Siamo giunti alla 26ª giornata e, sebbene la matematica imponga ancora un doveroso rispetto per le otto partite che mancano al termine, il Girone G di Serie D sembra aver scelto il suo padrone. Il turno appena concluso ha scavato un solco che ha il sapore della sentenza definitiva per la vetta, mentre ha gettato benzina sul fuoco per quanto riguarda la corsa ai piazzamenti d'onore e la disperata lotta per non retrocedere.
A Scafati si iniziano a cucire gli scudetti sulle maglie. La capolista non sbaglia un colpo e, anche quando la giornata sembra farsi complicata, trova la zampata vincente. Contro il Flaminia è finita 2-1: dopo il vantaggio propiziato dall'autorete di Achy e il momentaneo pareggio di Polidori che aveva illuso i laziali, è salito in cattedra Palmieri. Il suo gol al 22' della ripresa vale tre punti di platino. Con il Trastevere fermo a 49 punti, il vantaggio della Scafatese sale a un abissale +17. Con 24 punti ancora disponibili sul piatto, alla capolista basterà gestire un vantaggio enorme per festeggiare il ritorno tra i professionisti. Per i campani è la quinta vittoria consecutiva: un rullo compressore.
Se la vetta è congelata, alle spalle della capolista succede di tutto. Il Trastevere vive una domenica da incubo tra le mura amiche, cadendo 0-2 contro un Latte Dolce cinico e affamato, trascinato dalle reti di Tokic e Fois. I rionali restano secondi, ma il contraccolpo psicologico rischia di farsi sentire, dato che nelle ultime cinque uscite hanno alternato goleade a scivoloni preoccupanti.
Chi invece ha inserito il turbo è l'Albalonga. La cura sta funzionando alla grande: il 2-0 sul Valmontone, firmato dal solito Sfanò su rigore e dal sigillo finale di Coquin, proietta i castellani al terzo posto a quota 40, agganciando un Monastir in chiara flessione (sconfitto in casa 0-1 dall'Ischia con gol decisivo di Longo). L'Albalonga è la squadra più in forma del momento insieme alla capolista: 13 punti nelle ultime 5 gare sono un ruolino di marcia da primato.
Dietro è bagarre pura. La Nocerina sembra essersi smarrita: la sconfitta interna per 0-1 contro il Real Monterotondo è un campanello d'allarme assordante. I molossi, puniti dal gol a freddo di Tenkorang, scivolano al quinto posto (39 punti) e ora sentono il fiato sul collo di un gruppone di quattro squadre (Flaminia, Atletico Lodigiani, Ischia e COS) tutte appaiate a quota 36. Uscire dalla zona play-off, per una piazza come Nocera, sarebbe un fallimento sportivo.
Nella parte bassa della classifica, la 26ª giornata ci regala sussulti d'orgoglio che potrebbero riscrivere il destino della stagione. L'Olbia vince il delicatissimo derby salvezza contro il Budoni per 1-0. A decidere la contesa, manco a dirlo, è Ragatzu dopo appena sei minuti. Una vittoria che porta i bianchi a 24 punti, ancora in piena zona retrocessione (considerando la penalizzazione), ma ora a contatto con il treno play-out. Per il Budoni (31 punti) è un brutto stop che rischia di risucchiare i galluresi nelle sabbie mobili.
L'impresa di giornata, però, è quella del Real Monterotondo. Espugnare il "San Francesco" di Nocera in questo momento della stagione è un segnale di vita fortissimo. Con questi tre punti, i rossoblù salgono a 23, lasciando il Cassino sempre più solo all'ultimo posto (17 punti). I ciociari, fermati sull'1-1 dal Montespaccato (botta e risposta Ruzic-Tribelli), vedono l'Eccellenza avvicinarsi pericolosamente: il distacco dalla zona play-out è ampio e le giornate passano inesorabili.
Da segnalare infine il pareggio tra Anzio e Atletico Lodigiani (1-1, Siqueira risponde a Voncina) e lo 0-0 tra Palmese e Costa Orientale Sarda, punti che muovono la classifica ma non risolvono i problemi di nessuno, specialmente per i neroverdi di casa ancora a rischio.
A otto giornate dal termine, la Scafatese ha ormai la Serie C in tasca e potrebbe iniziare a fare calcoli per la festa matematica. L'interesse maggiore si sposta ora sulla lotta per il 3°, 4° e 5° posto, diventata una vera tonnara con otto squadre in quattro punti, e sulla coda, dove Olbia e Monterotondo hanno dimostrato di non voler alzare bandiera bianca. Il campionato è finito solo per chi sta in vetta; per tutti gli altri, la battaglia è appena iniziata.
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