La Reggina si presenta all'appuntamento con la Gelbison cavalcando un'onda di entusiasmo che ha trasformato radicalmente il volto della stagione amaranto.
Dopo l'ottava vittoria consecutiva ottenuta contro la Vibonese, la squadra di Alfio Torrisi ha dimostrato una maturità crescente, consolidando una solidità difensiva che ha permesso di subire un solo gol nelle ultime otto uscite.
Tuttavia, il tecnico siciliano, intervenendo nella conferenza stampa anticipata per permettere la trasferta a Vallo della Lucania, ha voluto immediatamente spegnere ogni accenno di presunzione. Secondo l'allenatore, il segreto della risalita risiede proprio nella capacità di mantenere i piedi ben piantati a terra, consapevole che il girone di ritorno nasconde insidie diverse e che le medie punti tendono fisiologicamente a calare.
L'analisi di Torrisi si è focalizzata sulla necessità di approcciare il match con la stessa "fame" che ha caratterizzato l'ultimo mese. Per il mister, la superiorità tecnica della rosa amaranto non può prescindere da una base di cattiveria agonistica pari a quella degli avversari.
«La Reggina deve pareggiare quantomeno la cattiveria agonistica, la fame e la ferocia con le altre squadre: questo è il primo passo, perché pareggiando questo la qualità che ha questa squadra non ce l'ha nessuno», ha dichiarato con fermezza, ribadendo che il destino del campionato rimane nelle mani del suo gruppo, a patto di non smarrire l'umiltà. L'obiettivo è chiaro: vincere ogni singolo duello individuale sul campo per far valere, solo in un secondo momento, il maggior tasso tecnico degli interpreti.
La metamorfosi del gruppo è stata anche di natura mentale. Torrisi ha elogiato la disponibilità dei suoi calciatori, sottolineando come la "vecchia guardia" stia trascinando i compagni con un senso di appartenenza viscerale. Il tecnico ha raccontato di aver visto giocatori piangere per un pareggio, segno di una "regginità" che va oltre il semplice impegno professionale.
In questo contesto, il recupero di figure come Salandria ed Edera è stato fondamentale non solo per le prestazioni sul rettangolo verde, ma per la capacità di interpretare al meglio il nuovo credo tattico. «La squadra ha dimostrato nell'ultimo mese e mezzo di avere una grande virtù: quella di sapersi adattare alla gara», ha osservato l'allenatore, definendo la gestione del match contro la Vibonese come "devastante" per consapevolezza e pazienza.
Sul fronte delle scelte tecniche, Torrisi gode ora di una rosa profonda che gli permette di essere camaleontico. La possibilità di variare la struttura della squadra, alternando over e under in diverse posizioni senza perdere equilibrio, rappresenta un valore aggiunto in vista di una sfida contro un avversario ferito e in cerca di riscatto.
Il mister ha spiegato che la gestione del gruppo in massima serenità, nonostante le voci di mercato, è figlia di una chiarezza d'intenti con la società: «Lavoro consapevole che qualcuno deve arrivare, ma non possiamo badare al mercato; dobbiamo andare in campo spensierati». La solidità difensiva rimane la pietra angolare su cui costruire i successi, con la certezza che, grazie alla qualità degli attaccanti, il gol sia sempre una conseguenza naturale di una fase di non possesso eseguita con ferocia.
L'invito finale alla città e ai tifosi è quello di restare compatti attorno alla squadra. Il tecnico ha riconosciuto che il ritorno del tifo caloroso è stato il vero motore della rinascita, creando quel clima di "sudditanza psicologica" verso gli avversari che era mancato nella prima parte di stagione.
Nonostante l'importante striscia di risultati, Torrisi non vuole sentire parlare di tabelle o di partite dell'anno: «Le partite che contano sono quelle che danno i verdetti, e non è questa trasferta a decidere tutto». La concentrazione rimane dunque rivolta esclusivamente ai novanta minuti contro la Gelbison, con l'imperativo categorico di difendere la dignità della maglia e continuare la scalata verso posizioni più consone alla storia del club.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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