Se cercavamo certezze dalla quattordicesima giornata del Girone H di Serie D, abbiamo trovato invece il caos, nel senso più nobile e sportivo del termine. La classifica, cifre alla mano, non mente mai: siamo di fronte a uno dei campionati più equilibrati degli ultimi anni. Il vertice si è compresso, trasformandosi in una tonnara dove quattro squadre sono racchiuse nello spazio di appena due punti. L'ultima domenica di novembre ci consegna un verdetto chiaro: chi sta davanti ha smesso di correre, e chi insegue ha ingranato la marcia giusta.
Partiamo dalla testa, dove il Fasano sembra aver smarrito la via del gol. Il pareggio a reti bianche contro il Barletta non è un incidente di percorso isolato, ma il secondo 0-0 consecutivo dopo quello di Ferrandina. I biancazzurri salgono a quota 27, agganciati dalla Paganese, ma l'incapacità di scardinare le difese avversarie nelle ultime due uscite è un campanello d'allarme che risuona forte. In un girone così tirato, la "pareggite" rischia di costare caro, soprattutto quando alle tue spalle le rivali iniziano a vincere con cinismo.
La copertina di giornata spetta di diritto all'Afragolese. La vittoria per 2-0 sul Martina è un capolavoro di tempismo e concretezza: le reti di Montaperto e Gioielli, distribuite chirurgicamente tra la fine del primo tempo e l'alba del riposo, proiettano i rossoblù a 26 punti, a una sola lunghezza dalla coppia di testa. È la reazione che ci si aspettava dopo il pareggio a reti inviolate contro la Virtus Francavilla nel turno precedente. L'Afragolese ha dimostrato di saper sfruttare il fattore campo in uno scontro diretto delicato, contro un Martina che, pur arrivando dalla vittoria sul Gravina, si è dovuto arrendere alla maggiore fame dei padroni di casa.
Non è da meno il Nola, che zitto zitto si porta a 25 punti, completando il quartetto di testa. La vittoria di misura sul Manfredonia, firmata da un lampo di Estrella in avvio di gara, vale oro colato. I nolani hanno saputo capitalizzare il successo esterno di Barletta della settimana scorsa, trovando quella continuità di risultati (6 punti in due gare) che è merce rara in questo girone. Al contrario, il Manfredonia fallisce la prova del nove dopo aver battuto l'Heraclea, confermando un'altalena di prestazioni che la tiene ancora pericolosamente vicina alla zona calda con 16 punti.
E a proposito di delusioni, bisogna aprire il capitolo Fidelis Andria ed Heraclea. I federiciani, fermi a 23 punti, cadono rovinosamente in casa contro la Virtus Francavilla. Nonostante il gol tardivo di Cordova al 50' della ripresa, il passivo di 1-2 (con le firme ospiti di Battista e Sosa) certifica un momento di appannamento, considerando anche il pareggio a reti bianche del turno precedente a Francavilla in Sinni.
Ancora più preoccupante la crisi dell'Heraclea, anch'essa bloccata a 23 punti. La sconfitta interna per 0-2 contro il Pompei è il secondo stop consecutivo dopo quello di Manfredonia. I lucani sembrano aver perso lo smalto: subire un rigore di Maione e il raddoppio di Shaibu contro un Pompei che naviga nei bassifondi (ora a 12 punti) è un segnale di fragilità difensiva e mentale che va corretto immediatamente.
Scendendo verso la zona rossa, onore al Gravina. Dopo la sconfitta di Martina, i murgiani hanno reagito con rabbia, stendendo il Ferrandina per 3-1. Mattatore assoluto Santoro con una doppietta, coadiuvato da Molina, per tre punti che portano il Gravina a quota 19, in una posizione di relativa tranquillità.
In coda, batte un colpo l'Acerrana. Fanalino di coda con 6 punti, la squadra ha dato un segnale di vita battendo il Francavilla proprio allo scadere con Donnarumma. Una boccata d'ossigeno vitale dopo la batosta tennistica subita dalla Sarnese sette giorni fa.
La 14ª giornata ha rimescolato le carte in tavola. Il "gap" tra la prima e la quarta è minimo. Se Fasano e Paganese non ritroveranno subito il passo vincente, Afragolese e Nola sono pronte al sorpasso. La Serie D non aspetta nessuno, e i numeri di questa domenica ce lo hanno appena ricordato.
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