Il prossimo anno Marco Turati, qualunque sarà il risultato finale del Siracusa in campionato, lo vedremo seduto su una panchina della Serie B o una di Serie C d’alta classifica. Un facile vaticinio per chi il giovane tecnico degli azzurri lo vede tutte le settimane. Un allenatore che ha dimostrato di incidere dentro e fuori dal campo, anche in una situazione oggettivamente difficile come quella vissuta questa stagione dal club aretuseo.
Nato a Oggiono (LC) il 15 maggio 1982, Turati durante la sua carriera agonistica ha giocato nel ruolo di difensore centrale; bravo nel gioco aereo in virtù della sua grande forza fisica. Muove i suoi primi passi calcistici nelle giovanili del Lecco. All’età di diciotto anni passa all’Hellas Verona, per poi vestire le maglie di Chieti, Carrarese, Cesena, Ancona, Grosseto, Modena, Lecco, tra Serie B, C e D, e Siracusa, dove conclude la sua carriera calcistica. Nell’agosto del 2016 Turati passa al Siracusa Calcio che milita in Serie C. Dopo la sua prima esperienza positiva nel club azzurro, a giugno del 2017 prolunga il contratto fino a giugno del 2019. Nell’estate del 2017 arrivò al Siracusa Giangiacomo Magnani, e Marco Turati ebbe un ruolo chiave nel portare il centrale emiliano a Siracusa. Nel gennaio 2018, dopo, dopo un’ottima prima metà di stagione Magnani fu acquistato a titolo definitivo dalla Juventus, la quale lo girò congiuntamente al Perugia in Serie B per chiudere la stagione 2017-18. Successivamente il giocatore poi fu ceduto al Sassuolo in Serie A con la Juventus che manteneva una parte attiva nelle transazioni.
Marco Turati milita tre stagioni in Serie C con il Siracusa, diventandone capitano e simbolo. Al termine della stagione 2018-2019, segnata da gravi problemi societari e dal successivo fallimento del club, Turati termina la sua carriera da difensore proprio in maglia azzurra.
Ritiratosi dal calcio giocato, il giovane ormai ex calciatore accetta nel 2019 la proposta di entrare a far parte fin dalla stagione successiva nello staff di Vincenzo Italiano, come collaboratore tecnico dello Spezia ottenendo la storica promozione in Serie A. Nel settembre del 2020 inizia a frequentare a Coverciano il corso UEFA A per poter allenare le prime squadre fino alla Serie C ed essere allenatore in seconda in Serie A e B.
Nel 2021 segue Vincenzo Italiano alla Fiorentina, ricoprendo lo stesso ruolo, raggiungendo con il club toscano una finale di Coppa Italia e due finali di Conference League. Marco Turati decide di separarsi da Vincenzo Italiano, per intraprendere la carriera di allenatore sulla panchina del Siracusa. In un’intervista Turati spiega la decisione di staccarsi da Vincenzo Italiano, per iniziare la carriera da allenatore.
“A Siracusa avevo giocato il mio ultimo anno da calciatore e questa piazza mi aveva lasciato tantissimo. Poi, a causa del fallimento — spiega Turati — ero andato via. Mi sono ritrovato libero e il mio amico Vincenzo mi ha chiesto di seguirlo allo Spezia, al suo debutto in Serie B. È nata così la nostra collaborazione: al primo anno abbiamo vinto i playoff conquistando la Serie A. Gli ottimi risultati hanno fatto sì che il nostro legame professionale durasse cinque anni. Vincenzo è un grandissimo tecnico: essere accostato a lui mi dà gioia, ma parliamo di allenatori di un altro pianeta, che non c’entrano nulla con questa categoria. Nell’estate del 2024 il presidente Ricci ha iniziato a cercarmi: voleva un profilo giovane che proponesse un calcio divertente. Gli piaceva la mia idea di gioco e, dopo un lungo corteggiamento, mi sono convinto ad accettare, sia per lui sia per il prestigio della piazza”.
Marco Turati assume la guida tecnica del Siracusa Calcio 1924, compagine militante nel girone I di Serie D, con l’obiettivo di riportare la squadra tra i professionisti. La prima stagione di Turati (2024-2025) inizia con una rosa competitiva, indicata tra le protagoniste per la promozione, con il tecnico che punta su una squadra battagliera e aggressiva. Il percorso non è semplice, con la squadra che alterna alti e bassi, come la sconfitta alla prima giornata contro il Sambiase, neopromossa dall’Eccellenza.
Il campionato si conclude, dopo una bella cavalcata degli aretusei, con la promozione del Siracusa in Serie C, al termine di un lungo ed estenuante testa a testa con la Reggina, risolto solo all’ultima giornata: il Siracusa vince per 3-1 in trasferta contro la Nuova Igea, rendendo vana la contemporanea vittoria degli amaranto sulla Sancataldese.
Importanti e determinanti si sono rivelate le due vittorie negli scontri diretti contro la Reggina. Il 13 ottobre 2024, il Siracusa ha battuto la Reggina 1-0 con un gol all’81’ di Giuliano Alma. Il ritorno, giocato il 9 febbraio 2025 al "Granillo" di Reggio Calabria, ha visto il Siracusa vincere un’epica partita per 2-1 con doppietta di Joaquin Suhs, allungando sui calabresi di ben sei punti in classifica. Il Siracusa di Marco Turati va tra i professionisti al primo anno, anticipando i programmi societari che prevedevano la promozione in Serie C in due anni.
L'impatto di Marco Turati con la Serie C alla guida del Siracusa si è rivelato estremamente complicato fin dalle prime battute. La stagione 2025-2026 del Siracusa Calcio 1924 è stata segnata da gravi criticità economiche e societarie, con ripercussioni immediate sul piano sportivo. Nonostante l'iniziale iscrizione al campionato, le difficoltà si sono concretizzate presto, culminando in sanzioni e interventi amministrativi. Emblematico il caso dell'organico, costretto per mesi a contare su soli sette giocatori di categoria, affiancati da alcuni elementi provenienti dalle giovanili.
Il D.S, Antonello Laneri ha gestito l’area tecnica del Siracusa per ben due volte (settembre e gennaio) la squadra con giocatori di categoria, pur in un contesto difficoltoso. A causa di violazioni amministrative relative a novembre e dicembre 2025, il TFN ha inflitto un deferimento con sei punti di penalizzazione. A marzo 2026 è attesa un’ulteriore penalizzazione se si persisterà nel ricalcare le violazioni precedenti, il che potrebbe mettere pericolosamente a rischio la stabilità della stagione.
Va comunque riconosciuto al direttore sportivo Antonello Laneri il merito di aver allestito squadre combattive nonostante le risorse limitate e il contesto societario complesso.
A Turati va dato il merito, adattandosi continuamente, di lavorare in una situazione di “emergenza”, e superare i stravolgimenti della rosa per mantenere competitivo il Siracusa. È riuscito a imprimere un'impronta tattica che ha valorizzato la squadra, portandola a conquistare nove punti contro formazioni di alta classifica (Trapani, Salernitana, Casertana). A questo si aggiunge la fondamentale vittoria casalinga per 2-1 contro il Giugliano, diretta concorrente per la salvezza.
Il tecnico azzurro è l'uomo del momento: il suo nome circola con insistenza nei taccuini dei principali direttori sportivi. A colpire è la sua filosofia -propositiva, un calcio coraggioso che predilige il dominio del gioco e una costante proiezione offensiva. Per molti addetti ai lavori, Turati rappresenta il prototipo del tecnico moderno, destinato a una carriera di alto profilo grazie a un’identità tattica chiara e votata allo spettacolo.
Qualunque sarà il risultato finale del Siracusa, la piazza siciliana rischia di essere troppo piccola per le ambizioni e le capacità di Turati. Le voci di mercato iniziano già a girare con insistenza: diversi direttori sportivi di Serie B e di squadre big di Serie C che hanno annotato il suo nome sul taccuino, affascinati dalla sua capacità di valorizzare i giovani e di ottenere risultati con una chiara identità di gioco.
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