La vicenda relativa al futuro dell'Avezzano sta assumendo contorni sempre più preoccupanti, gettando un'ombra sulla stabilità del club a pochi giorni dalle scadenze cruciali per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie D. La redazione ha ricevuto una lettera aperta, presumibilmente firmata dai calciatori della rosa, che esprime un profondo allarme per la mancanza di certezze e per le questioni economiche irrisolte.
Nel documento, i giocatori manifestano viva preoccupazione per le condizioni in cui si trovano, sottolineando come, a loro dire, le spettanze relative alla stagione di Serie D appena conclusa non sarebbero state corrisposte, fatta eccezione per una singola mensilità. Un quadro desolante che, secondo quanto riportato nella missiva, li avrebbe spinti a rompere il silenzio per far conoscere ai tifosi e alla città di Avezzano la difficile situazione, con un pensiero rivolto non solo alle proprie difficoltà personali ma anche a quelle delle loro famiglie.
La lettera dei calciatori è un vero e proprio sfogo: "Per molto tempo abbiamo pensato di scrivere, per far conoscere ai tifosi e alla città di Avezzano le condizioni in cui ci trovavamo nostro malgrado. Le difficoltà delle nostre famiglie, prima ancora che le nostre. Ogni volta però ci siamo detti di aspettare, di restare in silenzio per non creare altri polveroni. Di pensare solo al bene di questa maglia, continuando a scendere in campo come se fosse tutto a posto. Perché la sentivamo nostra, e non volevamo tradire la fiducia dei tifosi, che ci hanno sempre rispettato. Ma soprattutto, abbiamo scelto di dare fiducia al nostro presidente in un momento di difficoltà personale. Lo abbiamo fatto consapevolmente perché non abbiamo mai messo in dubbio le sue promesse. E così abbiamo dato tutto ciò che avevamo nonostante avessimo ricevuto un solo stipendio. Uno. Persino a Natale non c'è stato un solo centesimo per noi."
Il testo prosegue evidenziando la delusione per le promesse non mantenute: "Più volte il presidente ci ha ribadito che le cose sarebbero cambiate. Che qualcosa sarebbe arrivato. Abbiamo creduto a quelle parole. Che però, non sono mai state seguite dai fatti. Ad oggi, siamo ancora qui ad aspettare. E anche questa attesa l'abbiamo vissuta nel silenzio. Come ennesima dimostrazione di fiducia. Ma non possiamo accettare più quello che sta accadendo. Non meritiamo discussioni sui social e mezze verità. Come non meritiamo il muro alzato dal presidente dopo la fine del campionato. Non risponde più a nessuno dei nostri messaggi e non abbiamo alcuna contezza di quando e se saremo pagati."
Un passaggio cruciale è la richiesta di chiarezza e rispetto: "Chiediamo pubblicamente al presidente Andrea Pecorelli di rispettarci come noi abbiamo fatto con lui. Di sostenere noi e le nostre famiglie. Di fare chiarezza sul futuro. E di dirci onestamente se dispone delle risorse economiche per provvedere all'impegno che ha assunto nei confronti di noi ragazzi. Al di là dei ruoli, abbiamo creduto alla parola di un uomo. E invece siamo stati letteralmente abbandonati a noi stessi. A un mese dalle scadenze non sappiamo di che morte dobbiamo morire. Non abbiamo nessuna certezza. Eppure sui social leggiamo post della società in cui si mettono in mostra le nuove divise di gioco per la prossima stagione. Tutto questo ci sembra la follia. Considerando che nessuno di noi ha ancora ricevuto un solo euro di ciò che ci spetta. Abbiamo dato tutto per questa piazza. Più di questo, crediamo, non sarebbe stato possibile. E ora chiediamo vengano mantenute le promesse fatte. Non vogliamo essere parte di dinamiche personali e attriti esistenti con la cordata del posto. Se il futuro è saldo nelle mani del presidente, non potremmo esserne più felici. Se invece non ci sono le basi per chiudere questa stagione, gli chiediamo di lasciarsi aiutare affinché il nostro impegno e, anche, il nostro sacrificio, vengano ripagati."
In mattinata, la società ha replicato attraverso un comunicato stampa diffuso sulla propria pagina Facebook, offrendo la propria versione dei fatti e delineando le prossime intenzioni. "Viste le ripetute pressioni dall'ambiente esterno, e le notizie distorte ad arte, si rendono necessarie alcune considerazioni," esordisce il comunicato. "La società comunica di essere alla ricerca di soluzioni concrete, personali e non, che possano garantire la continuità del progetto sportivo e societario. E le condizioni attuali lo rendono estremamente complicato. Insulti, minacce e quant'altro fanno da cornice al momento attuale."
Il club sottolinea gli sforzi economici compiuti: "Negli ultimi due anni e mezzo, la proprietà ha compiuto significativi sforzi economici, investendo in liquidità reale con l'obiettivo di restituire alla città di Avezzano una squadra all'altezza della sua storia e della sua passione. E non meritiamo il trattamento che stiamo ricevendo."
Riguardo alla lettera dei giocatori, la società contesta la sua provenienza e alcune affermazioni: "Sulla lettera dei giocatori, indirizzata al Presidente ma che non è stata recapitata al Presidente, e quindi non sappiamo da chi sia firmata, ci limitiamo a contestare l'infondatezza di quanto dichiarato in merito al non rispondere al telefono da parte del Presidente. Basterebbe fare la lista di tutti quelli che hanno avuto riscontro. E se in un paio di casi non è accaduto, magari mi farei prima qualche domanda. Si raccoglie sempre ciò che si semina."
Infine, la società guarda al futuro, tra difficoltà e speranze: "Nei prossimi giorni valuteremo le opzioni disponibili, tra proposte di partecipazione, di acquisizione, o di prosecuzione, finalizzate esclusivamente a garantire la sopravvivenza del club."
La situazione rimane dunque estremamente tesa in quel di Avezzano. Con il termine per le iscrizioni alla prossima Serie D che si avvicina rapidamente, l'incertezza sui pagamenti e sul futuro societario continua a dominare la scena, rendendo il clima intorno all'Avezzano Calcio sempre più incandescente.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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