e La Briola abbiano minato la continuità degli allenamenti.
Proprio la condizione precaria di molti effettivi ha costretto l'allenatore a cambi obbligati e a una gestione dei minutaggi molto rischiosa, come nel caso di Mancino, entrato e poi uscito quasi subito per evitare ricadute più gravi dopo un solo allenamento nelle gambe. «Non è un alibi, ma quando perdi così tanti pezzi in un reparto perdi necessariamente qualcosa sotto l'aspetto dell'intensità» ha sottolineato il timoniere azzurrostellato.
Un punto fermo della conferenza è stata la strenua difesa dei propri attaccanti, messi a confronto con i terminali offensivi del Barletta e in particolare con Da Silva, autore della doppietta decisiva. Novelli è stato categorico: «Io non cambio né Negro, né Under, né Paredes con quelli del Barletta. Under ha fatto un'ottima partita e non lo trovo inferiore a Da Silva, i miei desidero solo i miei».
Il tecnico ha poi puntato il dito contro la direzione arbitrale, rea di aver indirizzato la gara dopo soli venti minuti con un calcio di rigore e un'espulsione che hanno trasformato il match in una montagna quasi impossibile da scalare. «Una partita così importante tu l'ammazzi così, spero che un osservatore possa determinare certi aspetti che non possono essere ripetitivi» ha dichiarato con amarezza, pur chiedendo ai suoi di non cadere nella trappola della rabbia.
Nonostante il rammarico per gli episodi, Novelli ha lodato la maturità nervosa dei calciatori che sono rimasti in partita senza farsi trascinare dal nervosismo, evitando ulteriori cartellini che avrebbero compromesso anche le prossime sfide. «Siamo stati bravi a non cadere nell'istinto e nella rabbia, pensando che il campionato è ancora lunghissimo» ha osservato, ribadendo che la classifica va guardata solo alla fine del percorso.
Ai tifosi, che hanno gremito il Marcello Torre creando un clima di grande attesa e passione, il mister ha voluto inviare un messaggio di ringraziamento e di speranza, assicurando che la squadra darà tutto fino all'ultima giornata. «I tifosi hanno sempre dato la forza di rialzarci nelle difficoltà. Questa partita non determina tutto, bisogna avere il coraggio di osare quando il campionato si riduce» ha concluso il tecnico.
La Paganese esce dal campo senza punti ma con la consapevolezza di essere una squadra che ha cuore, idee e una precisa identità di gioco che non viene meno nemmeno nelle situazioni più complicate. Per Novelli la strada è tracciata: recuperare gli infortunati e continuare a lottare su ogni pallone, convinto che il gruppo abbia tutte le carte in regola per dire la sua fino al termine della stagione.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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